Generali: utile netto a €1,915 mld, il migliore degli ultimi 6 anni

Il Consiglio di Amministrazione di Generali ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio della Capogruppo relativo al 2013.

Nel 2013 Generali ha compiuto importanti passi in avanti verso la ricostituzione della redditività e della solidità patrimoniale el ha riportato il focus sul core business assicurativo attraverso la dismissione di business non-core e gli investimenti per il pieno controllo di attività strategiche. La governance è stata rafforzata, tramite un’organizzazione più semplice ed efficace.

Generali ha chiuso l’esercizio con un risultato operativo a €4.207 milioni (+5,3% rispetto ai € 3.994 mln del 2012), in crescita in tutte le linee di business.

Il Gruppo ha chiuso l’anno registrando il miglior utile netto degli ultimi 6 anni: € 1.915 milioni (contro i 94 mln del 2012), grazie alle performance operative. Tenendo conto dei proventi delle dismissioni e della rivalutazione della quota in Bankitalia, assorbite da impatti negativi straordinari dovute a Telco (-€189 mln), BSI (-€217 mln) e altri attivi, l’impatto complessivo di questi one-off è

sostanzialmente neutro.

 Il dividendo per azione che sarà proposto alla prossima Assemblea degli azionisti è di  € 0,45, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente (€0,20). Il dividendo complessivo relativo alle azioni in circolazione è pari a €700.592.977,35. Il dividendo sarà in pagamento dal 22 maggio 2014 con data di legittimazione a percepire il dividendo il 21 maggio 2014 e stacco cedola a partire dal 19 maggio 2014.

Il Group CEO di Generali, Mario Greco, ha affermato: “Il 2013 è stato un anno fondamentale per il rilancio di Generali e i risultati confermano che siamo in linea o in anticipo rispetto ai target previsti dal piano strategico. Per la prima volta dopo molti anni il risultato netto deriva interamente dalla gestione e non è influenzato da partite straordinarie.

Nel corso dell’anno abbiamo apportato profondi cambiamenti al Gruppo. In particolare, abbiamo completato dismissioni di asset non core per €2,4 miliardi e acquisizioni di minorities in aree strategiche per €1,5 miliardi. E’ stata rafforzata la struttura manageriale e semplificata la governance del Gruppo, che adesso è in linea con le best practice internazionali. Nel 2013 abbiamo generato un ritorno complessivo per gli azionisti del 26%. I risultati del 2013 e il dividendo più che

raddoppiato confermano dunque che siamo sulla strada giusta. Siamo consapevoli che ne resta molta da percorrere per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Nel 2014 verrà ridotta ulteriormente la posizione debitoria e realizzeremo importanti risparmi di costo. Prevediamo di migliorare ancora il risultato operativo e l’utile netto, in linea con il piano che mira ad aumentare progressivamente la redditività per gli azionisti”.

Per quanto riguarda il business Vita, la produzione si mantiene stabile a €45.115 milioni  (+0,2%) con un migliore business mix verso prodotti a margine più elevato. La nuova  produzione mostra una migliore redditività con margini NBM al 21% (19,2%) contribuendo al significativo aumento del risultato operativo, che sale a €2.645 milioni (+4,3%).

Il leggero incremento dello 0,2% è riconducibile all’aumento dei contratti unit linked (+8,8%), in linea con la strategia di privilegiare prodotti a basso assorbimento di capitale, che compensa la

leggera contrazione delle linee risparmio (-2,6%) e puro rischio e malattia (-0,4%). Con €14.989 milioni di premi (+4,7%), la Germania si conferma il primo mercato del Gruppo. Molto positivo anche il contributo di Italia (+8%), Asia (+24,2%) e LatAm (+17%). 

In Francia, la raccolta generata nel 2013 cala del 19% rispetto al 2012, quando si era registrato il contributo positivo delle azioni straordinarie messe in atto per preservare la raccolta in presenza di consistenti capitali in scadenza. Cresce invece la raccolta unit linked (+34,3%). La leggera flessione nella raccolta premi dei Paesi CEE (-2,1%) è da ricondurre ai recenti cambiamenti e incertezze regolamentari del settore pensionistico in Polonia e Repubblica Ceca, il cui impatto non è stato del tutto compensato dall’aumento della produzione unit linked.

 Anche la nuova produzione in termini di APE rimane elevata a €4.470 milioni (-1%), con un lieve calo dei premi annui (-1,9%) e uno sviluppo dei premi unici (+0,4%) grazie a Italia (+19,1%) e Germania (+19,4%). Il valore della nuova produzione (NBV) aumenta a €937 milioni (+14,2%) con una migliore redditività (NBM) al 21% (19,2% nel 2012).

La raccolta netta Vita – pari alla differenza tra premi incassati e pagamenti – è in sensibile crescita a €8.702 milioni, quasi il triplo rispetto alla fine dell’anno precedente, grazie al contenimento di riscatti e scadenze e al buon andamento della raccolta premi.

