Italia, pochi i piani di risparmio

Scuola, casa, figli, ogni fase dell’esistenza richiede una programmazione economica a lungo termine
In Francia il 47% dei lavoratori invece ne ha uno nel welfare
Mandare un figlio in un’università italiana fuori sede, per 5 anni, facendolo alloggiare in una camera singola, ha un costo medio di circa 50 mila euro (1° Rapporto nazionale Federconsumatori); è, questo, un impegno affrontabile senza apprensioni?
Il percorso scolastico dei figli è una delle principali preoccupazioni dei genitori italiani, ma è solo uno dei tanti obiettivi di vita che meritano di essere pianificati con cura e per tempo con piani di risparmio coerenti. Gli obiettivi variano in base all’età, alla tipologia familiare, alla situazione affettiva e, soprattutto, alle fasi di transizione del ciclo di vita. Il passaggio da una condizione di single ad una vita «insieme» può far emergere, ad esempio, il desiderio di sposarsi. Seppur non così in voga, questa resta una scelta importante, che richiede la disponibilità di risorse economiche non indifferenti. Nel 2016, il costo medio di un matrimonio tradizionale, inclusa location, ristorante, abiti, bomboniere, addobbi, fotografo, musica e viaggio di nozze, oscilla tra i 36 mila e i 60 mila euro circa (Fonte: Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF): una cifra importante che se non è stata pianificata in precedenza può richiedere l’intervento della famiglia di origine o di un Istituto bancario con la concessione di un prestito.
Ci si sposa e, se desiderato, arrivano i figli. Per una coppia, la nascita di un bambino è uno shock positivo che modifica, non poco, anche i consumi. Dai dati di Federconsumatori emerge che le famiglie con un figlio minore sperimentano un aumento delle uscite di circa 550 euro al mese, mentre la spesa complessiva per accompagnare i ragazzi sino ai 18 anni ammonta in media a circa 165 mila euro (Fonte: Federconsumatori 2016). La famiglia cresce e aumenta la necessità di nuovi spazi; l’acquisto della casa non è solo un tema di indebitamento, ma può necessitare di ragionamenti legati al risparmio finalizzato alla realizzazione, nel tempo, del capitale necessario per l’anticipo del mutuo o di quanto serve in media per coprire le prime spese.Dalla vita lavorativa a quella post lavorativa gli obiettivi non diminuiscono, ma forse aumentano; il tempo di entrata in pensione porta infatti con sé un nuovo carico di progettualità che richiede, oltre alla sicurezza di un’integrazione pensionistica adeguata, di poter contare su risorse economiche extra per lo svago, il tempo libero, e la pianificazione attenta dei propri lasciti, in ottica di passaggio generazionale.
Gli esempi mostrati evidenziano, in estrema sintesi, come ogni tappa del ciclo di vita richieda di essere preparata con cura e senza approcci naïve o improvvisazioni.
In questa cornice l’azienda può essere un grande alleato del lavoratore, grazie alla predisposizione di piani di welfare moderni che includano competenze e strumenti finalizzati all’accumulo del denaro necessario al raggiungimento degli obiettivi di vita. Su questo fronte l’Italia è ancora un po’ indietro; secondo una recente analisi di Eurofound (Fonte: Changes in remuneration and reward systems, Eurofound 2016), organismo dell’Unione Europea, in Francia ben il 47% dei lavoratori ha un piano di risparmio (employee saving scheme), che viene agevolato dall’azienda tramite convenzioni con soggetti del mercato assicurativo e finanziario. Le buone pratiche rivolte al benessere economico dei lavoratori meritano di essere prese come buoni spunti di attivazione. (riproduzione riservata)
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