RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 30/03/2019

Fabio Panetta potrebbe diventare da maggio direttore generale della Banca d’Italia (e presidente Ivass) dopo aver avuto un ruolo chiave negli ultimi anni nel migliorare i meccanismi dell’Unione bancaria e nel difendere l’economia italiana da chi voleva tenerla sotto controllo con misure estreme. È stato un periodo storico difficile per il Paese. L’Italia si è trovata in una situazione di debolezza legata ai postumi della crisi del debito sovrano del 2011, ai continui cambi di governo e soprattutto alla recessione più forte dal Dopoguerra, che ha fatto esplodere i crediti deteriorati nei bilanci delle banche. La crisi ha inoltre fatto riemergere i contrasti tra Paesi nell’Eurozona.
La fibrillazione atriale, una patologia cardiaca che provoca un’aritmia, è purtroppo frequente nelle persone anziane (interessa l’8% di chi ha più di 65 anni e addirittura il 15% degli ottantenni), e aumenta in modo significativo la possibilità di essere colpiti da un ictus cerebrale, evento traumatico con gravissime conseguenze che ogni anno colpisce in Italia circa 150 mila persone. Sebbene raramente (0,1% della popolazione sotto i 55 anni), la fibrillazione atriale colpisce anche i giovani e nella forma più insidiosa, quella parossistica, è di non facile individuazione in quanto non è costante ma caratterizzata da episodi che si presentano e si risolvono spontaneamente in meno di una settimana.
La normativa previdenziale dà la possibilità anche ai famigliari fiscalmente a carico degli iscritti di aderire alla previdenza complementare, finanziando la posizione individuale con contributi direttamente versati o con contribuzione da parte dei soggetti nei confronti dei quali sono a carico. Per incentivare questa forma di adesione si prevede anche una specifica agevolazione fiscale. Infatti il contribuente nei confronti del quale tali persone sono a carico può dedurre dal proprio reddito l’ammontare non dedotto dalle persone stesse, fermo restando l’importo di dedizione fiscale complessivo annuo di 5.164,57 euro. La finalità è quella di consentire anche a categorie come i giovani non lavoratori e alle casalinghe, caratterizzate da un elevato rischio previdenziale, di munirsi di adeguata copertura complementare. Ma andando nel pratico, quali sono le vie percorribili concretamente?

Banche e intermediari dovranno condurre un esercizio di autovalutazione dei rischi di riciclaggio, definire e poi approvare una policy motivata che indichi le scelte fatte in materia di assetti organizzativi, procedure e controlli interni, adeguata verifica e conservazione dei dati.
Lo prevede Banca d’Italia con il provvedimento recante “Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo», pubblicato sul proprio sito istituzionale il 27 marzo scorso. Nell’adottare il citato provvedimento Banca d’Italia ha tenuto conto dei commenti ricevuti dalle varie associazioni di categoria durante la fase di pubblica consultazione apertasi il 13 aprile 2018 e chiusasi il 12 giugno 2018.
I lavoratori coinvolti in operazioni aziendali di fusione per incorporazione possono riscattare la propria posizione contributiva maturata presso un fondo pensione, per perdita dei requisiti di partecipazione. Lo spiega la Covip a risposta di un quesito.
Il quesito, nello specifico, riguarda la richiesta di parere nel caso in cui, con apposito accordo sindacale, sottoscritto nell’ambito di un’operazione di fusione per incorporazione, sia stato pattuito che la contribuzione dei lavoratori dell’azienda fusa sia versata, successivamente alla fusione, al fondo pensione di riferimento del gruppo cui appartiene l’azienda incorporante, anziché al fondo pensione al quale i lavoratori sono aderenti.

