RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 13/03/2019

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Intesa Sanpaolo Vita si prepara a pagare dividendi alla capogruppo con maggior frequenza, ogni sei mesi o addirittura ogni trimestre. La compagnia assicurativa controllata da Intesa Sanpaolo ha in programma una doppia riunione assembleare, una il 26 l’altra il 28 marzo, durante le quali saranno portate ai voti alcune modifiche dello statuto, tra cui ci sarebbero appunto le norme che regolano lo stacco delle cedole, come di legge negli annunci pubblicati nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale. I dividendi in ballo sono di tutto rispetto. Il 12 dicembre il cda della compagnia ha deciso di pagare a Intesa Sanpaolo una cedola di 452 milioni, su un utile totale di 640 milioni.
Condanne annullate e processo trasferito da Torino a Milano per competenza territoriale. Si è chiuso con un colpo di scena il processo d’appello per la vicenda Fonsai . Lo ha deciso la Prima Corte d’Appello di Torino che ha dichiarato l’incompetenza territoriale del Tribunale del capoluogo piemontese.
Da qui l’annullamento delle condanne inflitte l’11 ottobre 2016 dai giudici del primo grado di giudizio ai quattro imputati accusati a vario titolo di aggiotaggio e falso in bilancio: Salvatore Ligresti, deceduto a maggio (6 anni), sua figlia Jonella (5 anni e 8 mesi), all’ex amministratore delegato di Fonsai , Fausto Marchionni, (5 anni e 3 mesi) e l’ex revisore dei conti Riccardo Ottaviani. I giudici torinesi hanno ordinato «la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano competente per territorio».
  • Marchi affida Banca Finint a Perissinotto (ex Generali)
Il legame tra Enrico Marchi e Giovanni Perissinotto è antico e fa perno sulla solida finanza del Nordest, della quale il numero uno di Finanziaria Internazionale e dello scalo aeroportuale di Venezia (Save) è un esponente di spicco. Un rapporto che si è fortificato da quando Perissinotto ha scalato le gerarchie del colosso assicurativo Generali : entrato nel 1980 e rientrato nel 1988, dal 1998 ne è diventato direttore generale e poi, nel 2001, amministratore delegato. Uscito di scena nel 2012 dal Leone di Trieste, il manager si è tramutato in imprenditore (Italian Creation Group) rilevando i marchi di arredo Driade, Valcucina e Fontanaarte. Ma a distanza di qualche anno Marchi (all’epoca ancora in attività con l’ex sodale Andrea De Vido) ha chiamato Perissinotto affidandogli la carica di presidente di Finint Internazionale Investments, la sgr di Banca Finint, che altri non è che la ex banca Arner, rilevata nel 2014 dalla stessa Finint. Ma l’ex ad di Generali  ha anche la carica di presidente e ad della holding Finint e da qualche anno era consigliere della stessa branch creditizia della galassia di Marchi.

Un servizio digitale per gestire le prenotazioni sanitarie che consente di usufruire di sconti importanti sulle tariffe. Lo ha lanciato il gruppo Intesa Sanpaolo e si chiama XME Salute. L’iniziativa è stata messa a punto da Intesa Sanpaolo Smart Care, la società del gruppo guidata dall’a.d. Maurizio Cortese che sviluppa servizi digitali nell’ambito della mobilità, della salute e della casa, in partnership con Previmedical, il principale network italiano di strutture sanitarie e medici convenzionati, utilizzato da fondi sanitari e compagnie assicurative, compreso il fondo sanitario integrativo per dipendenti Intesa Sanpaolo.
  • Perissinotto nominato a.d. di Banca Finint
Giovanni Perissinotto, ex amministratore delegato delle Generali, si insedia al timone di Banca Finint. Il manager, membro del cda, è stato nominato a.d. al posto di Luciano Colombini, passato alla guida di Banca Ifis. Finint ha dichiarato che la nomina di Perissinotto «assicura alla banca non solo una leadership di prestigio e di assoluta autorevolezza, ma anche perfetta continuità con gli indirizzi strategici intrapresi negli ultimi anni». Una strategia che ha portato l’istituto «a conseguire risultati del tutto ragguardevoli in ognuna delle aree di business in cui è presente».
  • Azimut sbarca in Cina in tandem con Youmy
Azimut, attraverso la partecipata An Zhong Investment Management Hong Kong, ha avviato una relazione commerciale con Youmy Wealth Management. L’accordo porterà il gruppo fondato da Pietro Giuliani a costruire una partecipazione azionaria incrementale nel capitale di Youmy. Quest’ultima, fondata nel 2014, fa leva su un’alleanza tra 28 family office che operano in 15 città cinesi. «Nessun gestore patrimoniale può dirsi veramente globale se non conta una presenza in un mercato tanto grande e importante quanto quello cinese», ha dichiarato l’amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani. «Con questo nuovo investimento Azimut riafferma l’impegno a espandere la presenza in Cina e in Asia».

