Carica M5S sull’Rc Auto equa

I deputati grillini chiedono al Mise sulle differenze tra Nord e Sud. Caos nel governo sulle cifre della fase 2 della flat tax. Conte rassicura la Lega, la riforma del fisco è nel contratto di governo. Domani sblocca cantieri in cdm. Il tasso dei Btp decennale ai minimi da maggio
di Andrea Pira

Il Movimento Cinque Stelle torna alla carica sull’Rc Auto equa tra Nord e Sud. A chiedere parità di trattamento per gli automobilisti del Meridione è un’interrogazione rivolta al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a prima firma della presidente della commissione Finanze alla Camera, la pentastellata Carla Ruocco. «La sperequazione territoriale dei costi della responsabilità civile auto e, in special modo, la mancata individuazione di parametri valutativi tassativi, oggettivi ed effettivamente paritari comportano fattualmente una distorsione dell’assetto concorrenziale dell’intero settore», si legge nel testo che esorta il ministro e leader grillino a «ripristinare la corretta distribuzione dei rischi tra gli assicurati». Un livellamento il cui risultato potrebbe comportare l’innalzarsi dei premi al Nord, colpendo una buona fetta della base elettorale leghista. Eventualità da disinnescare in vista del voto per le europee del prossimo 26 maggio e foriero dell’ennesimo terreno di scontro tra le due forze che compongono la maggioranza. L’ultimo in ordine di tempo ha riguardato l’allargamento della cosiddetta flat tax. La fase due della proposta leghista, dopo l’antipasto in manovre, prevede un aliquota al 15% alle famiglie con reddito complessivo fino a 50 mila euro. Il vicepremier Matteo Salvini stima possa costare attorno ai 12 miliardi, cifra vicina alle risorse necessarie al reddito di cittadinanza voluto dall’M5S e lontana dai 60 miliardi ipotizzati da alcuni studi del Mef, secondo ricostruzioni di stampa. Previsioni che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha definito «prive di fondamento», ma che hanno fatto storcere il naso all’alleato grillino, «non bisogna fare promesse irrealizzabili», dicono dal Movimento.

Per sedare gli animi il premier, Giuseppe Conte. quindi ha dovuto usare la frase di rito per dirimere le divisioni tra i Lega e 5S: la flat tax, ha detto «è nel contratto di governo». Abbastanza per far parlare le opposizioni di «teatrino a chi la spara più grossa», come sottolineato dall’eurodeputato forzista Massimiliano Salini . Continuano quindi le scaramucce nel giorno in cui il rendimento dei Btp decennale è calato al 2,44%, ai minimi dallo scorso, con lo spread rispetto al Bund che ha ripiegato a 239 punti base. Intanto domani, il consiglio dei ministri che avrà in agenda il cosiddetto Sblocca-cantieri, studierà anche il piano per la crescita messo a punto dal Mef, giocando d’anticipo sul Mise, che accompagnerà il Documento di economia e finanza atteso entro il 10 aprile. Le proposte di Tria spaziano dalla correzione di misure della legge di Bilancio, all’eliminazione di rigidità nella garanzia sui minibond, comprendendo anche l’estensione del piano di dismissioni agli immobili degli Enti locali non adibiti a uso abitativo, Nella griglia cui lavora il Tesoro sono inoltre previsti la rimodulazione della quota di investimenti qualificati da destinare ai fondi di venture capital e ai sistemi multilaterali di negoziazione per arrivare alla quota del 3,5% prevista dai nuovi Pir, nonché misure che stimolino la trasparenza dei tempi di pagamento tra imprese. Nel testo è inoltre inserita una norma per sbloccare gli investimenti nel settore idrico nel Meridione, escludendo «il trasferimento alla società riveniente dalla liquidazione dell’Ente per lo sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia dei crediti, debiti e degli immobili non strumentali». (riproduzione riservata)

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