Dossier Rbm al vaglio di Intesa

La banca sta studiando l’ingresso nella società per crescere nel ramo Danni
Dopo aver chiuso un accordo commerciale con Previmedical, il network sanitario del gruppo assicurativo romano, l’istituto valuta un passo ulteriore. La capogruppo Rb Hold smorza le voci
di Anna Messia

Tornano i rumor su un interesse di Intesa Sanpaolo per Rbm Assicurazione Salute. Già nelle scorse settimane c’è stata la firma di una partnership commerciale significativa tra i due gruppi. In particolare la banca guidata da Carlo Messina ha chiuso un accordo con Previmedical, il network sanitario di Rbm, compagnia leader nel settore dell’assicurazione salute. Le due società hanno deciso di lavorare insieme a un progetto che coinvolge potenzialmente 12 milioni di persone.
Si tratta dei correntisti dell’istituto, i quali, in base alla partnership, potranno avere accesso a condizioni di favore al network della compagnia, in particolare a quello di Previmedical, la società del gruppo che si occupa della gestioni dei servizi, già oggi utilizzati da molti fondi sanitari italiani. Sia Rbm Assicurazione Salute sia Previmedical (oltre a Previnet) fanno capo in particolare Rb Hold spa. Secondo i rumor, l’accordo commerciale potrebbe trasformarsi in qualcosa di più strutturato, con un ingresso della banca nel capitale della compagnia, anche se da Rb Hold smorzano le voci, rispondono che «non c’è interesse ad aprire il capitale del gruppo e che la holding è pronta a sostenere lo sviluppo della compagnia».
A fine 2018 c’è stato in particolare un aumento di capitale di 10 milioni su Rbm Assicurazione Salute, controllata al 100% dalla Holding, e un’altra iniezione di pari importo si chiuderà entro fine mese. In ogni caso è evidente che l’asset più appetibile di RB Hold è Rbm Assicurazione Salute, che già oggi gestisce premi per oltre 500 milioni di euro e per la quale grazie a un’operazione con Intesa potrebbero aprirsi nuovi scenari.

Rbm Assicurazione Salute è nata nel 2007 come Dkv Salute, nell’orbita della tedesca Munich Re , e ha preso il nome attuale nel 2011 dopo l’acquisizione da parte del gruppo veneto Rb Hold, controllato e guidato da Roberto Favaretto, ex dirigente delle Generali . Una compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria, tra le prime per raccolta premi e per numero di assicurati nel suo settore, che già in passato ha suscitato l’interesse di potenziali acquirenti.
Per Intesa Sanpaolo la mossa sarebbe utile a realizzare il piano industriale che punta a raggiungere la pole position nel ramo assicurativo Danni non auto, dopo aver raggiunto la leadership in quello Vita. In quest’ottica già a inizio anno la banca ha deciso di entrare nel capitale dell’insurtech Yolo prendendo parte all’aumento di capitale da 5 milioni lanciato dalla società e ora potrebbe fare una nuova mossa.
Intanto Intesa Sanpaolo torna fra gli azionisti di Camfin, la holding di Marco Tronchetti Provera che controlla fra l’altro l’11,4% di Pirelli . Ieri, infatti, Camfin ha sottoscritto un term sheet per l’ingresso di Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di Camfin stessa. In particolare, si legge in una nota, una volta sottoscritti i relativi accordi contrattuali, Intesa Sanpaolo sottoscriverà un aumento di capitale riservato per un ammontare pari a 40 milioni di euro diventando titolare di azioni di categoria «A» rappresentative di una partecipazione del 10,7% del capitale sociale con diritto di voto e del 7,5% del capitale economico, al netto delle azioni proprie detenute da Camfin in portafoglio. Ai sensi di quanto disposto dallo statuto vigente di Camfin, per effetto della predetta sottoscrizione Intesa Sanpaolo avrà, tra gli altri, il diritto di nominare un membro del consiglio di amministrazione della società. (riproduzione riservata)

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