Fatto illecito – sussistenza danno non patrimoniale

La struttura della responsabilità aquiliana presuppone che l’attore fornisca la prova del danno, di cui chiede il risarcimento, non potendo ritenersi che il danno sia in re ipsa, e cioè coincida con l’evento, poiché il danno risarcibile, nella struttura della responsabilità aquiliana, non si pone in termini di automatismo rispetto al fatto dannoso (restando, quindi, un danno-conseguenza che non coincide con l’evento, che è un elemento del fatto produttivo del danno).
Sennonché tale principio è stato rispettato dalla sentenza impugnata che ha riconosciuto il danno in favore dell’attrice prendendo come punto di riferimento le lesioni fisiche e i postumi permanenti del disturbo post-traumatico da stress ed ha determinato il quantum del danno biologico facendo riferimento alle tabelle e personalizzando il relativo importo.
Per quanto attiene invece alla lesione del rapporto parentale, perché ricorra quest’ultima è necessario che la vittima abbia subito lesioni seriamente invalidanti o che si sia determinato uno sconvolgimento delle normali abitudini dei superstiti, tale da imporre scelte di vita radicalmente diverse che è onere dell’attore allegare e provare; tale onere di allegazione va adempiuto in modo circostanziato, non potendo risolversi in mere enunciazioni generiche, astratte o ipotetiche.
Corte di Cassazione, sez. III Civile, 5 dicembre 2014 n. 25729