Gli indici aziendali

Come leggere gli indici aziendali - Dalla analisi emergono sorprese - Non si investe nella formazione - Cresce l’assenteismo

Autore: Fausto Panzeri
ASSINEWS 273 – marzo 2016

Tutte le volte che sentiamo parlare di rapporto sinistri a premi, di reddito sugli investimenti o di combined ratio, per fare degli esempi, ci imbattiamo in una serie di indici aziendali. Ovvero di percentuali statistiche che stanno a indicare il grado di efficienza o reddittività di un’azienda o di un settore. Sono delle percentuali che consentono un esame sintetico dell’andamento di un intero comparto o di una singola azienda o di un particolare ramo, ma in molti casi necessitano di maggiori approfondimenti per essere realmente compresi.
In un epoca come quella attuale, caratterizzata da un bombardamento di notizie e di informazioni statistiche, solitamente prive di una seria analisi, riteniamo un impegno per Assinews la presentazione di talune evidenze statistiche soltanto, se accompagnate da un adeguato commento o dall’eventuale raffronto con altri dati.
Gli indici aziendali che prenderemo in esame sono quelli emersi da una statistica elaborata dall’ANIA che fornisce una serie di indici informativi e ratio di performance a livello totale di mercato in riferimento alle seguenti aree:
– forza lavoro
– costi di gestioni delle imprese
– elementi che influiscono sulla componente lavoro quali la tecnologia e l’organizzazione
– organizzazione e costo delle strutture di vendite.

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