Bper non guarda a Siena

L’a.d. Vandelli esclude interesse per Mps: non è un target accessibile
Nel 2021 utile di 450 mln e Cet1 al 12,5%

«Il piano Bper 2019-2021 si basa su tre pilastri fondamentali: l’incremento dei ricavi, la crescita dell’efficienza e la riduzione del rischio. Questi obiettivi verranno raggiunti attraverso lo sviluppo del business, grazie all’incremento dei flussi commissionali, a una forte attenzione al digitale, al coinvolgimento del personale. Bper in questo modo si pone l’obiettivo di diventare il gruppo di riferimento per il paese»: così l’a.d. Alessandro Vandelli ha illustrato il nuovo business plan, che prevede nel 2021 un utile netto di 450 milioni di euro, un rote al 10%, un Cet1 al 12,5%, un cost-income sotto il 59%, un Npe ratio lordo inferiore al 9%.

Una delle caratteristiche della banca emiliana è data dalle numerose fusioni avvenute negli ultimi anni: «Oggi siamo il sesto gruppo bancario italiano con 2,7 milioni di clienti fidelizzati». Vandelli si è detto pronto a cogliere nuove opportunità di crescita, anche se ora non sta analizzando nuovi dossier: «Il gruppo si trova in una posizione di forza, sia per affrontare le sfide del mercato, sia per cogliere le opportunità in futuro. Siamo fiduciosi di raggiungere tutti gli obiettivi illustrati».
L’a.d. si è invece sfilato dai dossier Carige e Montepaschi. Bper ha registrato un’attività molto intensa in febbraio: ha chiuso il bilancio 2018, ha definito l’operazione su Banco Sardegna, ha concluso l’accordo per l’acquisto di Unipol banca e ha siglato l’intesa su Arca. «Con tutta la fantasia, se avessi dovuto disegnare un febbraio così, non ci sarei riuscito. Non ho fatto considerazioni puntuali su questo o su un altro soggetto del mercato, ma in generale non siamo disponibili a fare cose che possano ostacolare il progetto di derisking. Vorrei digerire tutto ciò che abbiamo messo in fila. Guardiamo con attenzione quello che accade, ma cerchiamo opportunità di crescita equilibrate e compatibili con la nostra posizione patrimoniale».

Sull’istituto senese, in particolare, Vandelli si è così espresso: «Non credo che sia un target accessibile per il nostro gruppo. Se c’è una cifra che viene fuori dai risultati e dal piano, è la nostra capacità di gestire la nostra posizione di capitale. Abbiamo fatto un aumento di capitale nel 2014 e basta. Siamo riusciti negli anni ad avere un beneficio di capitale grazie alla buona gestione. Quest’anno abbiamo avuto un risultato di 400 milioni, a conferma della validità del modello. Qualsiasi amministratore delegato segue l’evoluzione del sistema bancario. La speranza è trovare una combinazione con soggetti che condividono le nostre idee e i nostri valori. Mps è una dimensione importante e c’è ancora un po’ di strada che deve essere fatta (dalla banca senese, ndr) prima di poter eventualmente esaminare delle opzioni. Per quanto ci riguarda, non credo sia un target accessibile per il nostro gruppo».
Nell’arco del piano è previsto un payout medio pari al 25%. «Abbiamo spazio di manovra, possiamo anche essere più generosi sulla nostra politica di dividendi se l’occasione si presenta», ha osservato Vandelli. La popolare prevede, inoltre, di cedere uno o altri 2 miliardi di Npl, oltre al miliardo già previsto con l’acquisizione di Unipol banca. In borsa Bper ha guadagnato il 2,71% a 3,715 euro.
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