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  • Quel jet dove comanda il computer un rischio volutamente ignorato
I nuovi jet sono molto più facili da guidare. Perché quasi tutto è in mano al sistema computerizzato di bordo, che raccoglie informazioni e decide cosa fare: ha i suoi occhi, le sue orecchie, le sue sensazioni in base alle quali reagisce. Fa di testa sua, pure nelle emergenze. Il dramma del Boeing 737 Max ci pone davanti a una serie di problemi che presto riguarderanno la nostra quotidianità, dalle auto agli elettrodomestici: l’algoritmo nato per semplificarci la vita cercherà di imporre la sua scelta. Una situazione che in un jet lanciato a 800 chilometri orari può diventare letale.
  • Fonsai, condanne annullate l’inchiesta torna a Milano beffa per i piccoli azionisti
La corte d’appello di Torino ieri mattina ha cancellato le condanne inflitte l’11 ottobre 2016: 6 anni a Salvatore Ligresti, deceduto l’anno scorso, 5 anni e 8 mesi alla figlia Jonella, 5 anni e 3 mesi all’ex amministratore delegato della compagnia assicuratrice Fausto Marchionni, 2 anni e 6 mesi all’ex revisore Riccardo Ottaviani. Tutto da rifare anche per le società responsabili civili Reconta Ernst Young e UnipolSai Assicurazioni: quest’ultima era stata condannata a risarcire le parti civili costituite. Secondo i giudici di appello non era Torino la sede competente e, senza entrare nel merito, hanno stabilito che la precedente sentenza dovesse essere annullata e che gli atti fossero inviati all’autorità giudiziaria milanese per un nuovo processo. Con la possibilità che tutto finisca vanificato: se il falso in bilancio è già in via di prescrizione, più lontano ( ma non per i tempi della giustizia) è il termine previsto per l’aggiotaggio. Confermate le assoluzioni per l’ex vicepresidente Antonio Talarico e l’altro ex revisore dei conti, Ambrogio Virgilio.

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  • I «737 Max» a terra. Anche in Italia
Nella giornata più convulsa dei cieli mondiali dall’11 settembre 2001, decine di Paesi hanno messo al bando i Boeing 737 Max, la stessa famiglia di aerei di quelli precipitati in Indonesia nell’ottobre 2018 e in Etiopia domenica scorsa. Non si decolla. Non si atterra. Non si sorvola. Almeno fino a quando non saranno fornite le dovute rassicurazioni sul jet. Dopo lo stop di Canberra, è toccato al Regno Unito, quindi all’Europa continentale, Italia compresa. L’Ente nazionale per l’aviazione civile del nostro Paese (Enac) ha optato per lo stop differito dalle nove di sera, «visto il perdurare della mancanza di informazioni certe in merito alla dinamica dell’incidente della Ethiopian Airlines e del precedente di ottobre in Indonesia», disponendo «la chiusura dello spazio aereo italiano a tutti i voli commerciali operati con aeromobili di questo tipo». E mentre simili decisioni venivano prese anche dalle singole compagnie aeree solo nel tardo pomeriggio l’Easa ha pubblicato il bollettino con il divieto dalle otto di sera delle varianti Max 8 e Max 9. Più drastica la Germania che le proibisce almeno fino al 12 giugno.
  • Ligresti, condanne annullate. Il processo a Milano
Il processo FondiariaSai-Ligresti per aggiotaggio e falso in bilancio da 600 milioni, dopo 5 anni è rimbalzato di nuovo da Torino al punto di partenza di Milano come sede competente, e dal secondo grado di giudizio indietro sino allo zero delle indagini preliminari come stato del procedimento. L’annessa cancellazione delle aspettative di 2.300 azionisti nei confronti dei condannati in primo grado in solido con Unipol e Reconta Ernst&Young, e l’intera sentenza torinese di condanna nel 2016 a 6 anni di Salvatore Ligresti (morto nel maggio 2018 a 86 anni), a 5 anni e 8 mesi della figlia Jonella, e a 5 anni e 3 mesi dell’ex amministratore delegato Fausto Marchionni, è una disfatta giudiziaria che si sarebbe potuta scongiurare per tempo. Il 19 marzo 2014 persino su queste colonne si era infatti notato come 189 secondi di differenza nei comunicati alla Borsa di Fondiaria Sai del 23 marzo 2011, che radicavano di qui o di là la competenza territoriale e che l’avvocato Davide Sangiorgio aveva individuato in una mail pur già a disposizione dei pm dal sequestro del 2 agosto 2012, avrebbero dovuto imporre di «trascinare la competenza territoriale da Torino a Milano per scongiurare futuri annullamenti-beffa».
  • Azimut si rafforza in Cina
Azimut rafforza la sua presenza in Cina. Il gruppo del risparmio gestito ha firmato un accordo con Youmy Wealth Management per lo sviluppo di una relazione commerciale strategica, basato su una crescente partecipazione azionaria in Youmy soggetta all’approvazione delle autorità locali.

