Tre gli asset: più vitivinicolo, colture erbacee e allevamenti
di Luisa Contri

Vitivinicoltura di qualità, agricoltura di precisione e sicurezza. Sono i tre capitoli sui cui sta investendo Genagricola, la holding agroalimentare del gruppo Generali Italia, cui fanno capo 25 aziende agricole (una anche in Romania) per 13 mila ettari destinati alle colture erbacee e 900 ettari a vigneto e un fatturato 2016 di 47 mln euro.

Delle tre specializzazioni di Genagricola: vitivinicoltura, colture erbacee e allevamento, è la prima quella che le consentirà di crescere in termini di fatturato.

Già nel 2016, con una produzione di 4 mln bottiglie, ha contribuito per il 30% alla formazione del fatturato e ha messo a segno una crescita del 10%, di cui l’11% sul mercato italiano e il 7% su quelli esteri.

«Finora», dichiara a ItaliaOggi Alessandro Marchionne, amministratore delegato di Genagricola, «nella divisione vitivinicola abbiamo lavorato sul fronte agronomico, virando da una viticoltura di quantità a una di qualità, potenziando la divisione con l’acquisizione, a fine 2015, della tenuta Costa Arènte in Valpantena, nel cuore dell’areale di produzione dei vini Amarone, Valpolicella e Ripasso. E migliorando le nostre tecniche enologiche, grazie alla collaborazione con Riccardo Cottarella, che ha formato per noi tre giovani enologi».

Questa prima parte del lavoro s’è concretizzata in due nuove gamme di vini d’eccellenza che Genagricola presenterà al prossimo Vinitaly: quelli della tenuta Costa Arènte e quelli della tenuta rumena di Dorvena, da vitigni sia autoctoni, Feteasca Neagra e Regala, sia internazionali, Pinot Nero e Grigio.

«Per il futuro», prosegue Marchionne, «abbiamo però un piano di sviluppo sull’estero molto più veloce che in Italia, che passerà dal rinnovo della squadra di export manager, che penso potremo presentare al Vinitaly».

Più in generale, da azienda agricola fra le più grandi d’Italia, Genagricola ha l’ambizione d’essere d’esempio per gli imprenditori agricoli italiani. «Abbiamo adottato una metodologia di controllo di gestione nuova nel primario», spiega Marchionne, «calcoliamo il conto economico per singola coltura. È importante per l’equilibrio economico, soprattutto quando si producono commodities, attività in cui è oggi imprescindibile specializzarsi in più colture diverse, possibilmente anticicliche».

Consistenti sono gli investimenti di Genagricola in tecnologie per l’agricoltura di precisione e nel migliorare la sicurezza del lavoro: sfiorano il 20% del fatturato. Per autofinanziarsi la holding agroalimentare del Gruppo Generali sta infine attuando un piano di riordino degli asset aziendali. Ha per esempio ceduto la gestione dello spaccio di vendita delle mozzarelle di bufala presso il suo caseificio di Caorle, terziarizzerà la logistica dei vini e cederà parti o intere tenute non strategiche in Lazio o immobili agricoli in disuso, facendo cassa e finanziando così l’acquisto di nuove tenute vitivinicole di pregio.
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