RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 19/03/2019

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Fusione a catena. L’unione con Commerzbank potrebbe spingere Deutsche a vendere Dws, l’asset manager controllato al 78% dalla banca tedesca. La società da 662 miliardi di patrimonio gestito avrebbe attirato l’interesse di Allianz che già ne gestisce 505. Così, in un sol colpo, la Germania si troverebbe ad avere due campioni nazionali, uno nel settore bancario, l’altro nell’asset management. Per il momento è solo una voce, ma è stata sufficiente a far registrare a Dws il maggior rialzo (9,3%) della sua pur breve storia borsistica (Deutsche l’ha quotata un anno fa raccogliendo 2 miliardi). Per Deutsche la scelta di vendere un pezzo tanto pregiato non sarebbe indolore, ma potrebbe rendersi indispensabile per portare a termine la fusione con Commerz.
Il Movimento Cinque Stelle torna alla carica sull’Rc Auto equa tra Nord e Sud. A chiedere parità di trattamento per gli automobilisti del Meridione è un’interrogazione rivolta al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a prima firma della presidente della commissione Finanze alla Camera, la pentastellata Carla Ruocco. «La sperequazione territoriale dei costi della responsabilità civile auto e, in special modo, la mancata individuazione di parametri valutativi tassativi, oggettivi ed effettivamente paritari comportano fattualmente una distorsione dell’assetto concorrenziale dell’intero settore», si legge nel testo che esorta il ministro e leader grillino a «ripristinare la corretta distribuzione dei rischi tra gli assicurati». Un livellamento il cui risultato potrebbe comportare l’innalzarsi dei premi al Nord, colpendo una buona fetta della base elettorale leghista.
Non bastavano le indagini di Bankitalia, adesso Ing è finita anche nel mirino dei pm. La Procura di Milano ha infatti avviato un’indagine a carico di ignoti per riciclaggio in relazione alla vicende che vedono coinvolte la controllata italiana della banca olandese Ing Bank. I lavori sono coordinati dal procuratore aggiunto Fabio de Pasquale e da Francesco Ciardi. Lo scorso venerdì la Banca d’Italia aveva inibito l’istituto ad aprire nuovi conti correnti, dopo aver rilevato carenze nel rispetto della normativa in materia di antiriciclaggio.
Il rapporto delle donne con i propri risparmi e investimenti? Non è ancora maturo. Il gender gap profondissimo tra il mondo maschile e quello femminile è evidenziato dalla nuova edizione dell’Ubs Investor Watch, lo studio globale sugli Hnwi di Ubs Global Wealth. I risultati delle interviste a 3.700 donne in Brasile, Germania, Hong Kong, Italia, Messico, Singapore, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, non lasciano molto spazio a interpretazioni. Basti dire che il 58% delle intervistate delega al partner le decisioni finanziarie di lungo termine. A livello globale, se 1’85% delle donne si assume una responsabilità piena o condivisa in modo uguale con il coniuge quando si tratta di spese a breve termine, meno di un quarto (23%) si occupa di pianificazione finanziaria a lungo termine, come investimenti e assicurazioni. I numeri italiani sono del tutto in linea.

Recupero «scontato» degli anni di laurea (ai fini del raggiungimento dei requisiti per andar in pensione) senza limiti d’età: potranno ricorrervi anche i lavoratori con più di 45 anni, godendo dell’opportunità di detrarre dalle tasse il 50% dell’importo pagato, a patto, però, d’aver iniziato a versare dal 1996 (l’anno nel quale è entrato in vigore il metodo di calcolo contributivo). E colpo di spugna sui tre mesi di attesa (le «finestre») per la decorrenza della pensione per gli occupati in mansioni «gravose» (categorie professionali diverse, dagli insegnanti delle scuole per l’infanzia ai conduttori di mezzi pesanti e di convogli ferroviari, dal personale sanitario agli operatori ecologici) che potranno accedere all’«ape social» rinnovata dal 2019 (con 63 anni d’età e 36 di contributi) e beneficeranno della chance di andare in quiescenza con la «quota 41» destinata ai lavoratori «precoci».
Deutsche Bank e Commerzbank hanno confermato che sono in corso trattative formali per un’eventuale fusione. I due istituti tedeschi avevano studiato il matrimonio per anni, con diversi amministratori delegati, ma è la prima volta che annunciano formalmente i colloqui avviati. «Alla luce delle opportunità che si presentano», ha precisato Deutsche, «il consiglio di amministrazione ha deciso di rivedere le opzioni strategiche. In tal senso il board si concentra sul miglioramento del profilo di crescita e della redditività della banca». In ogni caso, «non vi è certezza che si verificherà l’operazione».

