Profitti record per Prudential che punta all’Africa e all’Arabia

L’assicuratore britannico ha pubblicato risultati finanziari in forte crescita, guidati dai mercati emergenti.

Il risultato operativo è salito del 17% a 2,954 mld £ (3,53 mld €) e il dividendo proposto è stato aumentato del 15% a 33,57 pence.

Tutti gli obiettivi del piano «Cash and Growth» sono stati raggiunti e il ceo Tidjane Thiam, si è detto fiducioso sulla capacità del gruppo di raggiungere i nuovi obiettivi fissati a dicembre per il 2017.

L’Asia continua ad essere la locomotiva del gruppo e a dare grandi soddisfazioni facendo registrare un utile operativo in crescita del 16% a 1,075 mld £ (1,28 mld €).

Riguardo alle preoccupazioni attuali sulla volatilità dei mercati emergenti, il ceo è stato rassicurante sulle prospettive di crescita in Asia: “La torta asiatica cresce più velocemente di quanto sia la nostra capacità di mangiare”, ha detto in occasione di una conferenza stampa telefonica.

La compagnia ha anche annunciato l’estensione di un accordo distributivo di bancassurance in Asia, con la banca Standard Chartered, che ha permesso di realizzare vendite annuali in crescita media del 19% nel corso dell’ultimo decennio. Secondo questo nuovo accordo della durata di 15 anni e che avrà inizio a luglio 2014, un numero significativo di prodotti vita di Prudential saranno distribuiti esclusivamente attraverso gli sportelli di Standard Chartered in nove mercati (Hong Kong, Singapore, Indonesia, Thailandia, Malesia, Fililppine, Vietnam, India e Taiwan) mentre in Cina e Corea del Sud, la vendita di questi prodotti avrà uno statuto prioritario.

I due partner stranno anche progettando di estendere questo accordo anche ad altri paesi dell’Asia e in Africa. Tidjane Thiam non ha infatti nascosto che l’intenzione del gruppo è di guardare oltre il 2017 e di mirare ad una espansione su altri mercati. Il gruppo, che ha investito negli ultimi dieci anni in Cambogia, nel Myanmar, in Polonia e più di recente in Ghana, esplora ora possibilità in Arabia Saudita e altri paesi africani come Nigeria o Kenya.