  • Pir, fondi in allarme sui decreti: troppi vincoli, raccolta a rischio
Meno di 60 milioni. Per la precisione: 57,9 milioni. È quanto hanno raccolto i Piani individuali di risparmio a gennaio. Attenzione, però, sono i flussi che arrivano solo da chi un piano lo ha acquistato nel 2018 o nel 2017, quindi prima dell’entrata in vigore a gennaio della legge di bilancio 2019 che di fatto ha bloccato il mercato.
La nuova normativa prevede infatti nuovi vincoli all’investimento (3,5% da destinare all’Aim e 3,5% al venture capital), ma finchè non arrivano i decreti attuativi che spiegano con quali criteri investire, nessuno si muove. Le nuove regole non piacciono in primis ad Assogestioni, che sin dall’inizio si è detta contraria al nuovo regime perché crea prodotti senza quella liquidabilità necessaria per uno strumento destinato ai piccoli investitori.
  • Fondiaria-Sai, annullate le condanne ai Ligresti
Si ricomincia da capo, a Milano. La Corte d’appello di Torino ieri si è dichiarata incompetente a livello territoriale sul caso FondiariaSai. Caso che, con un processo iniziato ancora nel 2013, aveva acceso un faro sui conti 2010 della compagnia ipotizzando il reato di falso in bilancio e soprattutto di manipolazione del mercato. All’epoca la società, oggi completamente integrata nel gruppo Unipol, era controllata dalla famiglia Ligresti. E nel 2016, infatti, una sentenza di primo grado ha condannato a sei anni Salvatore Ligresti (nel frattempo deceduto), a cinque anni e otto mesi la figlia Jonella (ex presidente di Fondiaria-Sai), a cinque anni e tre mesi l’ex amministratore delegato Fausto Marchionni e a due anni e sei mesi l’ex revisore Riccardo Ottaviano (con sospensione condizionale della pena per cinque anni), accusato di concorso in falso in bilancio. Tutte pene ora annullate perché gli atti dovranno essere trasmessi a Milano. I giudici, di fatto, hanno accolto la richiesta dell’avvocato Ermenegildo Costabile, difensore di UnipolSai in qualità di responsabile civile. E lo hanno fatto perché in sostanza è da Milano che sarebbero state diffuse le presunte false informazioni al mercato e in questo modo si sarebbe perfezionato il reato di manipolazione, tramite la pubblicazione sul sistema di Borsa Italiana del progetto di bilancio 2010. L’avvocato Costabile lo scorso autunno aveva già ottenuto il trasferimento alla procura di Milano delle carte relative all’altro filone legato ai concambi dell’operazione. Ora spetta a Milano decidere come procedere, di fatto da una potenziale sentenza di secondo grado si rischia di tornare alla fase delle indagini.
  • L’altra faccia delle pensioni
Anticipo pensionistico, quota 100, Rita, isopensione. Sono diversi gli strumenti, di natura individuale o collettiva, a disposizione dei responsabili delle risorse umane per gestire situazioni di esubero ovvero attuare politiche di “staffetta generazionale”. Si tratta di individuare, caso per caso, le soluzioni che si adattano meglio alle esigenze dell’azienda tenuto conto, per esempio, del numero di dipendenti che si vuole accompagnare alla pensione, dei costi che si è disposti a sostenere, della volontà o necessità di coinvolgere le organizzazioni sindacali.
  • Responsabilità condivisa
«Nei casi di controversie per malattia professionale allorquando un danno di cui si chiede il ristoro è determinato da più soggetti, ciascuno dei quali con la propria condotta contribuisce alla produzione dell’evento dannoso, si configura una responsabilità solidale ai sensi dell’articolo 1294 del codice civile fra tutti costoro, qualunque sia il titolo per il quale ognuno di essi è chiamato a rispondere…Sia in tema di responsabilità contrattuale che…extracontrattuale, se un unico evento dannoso è ricollegabile eziologicamente a più persone è sufficiente ai fini della suddetta solidarietà, che tutte le singole azioni od omissioni abbiano concorso in modo efficiente a produrlo…».
Corte di cassazione, sentenza 6939/2019, depositata l’11 marzo

È giunto il momento per AXA France di rilanciare le sue attività di assicurazione auto e casa. Numero tre di questi mercati, secondo l’ultima classifica de “L’Argus de l’assurance”, l’assicuratore ha perso altri 30.000 contratti auto e 50.000 contratti casa (saldo netto) lo scorso anno. Per invertire questa tendenza, la compagnia punta su una nuova offerta auto, che sarà distribuita nelle sue agenzie a partire dal 21 marzo.

Handelsblatt

 

  • Gli assicuratori aggiungono rischi ai loro bilanci attraverso gli investimenti immobiliari
Per sfuggire ai bassi tassi d’interesse, gli assicuratori hanno investito sempre di più nel settore immobiliare. Tuttavia, i rischi associati a questi investimenti sono ora in aumento. Allianz Real Estate  ha aumentato i suoi investimenti del 13 per cento a 63,5 miliardi di euro.