 


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  • Ing Bank, indagine aperta dalla procura di Milano per il reato di riciclaggio
Sulla filiale italiana di Ing bank si accende il faro della Procura. Gli uffici di Milano hanno in corso un’indagine per sospetto riciclaggio, per ora a carico di ignoti. Sabato scorso la Banca d’Italia aveva reso noto di aver bloccato l’acquisizione di nuova clientela da parte di Ing proprio per falle nelle procedure anti- riciclaggio della banca. Secondo la ricostruzione del sito del Sole 24 sembra che la Procura di Milano si sia mossa già da qualche mese, sulla base di segnalazioni arrivate da altri paesi europei. Vengono ipotizzate vendite truffaldine on line, con pagamenti accreditati su conti altrettanto on line aperti presso Ing Italia. Alle indagini hanno partecipato anche funzionari della Banca d’Italia.

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  • La Borsa tifa per le nozze Deutsche-Commerz
I mercati scommettono sull’ipotesi di fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank, che darebbe vita a un colosso tedesco del credito e della finanza. L’ufficializzazione dell’avvio delle trattative ha fatto volare i titoli: Db +4,15% a 8,14 euro e Commerz +7,21% a 7,63 euro. L’esito comunque non è scontato, ha fatto intendere il ceo di Db, Christian Sewing. Molto dipenderà alla spinta della politica: il governo ha il 15% di Commerz e il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, «guarderà da vicino» — ha detto un portavoce — i colloqui per un’aggregazione che faccia uscire i due gruppi da anni di fallite ristrutturazioni. Ma molto dipenderà anche dalla finanza, dal concambio che sarà fissato e dai costi e dalla durata della ristrutturazione, che secondo S&P terrà occupata la banca per anni. I capitali necessari (si parla di 8 miliardi) potrebbero essere trovati con un aumento di capitale o con la vendita dell’asset management Dws (di Deutsche Bank), ieri +9,1%, che potrebbe finire ad Allianz. Pesa il tema dei tagli: i sindacati si opporranno ai 20-30 mila esuberi stimati sui 140 mila lavoratori totali, ha detto Frank Bsirske, capo del sindacato Verdi e consigliere di sorveglianza di Db. Potrebbe essere questo l’ostacolo maggiore.

