RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 14/03/2019

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Fca ha deciso di richiamare oltre 860 mila auto negli Stati Uniti per un problema legato alle emissioni. Il difetto era emerso da un’indagine condotta dall’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (Epa). L’ente ha fatto sapere anche che il richiamo sarà effettuato in più fasi durante il 2019 e nel frattempo gli automobilisti potranno continuare a guidare i veicoli interessati. L’Agenzia per la Protezione Ambientale ha comunicato anche che continuerà a indagare su altri veicoli Fca .

Il governo italiano ha allo studio un decreto legge ombrello per affrontare i rischi correlati con la Brexit ormai alle porte. Obiettivi: evitare contraccolpi sui mercati e garantire continuità operative con le banche e le piattaforme Uk. A lavorarci sono i tecnici della Presidenza del Consiglio, la Farnesina e il dicastero dell’economia. Il testo non è andato al vaglio del pre-consiglio di ieri, ma dovrebbe finire in Cdm, presumibilmente la prossima settimana. L’orientamento dell’esecutivo è di vararlo comunque, anche in caso di uscita non disordinata del Regno Unito dall’Unione, per evitare scossoni e tranquillizzare gli operatori.
Nel 2019 per coprire un anno di contribuzione volontaria occorre una spesa minima di 3.522 euro, 77 euro in più di quella richiesta nel 2018. Da una occhiata sommaria alle tabelle, i cui parametri sono indicati nella circolare Inps n. 42/2019, si nota l’aumento, dovuto soprattutto alla lievitazione delle aliquote della contribuzione obbligatoria dei lavoratori autonomi.
Valori 2019. Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo il 31 dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro), l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33%, per le autorizzazioni successive.

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  • Nove milioni di morti all’anno allarme Onu per il pianeta
Nove milioni di persone muoiono ogni anno per l’inquinamento: aria tossica, acqua contaminata, terreni rovinati dall’agricoltura industriale sono le tre cause principali. In questa ecatombe sono i più poveri a pagare i prezzi più pesanti in vite umane. Noi abitanti urbani dell’Occidente sviluppato siamo esposti alle malattie ambientali (anche noi respiriamo smog e mangiamo alimenti patogeni), ma molto meno. Chi vive di agricoltura e pesca, o nelle nuove megalopoli avvolte in nubi velenose — New Delhi ha superato Pechino in questa gara — è molto più vulnerabile. L’allarme viene da un rapporto di 250 scienziati di 70 Paesi, il sesto della serie Global Environment Outlook, presentato ieri a Nairobi all’assemblea Onu per l’ambiente. Questa messe di dati si aggiunge al monito lanciato in ottobre dalle Nazioni Unite: la comunità internazionale ha solo 12 anni a disposizione per limitare gli effetti catastrofici del cambiamento climatico.

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  • Le cure sanitarie? Quasi la metà degli italiani ci rinuncia
Il welfare in Italia vale l’8,3% del Pil. Ma non tutti gli italiani possono permetterselo allo stesso modo. A sostenerlo è il Rapporto sul bilancio di welfare delle famiglie italiane della società indipendente Mbs Consulting. Nel 2018 la spesa complessiva in servizi di welfare è stata pari a 143,4 miliardi di euro, +7% sul 2017. Nel dettaglio, per la sanità la spesa è stata di 37,7 miliardi, pari a 1.476 euro, medi per famiglia, +11,9%. La spesa per il lavoro (trasporti e pasti) ammonta a 31,9 miliardi (+2,2%), quella per l’assistenza ad anziani e persone bisognose a 27,9 miliardi (+10,3%), quella per l’istruzione a 10,5 miliardi (+9,4%). Ma gli squilibri di reddito determinano la rinuncia alle prestazioni: il tasso di rinuncia, secondo Mbs, è del 40,8% per le cure sanitarie e sale al 61,5% per la fascia più debole, con un 17% che rinuncia pure alle visite mediche

