Ivass: a 108.719 mln € i premi raccolti nei nove mesi 2015

La raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra S.E.E. nei primi nove mesi del 2015 realizza un nuovo massimo storico e ammonta a 108.719 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Lo rileva l’IVASS, che pubblica le statistiche dettagliate che alleghiamo.

In particolare, ed in coerenza con la dinamica osservata nelle precedenti rilevazioni statistiche (Allegato 1, tavola 8), la crescita della produzione complessiva deriva dall’andamento fortemente positivo della raccolta premi nei rami vita, nonostante continui a perdurare un trend negativo nei rami danni. In particolare, la raccolta premi vita raggiunge 86.100 milioni di euro, in crescita del 4,5%, con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni che si attesta al 79,2% (78,1% nei primi nove mesi del 2014); invece, il portafoglio danni, che totalizza 22.619 milioni di euro, si riduce del 2,3%, con un’incidenza del 20,8% sul portafoglio globale (21,9% nel corrispondente periodo del 2014).

I dati relativi alla raccolta realizzata nei rami vita dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra SEE sono riportati nell’Allegato 1 – Tav. 1, Tav. 8 e Tav. 9 e riassunti nel successivo prospetto. Nel dettaglio, durante i primi nove mesi del 2015 tale raccolta risulta costituita per l’84,9% da premi unici, per il 10% da premi ricorrenti e per il restante 5,1% da premi annui.

Il ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana), con una produzione di 57.675 milioni di euro, conferma il suo ruolo predominante, ma è in flessione per la terza rilevazione trimestrale consecutiva, con un calo del 8% rispetto al corrispondente periodo del 2014, costituendo il 67% del totale premi vita (oltre nove punti percentuali in meno rispetto al 76,1% dell’analogo periodo del 2014).

Nell’ambito dei rami I e III, risulta positivo l’andamento del volume dei premi per i piani individuali pensionistici (PIP) che, a fronte di un importo complessivo pari a 2.222 milioni di euro, si incrementa del 9,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Il ramo V (operazioni di capitalizzazione) con un portafoglio premi pari a 2.775 milioni di euro registra, dopo dieci rilevazioni consecutive in crescita, un decremento del 20,3% rispetto ai primi nove mesi del 2014 e incide sul totale premi vita per il 3,2% (4,2% nell’analogo periodo del 2014).

Per quanto riguarda i restanti rami, i premi del ramo VI (fondi pensione: 1.112 milioni di euro, con un incremento del 20,4% rispetto ai primi nove mesi del 2014) rappresentano l’1,3% del portafoglio vita (1,1% nel corrispondente periodo del 2014). La raccolta relativa alle assicurazioni di ramo IV (assicurazioni malattia a lungo termine non rescindibili: 55 milioni di euro) e alle assicurazioni complementari (69 milioni di euro) incide, infine, per il restante 0,2% sul totale premi vita (come nel 2014).

Per contro, il ramo III (assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di OICR o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento), con una raccolta di premi pari a 24.414 milioni di euro, conferma la tendenza molto positiva emersa nelle quattro precedenti rilevazioni trimestrali e si incrementa del 61,1% rispetto ai primi nove mesi del 2014, rappresentando il 28,4% del portafoglio premi vita (dieci punti percentuali in più rispetto al 18,4% nel corrispondente periodo del 2014). La domanda risulta concentrata quasi esclusivamente nei prodotti di tipo unit.

Dalla ripartizione per canale distributivo della raccolta premi (Allegato 1 – Tav. 2), sintetizzata nel seguente prospetto, si rileva che gli sportelli bancari e postali intermediano il 64,7% del portafoglio vita (sostanzialmente stabili rispetto al 64,8% del 2014). Seguono i promotori finanziari con il 15,8% (in crescita rispetto al 15,5% del 2014), le agenzie con mandato con l’11,6% (11,4% nel 2014), le agenzie in economia e gerenze con il 7% (in calo rispetto al 7,5% nel 2014), i brokers con lo 0,6% (come nel 2014) e le altre forme di vendita diretta con lo 0,3% (come nel 2014).

La nuova produzione emessa (Allegato 1 – Tav. 3) si attesta a 62.816 milioni di euro, con un incremento del 6,1% rispetto ai primi nove mesi del 2015.

In particolare, per quanto riguarda l’andamento della nuova produzione dei principali rami, si osserva che il ramo I, con 39.399 milioni di euro, registra un decremento del 9,2% in confronto ai primi nove mesi del 2015; il ramo III, con 21.606 milioni di euro, si incrementa del 105,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014; la nuova produzione del ramo V ammonta a 1.644 milioni di euro, con un decremento del 39,8%. Tali rami incidono sul totale della nuova produzione vita rispettivamente per il 62,7%, per il 34,4% e per il 2,6% (rispettivamente il 73,2%, il 21,3% e il 4,6% nei primi nove mesi del 2014). Per quanto riguarda i restanti rami, la nuova produzione di ramo VI (141 milioni di euro), IV (14 milioni di euro) e delle assicurazioni complementari (11 milioni di euro) rappresenta nel complesso lo 0,3% del totale rami vita (0,9% nei primi nove mesi del 2014).

I dati statistici concernenti l’attività svolta dalle imprese di assicurazione vita, autorizzate al ramo VI, nell’ambito della gestione dei fondi pensione, sono riportati in modo dettagliato nell’Allegato 1 – Tav. 5, 6 e 7.