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  • “737 Max, il software anti-stallo era attivo”
Il software anti-stallo “Mcas” era attivo quando il Boeing 737 Max 8 della Ethiopian Airlines si è schiantato a terra, pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba, il 10 marzo scorso. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, sono queste le conclusioni a cui sono giunti gli investigatori che esaminano le “scatole nere” dell’aereo. La notizia è una nuova tegola per la Boeing, che contava sul 737 per gran parte dei suoi ricavi e ha visto il proprio titolo crollare in borsa. Intanto parte la battaglia sui risarcimenti: la famiglia del passeggero ruandese Jackson Musoni ha avviato la prima causa contro l’azienda produttrice dell’aereo, accusando la Boeing di avere progettato male il sistema automatico di controllo di volo per il 737 Max. Dopo l’incidente della Ethiopian, i 737 Max sono stati fermati a terra in tutto il mondo, e l’azienda ha annunciato la presentazione di un software in grado di correggere il problema, rendendo la procedura di intervento anti-stallo “più trasparente” e più facile da governare in caso di necessità da parte dei piloti.

  • Generali, da ottobre incentivi ai dipendenti
Generali definisce le linee guida per il piano di azionariato ai dipendenti. In particolare, il progetto che verrà sottoposto al voto dell’assemblea del 7 maggio prevede che i beneficiari possano acquistare azioni del Leone a condizioni agevolate a valle dell’esercizio di alcune opzioni che verranno assegnate gratuitamente. Il piano interesserà al massimo 6 milioni di titoli, azioni proprie del gruppo assicurativo pari allo 0,38% del capitale, e ciascun beneficiario potrà definire il proprio piano di contribuzione individuale all’interno di un range compreso tra un minimo di 540 euro e un massimo di 18 mila euro. Il piano avrà inizio il prossimo ottobre e avrà una durata di tre anni. L’idea, evidentemente, è di far partecipare tutti i dipendenti alla realizzazione dell’ambizioso piano strategico al 2021. Intanto, nel 2018 il ceo, Philippe Donnet, ha percepito emolumenti complessivi pari a 3,7 milioni, di cui 1,4 milioni fissi, 2,1 milioni di bonus e poco meno di 200mila euro di “benefici non monetari”. In più, c’è una componente “fair value dei compensi equity” (legata alle azioni attribuibili ad aprile 2019 e potenzialmente attribuibili in futuro in base ai piani di incentivazione), pari a 2,27 milioni. Donnet detiene 316.745 azioni Generali (che oggi valgono circa 5,2 milioni).
  • «Pir, il progetto del governo dev’essere migliorato»
«Un approccio progressivo per l’investimento dei Piani individuali di risparmio nelle Pmi quotate all’Aim e nei fondi di venture capital può essere una soluzione ragionevole, ma non con i valori ipotizzati, che rischiano di ridicolizzare la misura e anche di renderla tecnicamente impossibile da attuare». È una bocciatura netta quella decretata da Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, alla correzione contenuta nel decreto crescita di quelle modifiche apportate con la legge di Bilancio che di fatto stanno paralizzando il mercato dei Pir.
In base alle ultime bozze pubblicate ieri da Il Sole 24 Ore si opterebbe infatti per un meccanismo graduale dell’introduzione del vincolo da riservare ad Aim e venture capital: 1% complessivo nel 2019, per passare poi al 3% nel 2020 e arrivare al 7% nel 2021, anziché il 3,5% ciascuno per entrambi gli strumenti fin da subito.