  • Deutsche-Commerz, sulle nozze possibile un intervento statale
«Sono due banche private che dialogano tra di loro». Così il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha preso le distanze ieri, rispondendo – in occasione del World policy forum a Berlino – a chi gli chiedeva un parere sull’avvio ufficiale di colloqui esplorativi tra Deutsche bank e Commerzbank: per la prima una valutazione delle «opzioni strategiche» sul tavolo, tra le quali evidentemente anche l’acquisizione del pesce più piccolo da parte del più grande, e per la seconda una «potenziale fusione».
La creazione di un campione nazionale tedesco, capace di tener testa alla concorrenza europea e mondiale, è invece proprio un obiettivo politico, annunciato e sottoscritto pubblicamente più volte da Scholz. Per questo l’operazione DB-Coba, per quanto incerta si presenti perché di difficile realizzazione e costosa in termini di risorse umane, finanziarie e di tempo, sta decollando sotto i migliori auspici dello Stato federale, principale azionista di Commerz con una quota del 15,6%.  Il costo in termini di capitale di un’acquisizione di DB su Commerz (in base al business model prescelto le stime spaziano) potrebbe essere coperto con la vendita dell’asset management DWS ad Allianz (quest’ultima già intervenuta nel 2008 vendendo la sua quota in Dresdner a Commerz per la creazione di “un campione nazionale tedesco” che ancora non si è visto). DB intanto vuole rimanere un global player sul mercato dei capitali, ridimensionare la CIB non sembra voglia farlo.
  • Ing, la procura di Milano indaga per riciclaggio
Via Arbe, periferia Nord Milano. Fino a tre anni fa un’enorme zucca arancione tinteggiava il palazzo di vetro all’angolo con via Bisi Albini. Questa era la patria del Conto Arancio a Milano, la filiale di Ing Direct, branch italiana del colosso bancario olandese che ha fatto la sua fortuna con l’esplosione dei conti correnti online. Ora la sede si è spostata tre chilometri più in là, alle porte di Sesto San Giovanni, ma a questo indirizzo facevano riferimento molti dei conti digitali sui quali finiva il denaro di decine di truffe messe in atto a più riprese in diversi paesi dell’Unione europea.
Il raggiro seguiva uno schema sempre uguale. Un annuncio per la vendita di un prodotto o per l’affitto di una casa pubblicato su piattaforme come Amazon o Airbnb, che erano del tutto ignare ed estranee all’estorsione, e l’attesa che qualcuno abboccasse all’amo. Una volta adescata la vittima, i truffatori chiedevano che l’articolo o l’affitto della casa per le vacanze venisse pagato direttamente su un conto online aperto presso Ing Direct bypassando i sistemi sicuri e a prova di truffe delle piattaforme utilizzate. Chi ci cascava perdeva i soldi e non vedeva neanche l’ombra dell’oggetto acquistato o dell’abitazione in affitto. E gli ignoti truffatori la passavano liscia, probabilmente nascosti dietro false identità.
  • guida in stato di ebbrezza. L’avviso al guidatore va dato anche se il prelievo ha fini medici
Non basta che il prelievo di sangue venga effettuato per finalità di cura per esonerare gli organi di polizia dall’obbligo di informare un guidatore ferito in un incidente che ha facoltà di farsi assistere da un avvocato di fiducia: ora la Cassazione (sentenza 11722/2019, depositata ieri dalla Quarta sezione penale) ritiene che l’avviso è comunque necessario quando il prelievo viene eseguito all’interno di un protocollo terapeutico che di per sè non rende necessario che venga rilevata la concentrazione di alcol presente nel sangue.
Dunque ora la Cassazione precisa in modo restrittivo l’ormai consolidato principio secondo cui l’analisi del sangue prelevato su un ferito dopo un incidente nell’ambito degli «ordinari protocolli sanitari» può essere utilizzata per determinare anche il suo tasso alcolemico, senza che sia necessario l’avviso all’interessato. L’avviso occorre quando il prelievo è «autonomamente richiesto» dall’organo di polizia ed è proprio sulla natura di tale richiesta che si fonda la distinzione che ora la Corte introduce.

 


Malgrado la pressione di alcuni rappresentanti dei risparmiatori e degli intermediari finanziari, le compagnie e il governo non sono pronti a lasciare che i risparmiatori trasferiscano liberamente i contratti vita da una compagnia all’altra.
Per i fautori di tale misura, questo sarebbe il modo migliore per costringere gli assicuratori a pagare rendimenti migliori per i risparmi dei loro clienti. Tuttavia, i deputati hanno osato arrivare a questo punto con la legge Pacte, che è stata appena convalidata dall’Assemblea nazionale in seconda lettura. I risparmiatori avranno un’opzione di trasferimento, ma dovranno accontentarsi di spostare i loro asset tra i contratti offerti dallo stesso assicuratore. Inoltre, fino all’inizio del 2023, potranno trasferirli a un piano di previdenza.