BlackRock sale 6,45% di Azimut

Il supergestore americano, spesso short sul titolo, ha investito 135 milioni
Il cambio di passo sulle commissioni è piaciuto agli investitori. E sullo sfondo c’è la ricca cedola di maggio
di Elena Dal Maso

Con una mossa a sorpresa BlackRock, il colosso del risparmio gestito da 6 mila miliardi di dollari di asset, il 15 marzo è salito al 6,452% di Azimut holding, dopo la fiduciaria Timone che riunisce manager e consulenti finanziari. Il pacchetto, ai valori attuali, corrisponde a 135,7 milioni di euro e si compone per il 5,631% in azioni con diritto di voto, per lo 0,591% in contratti di prestito titoli con possibilità di rientro non prestabilita a discrezione del prestatore e per lo 0,23% in derivati senza data di scadenza.
Il titolo Azimut è salito del 54% da gennaio e ora oscilla attorno ai 14 euro, la metà dello storico 27,9 euro. In realtà il colosso del risparmio gestito americano spesso ha preferito shortare l’azione della società fondata da Pietro Giuliani. E guarda caso il 19 marzo la posizione ribassista che BlackRock aveva a fine gennaio, pari al 2,31%, è salita al 2,56% su Azimut . In questo caso forse per mettere l’investimento lungo al riparo da ribassi del mercato.

Il sentiment del mercato sul titolo è comunque cambiato. A fine gennaio le posizioni di short erano salite a oltre il 10% sul titolo, oggi sono calate al 6,9%. Il mondo del risparmio gestito in Italia è in fermento, fra tagli di costi, società in vendita (Kairos messa sul mercato dalla svizzera Julius Baer), altre che cercano partner per aggregazioni (Anima ), società che vogliono aumentare le masse (Mediobanca ), banche in attesa di occasioni (Intesa Sanpaolo ha sospeso eventuali accordi con BlackRock e cerca professionisti in Svizzera).
A fine gennaio Azimut ha annunciato un cambio di passo importante nella rimodulazione delle commissioni variabili e fisse per i fondi lussemburghesi. Il gruppo ha comunicato di aver sottoposto all’autorità di vigilanza del Paese una nuova metodologia che vedrà una riduzione dei costi variabili (performance fees) per i clienti, in linea con quanto indicato dai principi Iosco (International Organization of Securities Commission, un’associazione cui aderiscono le autorità di un centinaio di Paesi, per promuovere standard di funzionamento dei mercati). Il nuovo metodo si baserà su un calcolo annuale a benchmark più uno spread collegato alle diverse categorie di prodotto, e al contempo vedrà un incremento di 50 bp delle commissioni fisse.
Tra le ragioni del rafforzamento nel capitale di Azimut potrebbe esserci anche la prospettiva a breve di incasso di un ricco dividendo. Il cda ha già proposto una cedola di 1,5 euro per azione (141% dell’utile consolidato) che sarà pagata per almeno 1,125 euro cash e per il rimanente in azioni proprie che la società ha in portafoglio. Lo stacco avverrà il 20 maggio. (riproduzione riservata)

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