  • Agenti e mediatori, meno sanzioni grazie ai maggiori controlli dell’Oam
Al momento sono 26.866 i soggetti su cui vigila l’Oam, l’Organismo che vigila e gestisce gli elenchi di una serie di figure professionali che vanno dagli agenti in attività finanziaria ai mediatori creditizi, dai cambiavalute e compro-oro. Un numero destinato a crescere ulteriormente anche con il previsto allargamento del raggio d’azione dell’Organismo presieduto da Antonio Catricalà. Nato nel 2010 per dare “ordine” al mercato del credito e rendere più trasparente il settore dei servizi finanziari al dettaglio, nel corso degli anni l’Oam ha dovuto allargare le sue competenze anche sui settori dei cambiavalute, dei servizi di pagamento e, per ultimo, ai compro-oro.
  • Pensione di scorta in stile UE
Pensati per i lavoratori che sempre più di frequente cambiano paese, i Pepp (Pan-European Personal Pension Product) stanno finalmente per vedere la luce.
All’approvazione finale del progetto manca ancora il via libera del Parlamento e del Consiglio europeo. Ma l’accordo è stato finalmente raggiunto dopo un difficile negoziato, ratificato il 26 febbraio dal comitato Econ dell’Europarlamento con 25 voti a favore (tra cui l’Italia).
È giunto quindi alla conclusione il percorso avviato dalla Commissione europea nell’estate del 2017 con la pubblicazione della “proposta di regolamento per la creazione dei Pan-European Personal Pension Product (Pepp)”, un’opzione di risparmio che si affiancherà ai prodotti di previdenza complementare nazionali già esistenti. Destinatari del nuovo strumento di risparmio sono 11,3 milioni di europei in età da lavoro che risiedono in un paese membro diverso da quello di cittadinanza e circa 1,3 milioni di cittadini che lavorano in un paese europeo diverso da quello di residenza. Obiettivo del progetto di regolamento è offrire una maggiore scelta a coloro che desiderano risparmiare in vista della pensione e, al tempo stesso, rilanciare il mercato delle pensioni individuali.
  • Iorp2 un tuffo di sostenibilità per i fondi pensione
Trasparenza e più comunicazione. E ancora: implementazione dell’ufficio che si occupa di monitorare i rischi tra cui sono indicati anche quelli Esg ovvero relativi all’ambiente, al sociale e alla governance. Si parlerà dunque di Iorp2 al convegno del 3 aprile (ore 11,15- sala Yellow 3), la direttiva Ue recepita in Italia e che ha modificato in modo profondo la “riforma Maroni” sui fondi pensione del 2005.
Fra l’altro al convegno sarà presente Lucia Anselmi, direttore generale Covip, l’authority che vigila sulla previdenza integrativa: un intervento molto importante per capire come applicare la Iorp2.
  • Il focus è sul reskilling
È reskilling il nuovo mantra per il settore assicurativo dove il processo di concentrazione potrebbe proseguire con impatti sull’occupazione. In un comparto sano e con interessanti prospettive, l’utilizzo della tecnologia e la digitalizzazione interessano in maniera crescente tutte le fasi del business, dalla costruzione e gestione dei prodotti, alla tariffazione. Fino ad arrivare al marketing e alla gestione commerciale, che devono essere in grado di analizzare in maniera sinergica nuove tipologie di dati sui clienti e di adeguarsi ai nuovi paradigmi relazionali e di comunicazione con i clienti. Sono queste le considerazioni che emergono da uno studio di Prometeia sulle prospettive di sviluppo dell’occupazione nel settore assicurativo italiano commissionato da Snfia (Sindacato delle alte professionalità assicurative), che verrà presentato al prossimo Congresso nazionale dell’organizzazione che si terrà il 2-4 aprile a Garda (Verona).
  • Chi fa prevenzione risparmia il 15%
Il tema della protezione e della salute è la nuova frontiera del settore assicurativo. E anche le compagnie dirette iniziano a muoversi.
Del resto in un paese sottoassicurato come il nostro la possibilità di aumentare la cosiddetta penetrazione di questi prodotti è elevata. E Internet, piuttosto che i comparatori, sono un buon veicolo per diffondere polizze dall’elevato contenuto innovativo (in particolare sul fronte della tecnologia).
Secondo quanto risulta a «Plus24» Genertellife sta per lanciare iLove, un’assicurazione sulla vita che comprende anche un programma di prevenzione innovativo con servizi di “connected care” che spaziano dai check up gratuiti fino al consulto medico 24 ore su 24 e 365 giorni attivabile dal cellulare.
Un altro aspetto nuovo per il mercato italiano riguarda la possibilità di avere degli sconti sulla polizza Vita ai più virtuosi. L’iniziativa che consente di risparmiare fino al 15% sul premio se si aderisce al programma di prevenzione “care program” che offre check up gratuiti ogni due anni.