di Beatrice Migliorini 

 

Casse di previdenza in aiuto delle imprese in difficoltà. Potranno, infatti, partecipare, al capitale della spa salva imprese (società per la patrimonializzazione e ristrutturazione delle imprese in crisi), prevista dall’art. 7 del dl 3/2015 (banche popolari), insieme a Inps e Inail. È, infatti, stato approvato nel corso dei lavori presso le commissioni finanze e attività produttive della camera, l’emendamento a firma dei relatori Marco Causi (Pd) e Luigi Taranto (Pd), che estende la partecipazione al capitale della società che si andrà a formare anche agli enti previdenziali, purché in quota minoritaria. La norma stabilisce che il governo promuova la sottoscrizione del capitale sociale da parte di investitori istituzionali e professionali. Sottoscrizione a sua volta agevolata dal fatto che gli investitori potranno avvalersi della garanzia dello stato. In base a quanto previsto dall’art. 7 del dl 3, la sottoscrizione del capitale azionario della società, con eventuale emissione di azioni anche di diversa categoria, come l’apporto al patrimonio netto tramite strumenti finanziari di diversa tipologia avverrà nel quadro di un progetto ad esecuzione progressiva. L’articolazione delle categorie di azioni e delle tipologie di strumenti finanziari e la definizione dell’organizzazione del governo societario saranno volte a favorire la raccolta delle risorse fra investitori di tipologia diversificata. Non solo. L’approvazione dell’emendamento ha fatto sì che la società che si andrà a costituire non vada ad operare più solo per il rilancio di imprese industriali, come originariamente previsto, ma su tutti i fronti. Obiettivo della creazione dell’organismo, quello di contribuire a una nuova partenza delle attività, con sede in Italia che, nonostante temporanei squilibri patrimoniali o finanziari, siano caratterizzate da adeguate prospettive industriali e di mercato, «ma necessitino di ridefinizione della struttura finanziaria o di adeguata patrimonializzazione o comunque di interventi di ristrutturazione». Per aspettare il via libera definitivo, però, sarà necessario attendere la settimana prossima. Entro la settimana, infatti, le commissioni dovrebbero riuscire a concludere i lavori al testo del dl in modo da approdare in Aula a partire da martedì 10 marzo. Il testo, poi, passerà all’esame del senato.