RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 08/03/2019

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L’appuntamento è per questa mattina quando Mapfre, assicurazione leader del mercato spagnolo, presenterà a Madrid il nuovo piano industriale 2019-2021 nel quale non potrà mancare un riferimento all’Italia. Un Paese su cui il gruppo guidato da Antonio Huertas sembra puntare molto, spingendo su Verti, la ex Direct Line rilevata nel 2015 e non solo. La compagnia ha in portafoglio titoli del debito pubblico italiano per 2.9 miliardi e non sembra avere nessuna intenzione di ridurne il peso nel suo portafoglio nonostante il rallentamento della crescita economica del Paese. «L’Italia è mercato assicurativo molto interessante, specie nell’auto», e Mapfre vuole crescere, ha detto ieri Huertas in un incontro con la stampa in vista del General Annual meeting di oggi. In verità in passato il gruppo spagnolo non è stato molto fortunato con gli investimenti della Penisola. Nel 2006 aveva provato un’operazione che l’avrebbe dovuta catapultate nel mercato con Cattolica, di cui avrebbe dovuto rilevare il ramo Rc Auto, tanto che era entrata nel capitale della compagnia di Verona. Poi di quell’accordo non se ne è più fatto niente, mentre la quota azionaria in Cattolica si è diluita nel tempo e nonostante i buoni rapporti tra le due società non c’è stata nessuna sinergia sul business assicurativo.
  • Nobis conquista Apulia Previdenza
Nobis Filo diretto Assicurazioni, realtà assicurativa italiana specializzata nei rami danni, ha siglato un contratto per l’acquisizione da Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa dell’intero pacchetto azionario di Apulia Previdenza, compagnia di assicurazione e riassicurazione operante nel ramo vita. Il perfezionamento dell’operazione, spiega una nota, è condizionato all’ottenimento delle obbligatorie autorizzazioni da parte di Ivass.

Accordo politico tra Parlamento europeo e Consiglio Ue (in cui siedono i rappresentanti dei governi degli stati dell’Unione) sulle nuove norme in materia di obblighi di informativa, relativi agli investimenti sostenibili e ai rischi di sostenibilità.
Il nuovo regolamento stabilisce come i partecipanti al mercato finanziario e i consulenti debbano integrare i rischi e le opportunità ambientali, sociali o di governance (Esg) nei loro processi, come parte del loro dovere di agire nel migliore interesse dei clienti.
Arriva il bonus/malus sui premi assicurativi dell’Inail. L’azienda con meno infortuni pagherà un tasso ridotto tra il 7 e il 30%; quella con più infortuni un tasso maggiorato tra il 5 e il 30%. A prevederlo è la bozza di decreto interministeriale (lavoro-economia) che, in attuazione della legge bilancio 2019 (legge n. 145/2018), approva la revisione delle Tariffe e riforma i criteri di applicazione con maggiore uso della statistica. Prevista anche la riduzione per prevenzione per le aziende con interventi migliorativi per la prevenzione, in misura fissa dell’8% nei primi due anni di attività e variabile, tra il 5 e il 28%, dopo i primi due anni di attività.
Aviva Italia ha realizzato nel 2018 una crescita del 17% su base annua dell’utile operativo a 200 milioni di euro. Le masse in gestione sono aumentate del 9% a 27,7 miliardi di euro. Il ramo vita ha raggiunto i migliori risultati di sempre, con il valore del New Business in miglioramento del 36% a 252 milioni. I premi di nuova produzione sono saliti del 37% a 7,1 miliardi e la raccolta netta è ammontata 4 miliardi (+48%). Nei danni la raccolta è diminuita del 7% a 358 milioni. A livello globale la compagnia assicurativa britannica ha registrato nel 2018 un incremento dell’utile operativo rettificato del 2% a 3,12 miliardi di sterline. L’utile pre-tasse è sceso da 2,37 a 1,65 miliardi, mentre i premi lordi sono cresciuti del 3,8% a 28,66 mld.

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  • Le nuove norme gelano i risparmiatori si fermano i fondi che investono in Pmi
Cala il grande gelo sui Pir, i Piani individuali di risparmio che garantiscono importanti vantaggi fiscali a chi conserva l’investimento per 5 anni. Il bilancio delle sottoscrizioni di febbraio non è ancora disponibile, ma le prime indicazioni mostrano un’ulteriore frenata rispetto a gennaio, che aveva segnato una raccolta netta di poco inferiore ai 60 milioni.  Ad inceppare il meccanismo è soprattutto il nuovo regime di investimenti previsto dalla Legge di bilancio 2019 e, peggio ancora, la mancanza dei decreti attuativi. Al momento le perplessità superano di molto i punti a favore, come è emerso con chiarezza alla fine della settimana scorsa, quando si è tenuto un incontro promosso da Assosim e da alcuni big del settore, ispiratore di alcuni passaggi della nuova norma sui Pir. Sul banco degli imputati, i nuovi criteri di investimento: almeno il 3,5% del portafoglio investito in società quotate all’Aim (o in analoghi circuiti) e altrettanto in fondi di venture capital. Nel frattempo il settore è praticamente paralizzato: non nascono nuovi Pir, perché non si sa ancora come praticamente dovranno investire, ma non possono nemmeno essere sottoscritti i vecchi Pir da nuovi soggetti. La raccolta, da inizio gennaio, è alimentata solo da chi aveva già sottoscritto in precedenza un Pir, che prevede la possibilità di versamenti annui per un massimo di 30 mila euro.