  • Fca richiama 900mila auto dopo i test sulle emissioni
Fca ha disposto un maxi-richiamo di 862.520 veicoli negli Stati Uniti per il mancato rispetto delle normative sulle emissioni. La decisione segue i test condotti dall’Epa, l’Agenzia per la protezione ambientale americana, e dall’azienda stessa. A dare l’annuncio è stata l’Epa che «dà il benvenuto all’azione di Fiat Chrysler di richiamare volontariamente i suoi veicoli che non rispettano gli standard sulle emissioni Usa». La casa automobilistica ha fatto sapere di aver segnalato all’Agenzia il problema durante un controllo di routine con la disponibilità a risolverlo.
  • Aifi: «Dai nuovi Pir più spazio al venture capital»
«Le norme introdotte dalla legge di bilancio che riguardano la disciplina dei Pir saranno utili per far affluire risorse alle pmi italiane e soprattutto alle nuove imprese innovative attraverso i fondi di venture capital che fino a oggi non hanno potuto svolgere un ruolo importante a causa delle esigue risorse a disposizione e dei pochi operatori presenti sul mercato». L’Aifi, con la direttrice generale Anna Gervasoni, entra nel dibattito aperto due giorni fa con le bozze del decreto Pir anticipate da Il Sole 24 Ore. E ribadisce che l’associazione degli operatori di private equity, venture capital e private debt «ha già affrontato i profili tecnici per facilitare l’investimento da parte dei fondi aperti nei fondi chiusi di venture capital».
  • Class action verso il sì finale Adesioni anche post sentenza
Class action in dirittura d’arrivo. E senza modifiche. Ieri la commissione Giustizia del Senato ha concluso l’esame del provvedimento che ora aspetta il via libera dell’Aula; il testo del Ddl è stato approvato nell’ottobre scorso dalla Camera. La nuova class action, appannaggio dei 5 Stelle, si avvia al sì finale confermando un impianto assai contestato dalle imprese, con Confindustria in prima fila nel metterne in evidenza le criticità.
Nel dettaglio, l’azione di classe cambia innanzitutto la sua collocazione, venendo traghettata dal Codice del consumo al Codice civile. Passaggio tutt’altro che formale, dal momento che, anche per effetto di questo cambiamento, l’azione non sarà più proponibile solo dai consumatori, ma da chiunque avanza delle richieste di risarcimento in relazione a «diritti individuali omogenei».
L’azione sarà quindi nella disponibilità di ogni singolo appartenente alla classe, oltre che dei soggetti collettivi che tutelano in maniera organizzata i diritti lesi.
  • Compravendita edifici in costruzione con più garanzie
l 16 marzo è la data di entrata in vigore della nuova normativa in tema di compravendita di edifici in corso di costruzione, contenuta negli articoli 389-391 del «Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza» (Ccii, Dlgs 14/2019), che vanno a integrare o modificare il Dlgs 122/2005.
Queste nuove norme sono applicabili (articolo 5, comma 1-ter, Dlgs 122/2005) ai contratti relativi ad edifici per i quali il titolo abilitativo edilizio sia stato richiesto (nel caso di permesso di costruire) o presentato (nel caso di Scia o Dia) dopo il 16 marzo 2019. Da questa data si ha, pertanto, la coesistenza di due distinti regimi normativi:
a) la legislazione anteriore alle modifiche recate dal Ccii, che continuerà ad applicarsi ai contratti che hanno come oggetto edifici il cui titolo edilizio abilitativo sia stato richiesto o presentato sino al 15 marzo 2019;
b) la legislazione modificata dal Ccii che si applicherà ai contratti aventi a oggetto edifici il cui titolo edilizio abilitativo sia stato richiesto o presentato a partire dal 16 marzo 2019.
Vengono introdotte alcune rilevanti modifiche alla disciplina dettata con riguardo alla fideiussione (articolo 385 Ccii):
la fideiussione può essere rilasciata solo da banche e assicurazioni;
la fideiussione deve essere predisposta in conformità ad apposto modello standard approvato con decreto del ministro della Giustizia;

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Johnson & Johnson deve pagare 29 milioni di dollari a una donna californiana in fin di vita che sostiene che il talco contenente amianto le ha causato il cancro.
I giurati del tribunale statale di Oakland, California, mercoledì scorso hanno ritenuto J&J responsabile del mesotelioma di Teresa Leavitt, un cancro legato all’esposizione all’amianto.

Handelsblatt

  • R+V Versicherung fa concorrenza alle Insicurtech con un broker online
La compagnia tedesca lancia il broker digitale “Wilhelm”. Si tratta di una novità in questo settore. Oltre a Volksbanken e Raiffeisenbanken, altre due banche dovrebbero utilizzare Wilhelm. Secondo R+V, ci sono 13 banche pilota a livello nazionale.