Nel segmento Danni, i premi sono sostanzialmente stabili (€20.940 mln; -0,6%) nonostante la difficile congiuntura economica in alcuni mercati core del Gruppo. Il Combined Ratio migliora ulteriormente a 95,6% (-0,2 p.p.) nonostante gli impatti catastrofali abbiano pesato per 2,3 punti percentuali (1,5 p.p. nel 2012), portando il risultato operativo ad un incremento del 3,5% a €1.616 milioni.

I sinistri catastrofali – in particolar modo le inondazioni e le tempeste che hanno colpito da  giugno a ottobre Francia, Germania e Paesi CEE – hanno determinato infatti un impatto per €460  milioni sul risultato operativo del segmento Danni, pari a 2,3 p.p. del Combined Ratio. Nonostante ciò, il miglioramento della sinistralità complessiva (68,5%, -0,2 p.p.)  e la stabilità dell’expense ratio a 27,1%, hanno determinato un Combined Ratio complessivo in miglioramento a 95,6% (-0,2 p.p.). Guardando ai principali mercati, il Combined Ratio migliora significativamente in Italia a 92,4% (95,7% FY12), mentre Francia (+4,1 p.p.) e Germania (+1,2 p.p.) hanno risentito direttamente dell’impatto dei sinistri catastrofali. I Paesi CEE riconfermano l’elevata redditività tecnica dell’area con un Combined Ratio a 88,8% (+0,3 pp).

La produzione ammonta a €20.940 milioni, registrando una lieve flessione dello 0,6% che riflette il calo del comparto Non Auto (-1,2%) su cui pesa l’andamento negativo delle linee Aziende e Infortuni e Malattia. In crescita il settore Auto (+0,3%). Molto positivo il contributo della Germania (+4,8%), sia per le favorevoli condizioni di mercato che per il lancio di nuovi prodotti. La forte pressione competitiva e la perdurante congiuntura economica negativa hanno invece pesato sulle performance in Italia (-7,6%), Francia (-4,9%) e Spagna (-6,7%).

Nel segmento finanziario, crescono le masse gestite per conto di terzi (+3,8% a €104.346 mln), contribuendo all’aumento degli Asset Under Management complessivi del Gruppo (+5,4%) a € 508 miliardi. Il risultato operativo del segmento cresce del18,4% a €483 milioni.

Questi risultati sono accompagnati da una solida posizione patrimoniale con una crescita del 4% del patrimonio netto a €19.778 milioni.

I risultati mostrano un significativo progresso rispetto ai target al 2015 con un RoE operativo

cresciuto di 80 punti base a 12,1%, in linea con il target al 2015 di un RoE operativo  superiore al 13%.

L’indice di Solvency I a fine febbraio raggiunge circa 150%. Sull’indice di fine anno, a 141% (145% a inizio anno), hanno influito soprattutto gli investimenti effettuati per acquisire quote di minoranza e (per circa 3 punti percentuali) la mancata ammissibilità di un finanziamento subordinato di natura ibrida di €500 milioni sottoscritto a fine 2008. Nel corso del quarto trimestre 2013, in considerazione dell’imminente introduzione della nuova disciplina prudenziale per le banche, Generali ha ricevuto dal soggetto finanziatore la richiesta di applicazione della clausola contrattuale di “costi aggiuntivi”. Al fine di valutare tale richiesta, Generali ha effettuato un’accurata analisi della documentazione contrattuale e in tale contesto è emersa l’esistenza di un contratto di opzione che avrebbe consentito, previa autorizzazione dell’Autorità di vigilanza, di estinguere anticipatamente il finanziamento e che tale contratto non era stato comunicato all’Autorità all’epoca dell’accensione del finanziamento, nel 2008. A conclusione di questa analisi, la Società ha tempestivamente inviato all’Autorità tutta la documentazione del caso. Ad esito della propria istruttoria, l’Ivass ha disposto la non ammissibilità del finanziamento per il computo nel margine di solvibilità, con effetto dal 31 dicembre 2013. Generali intende rimborsare il finanziamento subordinato di natura ibrida usando risorse finanziarie già disponibili e provvederà alla sostituzione del finanziamento con un idoneo strumento di capitale; tale evento non avrà alcun impatto sulla capacità del Gruppo di raggiungere il target di Solvency I del 160% entro il 2015.

Per il 2014 il Gruppo prevede, seppure in un contesto macroeconomico ancora incerto, un ulteriore miglioramento del risultato operativo e dell’utile netto, in linea con il piano strategico

triennale. Il Gruppo continuerà a basare la sua strategia di business sullo sviluppo e sulla valorizzazione della clientela, anche attraverso interventi mirati sulla rete di agenzie e sul rafforzamento del Gruppo nella distribuzione integrata su più canali. Nel segmento Vita, un’attenta politica sottoscrittiva sarà orientata a prodotti a maggior valore aggiunto. Saranno, in particolare, sviluppate le coperture protezione e i prodotti unit linked, che permetteranno di mantenere stabile la produzione Vita e buona la profittabilità. Nel segmento Danni, le iniziative per favorire l’eccellenza tecnica – tra cui tecniche sofisticate di pricing, innovazioni tecnologiche di prodotto e sistemi di ottimizzazione della gestione sinistri – si rifletteranno in  un miglioramento della redditività.