In dettaglio, la tavola n. 5 contiene, per i fondi pensione aperti[1] gestiti dalle imprese di assicurazione, l’indicazione del numero dei nuovi aderenti nei primi nove mesi del 2015 e del cumulo dei contributi incassati, nel corso di tale periodo, distinti tra contributi versati da nuovi e vecchi aderenti. E’ altresì rilevato il numero totale degli aderenti ai fondi pensione aperti e l’ammontare complessivo del patrimonio gestito alla data del 30 settembre 2015.

La tavola n. 6 riporta l’indicazione, per quanto attiene ai fondi pensione con garanzia di rendimento minimo, sia del patrimonio acquisito in gestione nei primi nove mesi del 2015, che del patrimonio gestito complessivamente alla data del 30 settembre 2015, nonché del numero complessivo degli aderenti alla stessa data.

Infine, la tavola n. 7, relativa ai fondi negoziali che prevedono la gestione senza alcun tipo di garanzia, contiene l’indicazione della massa degli attivi gestiti al 30 settembre 2015.

Sintetizzando i dati riportati nelle predette tavole dalla n. 5 alla n. 7, sono stati predisposti i seguenti due prospetti riepilogativi. Nel primo sono indicati i contributi incassati e i patrimoni acquisiti in gestione nei primi nove mesi del 2015, rispettivamente per i fondi pensione aperti e per i fondi negoziali che prevedano la gestione con forme di garanzia di rendimento minimo.

Con riferimento ai patrimoni gestiti per i fondi pensione al 30 settembre 2015, essi sono pari, nel complesso, a 14.942 milioni di euro, con un incremento del 12,4% rispetto ai primi mesi del 2014. Al 30 settembre 2015 il patrimonio complessivo gestito relativo ai fondi pensione è così ripartito: fondi pensione aperti (8.591 milioni di euro), fondi pensione negoziali con garanzia (3.841 milioni di euro) e fondi pensione negoziali senza garanzia (2.510 milioni di euro). Si fa presente che il calo dei patrimoni gestiti per i fondi negoziali rispetto all’anno precedente è dovuto alla scadenza di mandati di gestione di alcune compagnie assicuratrici.

I dati relativi alla raccolta realizzata nei rami danni dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra S.E.E. sono riportati in modo dettagliato nell’Allegato 1 – Tav. 4 e Tav. 10 e sintetizzati nel seguente prospetto. Da esso si evince che nei primi nove mesi del 2015 i premi totali si attestano a 22.619 milioni di euro e registrano un decremento del 2,3% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Al decremento ha contribuito la forte e perdurante diminuzione dei premi del comparto Auto (-5,4%) che è stata solo parzialmente controbilanciata dal contenuto incremento dei premi degli altri rami danni (+1,8%). Nell’ambito del comparto Auto, i premi dei rami R.C. autoveicoli terrestri e R.C. veicoli marittimi, lacustri e fluviali (rami R.C. auto e natanti) ammontano complessivamente a 10.612 milioni di euro (in calo per la tredicesima rilevazione trimestrale consecutiva, ossia con variazione tendenziale negativa), evidenziando una riduzione del 6,7% rispetto al corrispondente periodo del 2014, con un’incidenza del 46,9% sul totale rami danni (49,1% nel 2014) e del 9,8% sulla raccolta complessiva (10,8% nei primi nove mesi del 2014). Si nota che in passato non era mai stato registrato per questo comparto un periodo di variazioni tendenziali negative così marcato e durevole nel tempo anche se il tasso di variazione negativo è in rallentamento rispetto al -7% rilevato alla fine di giugno 2015.

Per quanto riguarda il totale del comparto danni al netto dei rami R.C. auto e natanti, esso nel complesso mostra una crescita tendenziale per la quinta rilevazione trimestrale consecutiva, con un incremento del 1,8% rispetto all’analogo periodo del 2014. Tra tali rami, quelli con produzione più elevata, e quindi con maggiore incidenza sul totale, sono: Infortuni con l’8,8% (8,6% nel 2014), R.C. generale con l’8,2% (7,8% nel 2014), Altri danni ai beni con l’8,2% (8,1%), Corpi di veicoli terrestri con il 7,9% (7,5% nel 2014), Malattia con il 6,4% (6% nel 2014), Incendio ed elementi naturali con il 6,2% (6% nel 2014).

L’analisi per canale distributivo, sintetizzata nel successivo prospetto, continua a evidenziare la preponderanza della raccolta attraverso le agenzie con mandato, anche se la stessa continua lentamente ad erodersi. Infatti, tale canale colloca il 79,5% del portafoglio danni (80,4% nei primi nove mesi del 2014) e l’86,6% del portafoglio relativo al solo ramo R.C. auto (86,7% nell’analogo periodo del 2014). Seguono i brokers, con una quota in riduzione sia per quanto riguarda il totale danni, pari al 7,1% (7,2% nel 2014) e in riduzione per il ramo R.C. auto, dal 2,6% nel 2014 al 2,3% nel 2015. Da segnalare, infine, la stabilità della quota intermediata dalle altre forme di vendita diretta sia con riguardo alla globalità del portafoglio danni (6,1%) che con riferimento al solo ramo R.C. auto (8,4%).

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