L’art 2049 c.c. fa gravare sul datore di lavoro la responsabilità del dipendente verso terzi

di Sonia Lazzini

L’art 2049 c.c. fa gravare sul datore di lavoro la responsabilità del dipendente verso terzi e non verso lo stesso dipendente.

Infatti la responsabilità dell’impreditore nei confronti dei propri collaboratori ha la fonte nell’articolo 2087 cc per il quale:

 Art. 2087 c.c. – Tutela delle condizioni di lavoro

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Corte Suprema di Cassazione, Sezione III, sentenza numero 4890 del 14  marzo 2016

L’invocazione degli artt. 1227, 1294 e 2056 c.c. è priva di qualunque contenuto esplicativo, con conseguente inammissibilità.

La contraddizione evidenziata non è idonea a censurare l’esclusione di ogni responsabilità in capo al danneggiato; mette in evidenza, posto che il 2049 c.c. fa gravare sul datore di lavoro la responsabilità del dipendente verso terzi e non verso lo stesso dipendente, il non corretto richiamo in sentenza, evidentemente dovuto solo a refuso materiale, dell’art. 2049 c.c. per fondare la responsabilità delle pompe funebri, in luogo dell’art. 2087 c.c.

Naturalmente, il Comune non ha interesse a mettere in discussione la riconosciuta responsabilità concorrente delle pompe funebri, ma la misura della responsabilità dell’impresa, rispetto alla quale denuncia omessa motivazione.

Ma tale ultima censura è pure inammissibile impingendo proprio la valutazione di merito effettuata dalla decisione impugnata. Invero, costituisce consolidato insegnamento di questa corte l’essere sempre vietato invocare un apprezzamento dei fatti e delle prove in senso difforme, perché la Corte di cassazione non ha il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, essendo la valutazione degli elementi probatori attività istituzionalmente riservata al giudice di merito.