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  • Azimut, la cedola rende il 12%
Un 1,50 euro di dividendo per azione: è l’offerta di Azimut ai soci, che rende la cedola della società di asset management la più alta di Piazza Affari per il secondo anno consecutivo, sottolinea il gruppo. Questo nonostante che le condizioni globali dei mercati abbiano fatto chiudere il bilancio 2018 con utili netti consolidati normalizzati di 144,7 milioni, in calo dai 220 milioni del 2017, su ricavi in flessione a 748 milioni (da 811 nel 2017). La società presieduta da Pietro Giuliani scommette sul piano industriale al 2019, che prevede 300 milioni di utile. Ed è su questa stima che la cedola (tre quarti cash, il resto in azioni, pari a un payout del 141%, yield del 12%) è stata calcolata: «Iniziamo il 2019 con una raccolta netta nei primi due mesi di oltre 800 milioni» e rendimenti medi per i clienti «vicini al +5%, quasi il 1,5% in più rispetto ai concorrenti».

  • Pensioni, l’anticipo a 1.300 esodati Riscatto laurea senza tetti d’età
Con un riscatto a forfait di 2.620 euro per ogni anno di mancata contribuzione, fino a un periodo massimo di otto annualità, poco più di 1.300 lavoratori “esodati” potranno accedere alla pensione anticipata con “quota 100” o con Opzione donna. L’emendamento del governo al decretone da presentare alla Camera è pronto e, sul versante previdenziale, sarà accompagnato da altri ritocchi. Primo fra tutti l’attesa introduzione all’articolo 25, che regola la governance di Inps e Inail, della figura del vice-presidente, che come il presidente entra nel Consiglio di amministrazione composto da cinque membri con la possibilità di svolgere le medesime funzioni del legale rappresentante dell’Istituto in caso di sua assenza o impedimento.
Il governo ha messo a punto un altro correttivo che prevede il ricalcolo della contribuzione aggiuntiva di cui beneficiano attualmente i sindacalisti riducendone la portata ai fini della valorizzazione della pensione futura: varrà solo per chi si trova nel regime misto e con un’anzianità contributiva al 1992. La stretta non sarà retroattiva.

 

  • Finanza sostenibile, l’Europa lancia l’operazione trasparenza
Dopo un negoziato relativamente rapido, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno trovato ieri qui a Bruxelles un accordo su una riforma regolamentare che imporrà a chi propone investimenti finanziari di precisare la sostenibilità ambientale e sociale degli stessi strumenti venduti sul mercato. Il tentativo è di introdurre maggiore trasparenza e responsabilità sulla scia dei nuovi obiettivi ecologici che l’Unione si è data, anche nel quadro dell’Accordo di Parigi del 2015. l nuovo regolamento si basa su tre pilastri. Prima di tutto proibisce o elimina le forme di «marketing» ecologico a tappeto senza fondamenta o non comprovate (greenwashing, in inglese). In secondo luogo, le regole di pubblicazione della sostenibilità ambientale e sociale di singoli strumenti finanziari saranno applicate da tutti gli operatori di mercato e monitorate nello stesso modo dalle tre autorità europee di sorveglianza finanziaria che garantiranno una ulteriore armonizzazione a livello comunitario.
Infine, il regolamento riguarda i seguenti strumenti finanziari: fondi d’investimento, prodotti d’investimento basati sui contratti d’assicurazione, schemi pensionistici privati, gestione di portafogli individuali, contratti di consulenza di assicurazione e di investimento. Chi propone l’investimento dovrà precisare come sono stati valutati i rischi ambientali e sociali, quale potrebbe essere l’impatto sulla redditività del prodotto finanziario, e nel caso come il prodotto possa contribuire alla sostenibilità.
  • Profitti Azimut a 144,7 milioni
Si è chiuso con un utile netto consolidato pari a 144,7 milioni di euro il 2018 di Azimut, che al pari di altri gruppi del risparmio gestito ha risentito dell’elevata volatilità presente sui mercati finanziari. L’esercizio appena concluso è stato infatti caratterizzato da un rallentamento dei profitti rispetto ai 12 mesi precedenti (220,1 milioni) dovuto essenzialmente alla drastica riduzione delle commissioni di gestione variabili, più che dimezzate rispetto al 2017 dei record a 56,5 milioni.
Un risultato che non ha comunque impedito la distribuzione di una cedola pari a 1,5 euro (almeno tre quarti della quale sarà pagata per cassa e per la quota rimanente in azioni proprie detenute in portafoglio dalla società) che, pur essendo in parte ridimensionata rispetto ai 2 euro elargiti nel 2018, «ci porta – come ha ricordato il presidente del gruppo, Pietro Giuliani – per il secondo anno consecutivo ad essere la società con il rendimento più alto all’interno del Ftse Mib». E anche un dato apprezzato dal mercato, che ieri ha spinto il titolo Azimut a chiudere in rialzo dell’1,3% a 13,385 euro una seduta in cui il listino milanese ha invece sensibilmente rallentato il passo dopo la riunione Bce.

