Quel gestore è un Leone

La crescita delle Generali nell’asset management sta accelerando, assicura il ceo Donnet. Che si dice fiducioso nell’Italia e nei Btp. L’ingresso di Amazon nelle polizze? Diventerà un benchmark
di Jole Saggese

«Sono ottimi risultati, che ci consentono di aumentare ancora il dividendo». Così Philippe Donnet, amministratore delegato delle Generali , ha commentato ai microfoni di Class Cnbc i conti 2017 che la compagnia assicurativa triestina ha comunicato al mercato giovedì 15 e che hanno evidenziato un utile netto superiore alle attese attestandosi a quota 2,1 miliardi di euro e un risultato operativo da record a 4,9 miliardi (+2,3% rispetto all’esercizio 2016). Numeri che hanno consentito al consiglio di amministrazione del Leone di proporre la distribuzione di un dividendo in aumento a 0,85 euro per azione dagli 0,80 euro girati agli azionisti l’anno scorso. «La crescita molto forte del new business value ha dimostrato che siamo riusciti a shiftare il business dai prodotti tradizionali ad alto assorbimento di capitale e bassa redditività verso prodotti con meno capitale e redditività più alta», ha aggiunto Donnet. «Abbiamo anche rafforzato notevolmente la nostra posizione di capitale, con un solvency ratio al 230%».

Domanda. Quali saranno le mosse di Generali nei prossimi mesi?
Risposta. Stiamo applicando il nostro piano con disciplina e successo, quindi i numeri del bilancio verranno migliorati nel corso del 2018. Un esempio della nostra capacità a eseguire il piano 2016-2018 è che abbiamo raggiunto con due anni di anticipo, nel 2017 anziché nel 2019, la riduzione dei costi prevista.
D. Il mercato guarda già al nuovo piano industriale Generali presenterà il 21 novembre. A che punto siete con la preparazione?
R. Abbiamo ancora mesi di tempo per completare la stesura. Come emerge dai numeri, comunque, siamo in linea con tutti gli obiettivi: di cash flow, di dividendi e di return on equity.

D. Sul fronte delle cessioni come vi muoverete?
R. Stiamo applicando anche il piano di dismissioni con disciplina e successo, visto che fino a oggi sono state realizzate vendite a ottime condizioni di prezzo. Abbiamo ancora alcune cessioni in pancia per completare il piano entro la fine di quest’anno.
D. Lo scorso agosto ci aveva detto che tra gli obiettivi di Generali c’era un maggiore posizionamento nel risparmio gestito. Come procede?
R. Avevamo dichiarato che volevamo diventare un player molto rilevante nell’asset management per la prima volta nella storia di Generali . Abbiamo lanciato una strategia multi-boutique che è unica nel settore assicurativo. Oggi la stiamo sviluppando con successo; la strategia funziona e comincia a dare risultati e vogliamo accelerarla utleriormente.

D. Come guarda all’ingresso sul mercato di competitor come Amazon ?
R. Da ciò che mi risulta, Amazon ha cominciato a fare business assicurativo nel Regno Unito, non ancora in Europa continentale. Bisogna osservarla con grande attenzione; per noi può essere un benchmark come customer experience. Penso che l’ingresso di nuovi competitor per noi sia uno stimolo ad accelerare la trasformazione della nostra customer experience.

D. Che cosa potrebbe cambiare sul mercato italiano dopo le recenti elezioni?
R. Guardo a quello che sta succedendo in Italia con grande interesse, non solo in quanto amministratore delegato di un’azienda ma anche come persona che vive in Italia. Le istituzioni italiane sono molto solide, lo sono state sempre in passato e lo saranno ancora in futuro. Saranno in grado, secondo me, di garantire la stabilità interna e in Europa del Paese.

D. Generali sta riconsiderando la quota di titoli di Stato italiani posseduta?
R. Assolutamente no. Oggi non vedo in Italia alcun motivo di preoccupazione e alcuna ragione per cambiare l’asset allocation.

D. Da novembre 2016 il titolo di Generali è cresciuto in borsa del 35,5%. Come giudica questa performance ?
R. L’evoluzione positiva del titolo dalla presentazione del piano strategico nel 2016 mi sembra il giusto riconoscimento della qualità e della validità del piano industriale del gruppo da una parte e della nostra capacità di metterlo in pratica dall’altra. Mi auguro che il nostro business plan invogli gli investitori ad aver fiducia nel titolo Generali e ho l’impressione che questo stia succedendo. Ma è solo un’impressione. (riproduzione riservata)
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