Sace, nuove munizioni per l’export

Il modello è quello già utilizzato per sostenere le mega commesse di Fincantieri e comprenderà tutti i comparti industriali considerati strategici per l’esportazione
di Anna Messia

L’intenzione è di replicare quanto fatto nella cantieristica anche in altri settori considerati strategici per l’export del Paese. Per questo c’è allo studio da mesi una nuova convenzione tra Sace, l’assicurazione del credito controllata da Cdp, e il ministero dell’Economia. Un accordo che serve a riassicurare presso il Tesoro parte delle operazioni chiuse da Sace a favore delle imprese italiane che superano determinati limiti di concentrazione del rischio, per controparte, Paese o per settore. Un accordo che ha lo scopo di potenziare e migliorare gli strumenti a disposizione della società guidata da Alessandro Decio per consentire alle imprese italiane di avere il supporto necessario per competere ad armi pari in contesti internazionali.
Già alla fine del 2016 il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, aveva ampliato l’intervento del ministero dell’Economia a favore del settore della cantieristica, per consentire in particolare a Fincantieri di spuntarla in due megacommesse del valore complessivo di 1,4 miliardi. In quel caso il Cipe aveva previsto il ricorso ad un «limite speciale», previsto dalla convenzione. In pratica è stata aumentata la soglia di riassicurazione fornita dallo Stato per i rischi diversi da quelli di mercato coperti da Sace. In particolare mentre la convenzione prevede che la portata dell’esposizione a carico dello Stato non possa superare (per settore e paese) il 70% della quota ritenuta da Sace e del 100% in caso di unica controparte, nel caso della cantieristica era stato elevato a fine 2016 fino al 400%.

A questa manovra straordinaria, sempre per supportare settori strategici, si è poi aggiunto un altro intervento a favore degli impegni assunti da Sace, che ha istituito un fondo da 40 milioni per le garanzie fornite dallo Stato. La novità è stata prevista nella legge di Bilancio 2018. La manovra ha riguardato in particolare «settori strategici per l’economia italiana, Paesi strategici di destinazione ovvero società di rilevante interesse nazionale in termini di livelli occupazionali». In questo quadro è stata messa in campo anche la nuova convezione tra il ministero dell’Economia e Sace. Il documento, in verità, era già atteso a fine 2017, ma ormai la firma sembra imminente anche perché, senza il nuovo accordo, l’operatività di Sace potrebbe in quale maniera essere depotenziata. (riproduzione riservata)
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