 

  • Banca Mediolanum. A febbraio raccolta netta a 447 milioni
Raccolta netta a 447 milioni di euro per Banca Mediolanum, che porta così a 680 milioni il saldo da inizio anno (628 milioni nei primi due mesi 2018). Il dato «evidenzia ancora una volta la forte vocazione di Banca Mediolanum nei confronti del risparmio gestito, che ha superato nel mese i 300 milioni», ha sottolineato l’a.d. Massimo Doris.

 

  • Tasso dei premi assicurativi, comunicazione Inail entro il 31
L’Inail comunicherà entro il 31 marzo ai datori di lavoro il tasso che dovranno applicare per la definizione del premi assicurativi per l’anno 2018-2019 e che riguardano il premio di rata 2019. Lo slittamento dei termini per la comunicazione, solitamente fissati per il 31 dicembre dell’anno precedente, prevista nella legge 145/2018 (la legge di Bilancio 2019), è figlio della revisione delle tariffe Inail e si accompagna a un ricalcolo della tempistica dei termini per l’autoliquidazione. Quest’anno, infatti, il datore di lavoro dovrà presentare in via telematica entro il 16 maggio 2019 (e non entro il 28 febbraio) la dichiarazione delle retribuzioni 2018 e il versamento in un’unica soluzione dei premi della polizza ordinaria dipendenti, dei premi unitari artigiani e dei premi del settore marittimo. In caso di versamenti rateizzati, ancora, andranno pagate entro il 16 maggio le prime due rate, mentre per la terza e la quarta la liquidazione è prevista entro il 20 agosto e il 16 novembre 2019.
  • «Riscatto» contributivo solo per i periodi vuoti
I lavoratori con meno anzianità – quelli che hanno cominciato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e sono in pieno regime contributivo – dispongono spesso di un percorso lavorativo discontinuo, con vuoti che rendono difficile raggiungere gli obiettivi pensionistici. L’articolo 20 del decreto legge 4/2019 consente loro di riempire i vuoti contributivi con due operazioni assai diverse fra di loro: la copertura di periodi privi di qualsivoglia credito contributivo e il riscatto del periodo legale di studi universitari a condizioni meno onerose di quelle già previste, ma con una valenza limitata all’anzianità contributiva e non alla misura della pensione. I periodi di non attività da riscattare devono essere compresi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 1996 al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del Dl 4.
I richiedenti non devono avere contribuzione a qualsiasi titolo accreditata antecedentemente presso una delle Gestioni indicate dallo stesso articolo 20 ossia l’Ago dei dipendenti e le forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché le gestioni degli artigiani, commercianti e del lavoro autonomo. Gli interessati non debbono, inoltre, essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto da qualsivoglia ente erogato, anche diverso dall’Inps.

Handelsblatt

 

Dopo Wefox, anche l’Insurtech Friday riceverà un’iniezione finanziaria di centinaia di milioni di euro. Con il nuovo investitore, anche la consapevolezza dei media dovrebbe aumentare. Le giovani start up tedesche stanno raccogliendo sempre più capitali dagli investitori. La Startup berlinese ha raccolto ben 114 mln ieri, di cui 75 provengono da Baloise Group e 39 da Seven Ventures (noto investitore dei media tedeschi)
  • Il numero uno di Hannover Re Wallin dice addio con risultati record
Nonostante le catastrofi naturali del 2018, il riassicuratore tedesco ha realizzato un utile di miliardi. Tuttavia, non tutti sono soddisfatti
  • Arag. Fine di una faida familiare di 35 anni: l’erede di Arag Petra Faßbender riceve milioni di euro di indennizzo
Dopo decenni di contenzioso, la decisione è stata presa: Il capo di Arag deve pagare alla sorella un milione di euro di risarcimento per le azioni della società.

 

  • Munich Re vuole  assicurare la capacità delle batterie in futuro
Le batterie svolgono un ruolo chiave nel mondo dell’energia di domani. In futuro, ci sarà anche una copertura assicurativa per le prestazioni di una batteria.