Fondi pensione: l’ora del check up

di Carlo Giuro
Entro il 31 marzo prossimo i fondi pensione devono inviare l’informativa annuale ai propri iscritti. Al di là del mero adempimento il momento della comunicazione periodica, inviata in forma cartacea o via telematica, può essere vissuta dai fondi pensione/pip come una utile occasione di dialogo con il risparmiatore previdenziale che , a propria volta, può e dovrebbe interpretare l’occasione come un momento di riflessione «nel durante» della propria partecipazione al piano previdenziale. La prospettiva può essere sia quella educativa per meglio metabolizzare i meccanismi di funzionamento della previdenza complementare che quella di operare una verifica della rispondenza del risultato atteso rispetto al fabbisogno di copertura pensionistica integrativa che si intende soddisfare ai fini di un’eventuale modifica nel tempo delle scelte di partecipazione originariamente effettuate. Il tutto in un contesto evolutivo dinamico da decodificarsi e interpretarsi in ottica prospettica iterativa alla luce delle frequenti «correzioni» al sistema pensionistico, delle possibili innovazioni in campo fiscale, dell’altalena dei mercati finanziari. Occorre poi operare una periodica introspezione psicologica sul mantenimento nel corso del tempo delle medesime condizioni lavorative e finanziarie personali che avevano determinato le scelte iniziali. Ma come si compone il corredo informativo? Vi è in primo luogo la Comunicazione periodica annuale che rappresenta una sorta di estratto conto della posizione di previdenza complementare con una sezione che contiene i dati e le notizie riguardanti l’identificazione dell’aderente, il valore della posizione individuale maturata, il risultato netto di gestione e il Ter (total expenses ratio). Vi è poi la rappresentazione della posizione individuale maturata alla fine dell’anno di riferimento operandosi il confronto con quanto risultante alla fine dell’anno precedente, fornendo il dettaglio delle operazioni effettuate in corso d’anno. Vi sono ancora le informazioni relative alla linea di investimento scelta partendo dal rendimento conseguito, la spiegazione dell’andamento della gestione nell’anno, la serie dei rendimenti degli ultimi 3, 5 e 10 anni rapportati ai relativi benchmark o altri indicatori di riferimento. Viene anche inviata «La mia pensione complementare» nella versione personalizzata che fornisce una proiezione temporale della posizione individuale e dell’importo della prestazione complementare attesa illustrando inoltre il valore della rendita corrispondente alla posizione individuale maturata. La stima è dunque fondata sulle informazioni soggettive relative all’iscritto , su informazioni proprie della forma pensionistica (ad esempio, livello dei costi applicati) e su ipotesi indicate dalla Covip (ad esempio, rendimenti attesi, basi tecniche utilizzate nella fase di erogazione). Nella generalità dei casi viene anche allegato il facsimile da utilizzare per la comunicazione dei contributi non dedotti. Così come previsto dalla recente Circolare della Covip dell’8 febbraio scorso la Comunicazione periodica relativa al 2017 dovrà poi ontenere un richiamo alla nuova disciplina della «rendita integrativa temporanea anticipata» tra le informazioni relative alle novità legislative intervenute nel corso dell’anno. A regime l’informativa da rendere agli iscritti in merito alle rate erogate della Rita si prevede ancora che venga fornita su base annuale, mediante la Comunicazione periodica. Nelle informazioni di dettaglio relative alle operazioni effettuate nel corso dell’anno, è necessario indicare i pagamenti rateali effettuati, la data dell ‘operazione, il comparto interessato dalle uscite e le eventuali spese addebitate per l’erogazione della rata. Per i fondi pensione che valorizzano in quote, va evidenziato il valore della quota alla data della valorizzazione e il corrispondente numero di quote annullate. Dovranno altresì essere fornite le informazioni sull’ammontare dell’imposta applicata, nonché indicato il numero delle rate residue e la periodicità delle stesse, precisando che il relativo importo dipende dai risultati di gestione del comparto in cui il residuo montante è confluito. (riproduzione riservata)
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