Esposizione ad amianto, pensione più facile

di Carla De Lellis

La ricongiunzione contributiva fa maturare il diritto alla pensione anticipata con i benefici della maggiorazione per esposizione all’amianto. Lo spiega l’Inps nella circolare n. 34/2019, illustrando la novità prevista dalla legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 279, della legge n. 145/2018. La norma, spiega l’Inps, estende l’ambito soggettivo di applicazione della legge n. 208/2015, che ha previsto un pacchetto d’interventi a favore dei lavoratori (ex) esposti all’amianto. Si tratta, in particolare, di ex lavoratori occupati presso imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, e che siano affetti da patologia asbesto-correlata, derivante proprio dall’esposizione all’amianto.

Nella circolare n. 154/2016 l’Inps ha spiegato che i destinatari sono i lavoratori che: in seguito alla cessazione del lavoro sono transitati in fondi gestiti, prima del 1° gennaio 2012, da enti diversi dall’Inps; possono far valere non meno di 30 anni di anzianità utile al diritto alla pensione di anzianità; in possesso dei requisiti d’età e contributi che, con il beneficio della maggiorazione, in base ai requisiti di accesso (comprese le «finestre») vigenti prima della riforma Fornero, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione di anzianità negli anni 2017 e 2018; non hanno maturato il diritto alla decorrenza della pensione negli anni 2015 e 2016.

L’estensione dell’ambito soggettivo fa comprendere, tra i lavoratori beneficiari, quelli che per effetto della ricongiunzione contributiva (ex art. 2 della legge n. 29/1979), in base alle disposizioni vigenti nella gestione previdenziale presso cui sono stati accentrati i contributi, possano far valere i 30 anni di contributi utili ai fini del diritto alla pensione di anzianità.
In ogni caso, precisa infine l’Inps, la pensione non potrà avere una decorrenza anteriore al 2 gennaio di quest’anno, se a carico delle gestioni previdenziali che prevedono decorrenze dei trattamenti anche all’interno del mese, ovvero dal 1° febbraio 2019, se a carico delle gestioni previdenziali che prevedono la decorrenza dei trattamenti a inizio mese.

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