Nuova sede, empatica e high tech, per la MANSUTTI Spa

di Gigi Giudice.

Corro volentieri il rischio, con questo rapido scritto, di apparentarmi ai modi espressivi di Gianni Clerici, giornalista e scrittore arcinoto agli appassionati di tennis per la straordinaria competenza che gli deriva dall’aver vissuto, commentato e fatto rivivere le gesta di campioni come Fred Perry, Jaroslav Drobny, Pancho Gonzales, Ken Rosewall, Rod Laver, su su fino a Borg, a Sampras e a Roger Federer ( “Roger Federer come esperienza religiosa”, è il titolo di un saggio del celebrato scrittore David Foster Wallace).

Clerici ama spesso, nei suoi articoli, richiamarsi alle gesta dei campioni entrati nell’empireo dei “gesti bianchi” (così il tennis viene metaforicamente definito). A mia volta, forte di quasi cinquant’anni di commento delle vicende assicurative, ho avuto la ventura di predisporre una possibile Hall of Fame di quelli che vanno considerati i personaggi fra i più rappresentativi della professione assicurativa.

Fra i quali assegno un posto di riguardo a Francesco Mansutti, alla guida di una società di intermediazione, ereditata dal padre Enea, operante dal 1925 .

Sulla sua figura vorrò soffermarmi meglio in un prossimo articolo sull’edizione mensile di Assinews, dopo che giovedì 23 marzo è stata inaugurata la nuova sede della Mansutti Spa con ingrasso al piano strada del palazzo di via Filzi 27. Siamo a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano, di fronte al Palazzo Pirelli.

Devono soccorrere le immagini perché le parole non bastano per descrivere gli ambienti che si sviluppano su più piani, per circa 1.500 di superficie. Sede ideata per valorizzare al meglio l’attività di chi ci lavora e per rendere più empatico e “caldo” il contatto con il pubblico. Con soluzioni architettoniche che facilitano l’aggregazione.

Una grande zona di ristoro e ricreazione permette ai dipendenti di fruire di un welfare aziendale che va a aggiungersi ai flexible benefit che la Mansutti Spa già da qualche anno eroga.

Fra le ulteriori attrazioni c’è la palestra attrezzata, dotata delle “macchine” Technogym di ultima generazione, comprendente la sala spinning group cycle, a disposizione dei collaboratori. Non sappiamo se possono fruirne anche i clienti.

Agli assicuratori che hanno passione per la loro storia e intendono arricchirsi sul significato della professione è dedicato lo spazio in cui, per esaurienti cenni (e con il conforto del preziosissimo Catalogo e del volume “L’affascinante storia dell’assicurazione” ) si rimanda alla Fondazione Mansutti e alla Biblioteca Mansutti che ha sede nel palazzo settecentesco in via Rugabella, 10 , con i suo oltre seimila volumi, polizze d’antan, 350 manifesti. Che il mondo di chi sa ci invidia.

A fare gli onori di casa all’affollatissimo cocktail dinner del 23 marzo , accanto a Francesco Mansutti, il figlio Tomaso, che riveste la carica di amministratore delegato della Mansutti Spa, e il direttore generale Matteo Bevilacqua.

Fra i moltissimi operatori presenti – tra gli altri – ho salutato Alessandro Santoliquido, amministratore delegato di Amissima e Amissima Vita, Camillo Candia, numero uno di Zurich in Italia, Thommy Craes di Covea Affinity e Robertino Pontremoli presidente Aida Lombarda.