L’assemblea straordinaria di Unipol ha attribuito al Cda la delega ad aumentare, a pagamento e in via scindibile, il capitale sociale per un importo massimo di 1,1 mld euro mediante l’emissione di azioni ordinarie e di azioni privilegiate.
L’assemblea ha inoltre dato l’ok al raggruppamento delle azioni ordinarie e della azioni privilegiate nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 100 azioni ordinarie detenute e di 1 nuova privilegiata ogni 100 detenute, previo annullamento di titoli ordinari e privilegiati nel numero minimo di azioni necessario a consentire la quadratura dell’operazione, con conseguente riduzione del capitale.
Il presidente Pierluigi Stefanini ha sottolineato come il voto “dia fiducia e sostegno per proseguire nel progetto” di fusione con FonSai che ha alla base “una scelta industriale”. L’adesione anche da parte di Finsoe, ha concluso il numero uno della compagnia, è un ulteriore segno “di fiducia e condivisione”.

Il progetto di fusione tra Unipol e FonSai “non è un’operazione da apprendisti assicuratori”.
Dopo averlo sottolineato già nella conference call di settimana scorsa, l’a.d. di Unipol, Carlo Cimbri, lo ha ribadito con forza anche durante l’assemblea straordinaria della compagnia assicurativa bolognese.
Progetti alternativi per avere qualità comparabile devono partire da qui“, ha inoltre evidenziato il numero uno di Unipol, spiegando agli azionisti in sala che attraverso l’operazione di fusione entreranno in FonSai 1,7 mld euro e non “solo” 1,1 mld come scritto dalla stampa.

Per FonSai l’aumento di capitale è un obbligo, per noi è una scelta” legata al progetto di fusione con FonSai “perché Unipol è solida a livello patrimoniale”, ha detto ancora Cimbri, precisando che la compagnia assicurativa bolognese “ha un piano” di fusione “e se non ci fosse proseguirebbe con il suo piano triennale”.
“Il nuovo gruppo” che nascerà dalla fusione con le società della galassia Ligresti “manterrà la sua catena di comando a monte. Finsoe continuerà ad avere almeno il 51% del capitale di Ugf, se non vorrà ulteriormente incrementarlo. A sua volta, a seconda dei concambi, controllerà la nuova società nata dalla fusione“.  Carlo Cimbri ha spiegato inoltre che “la famiglia Ligresti diluirà la quota in maniera abbondantemente inferiore al controllo. Successivamente, dopo la fusione, la quota si diluirà ancora e sarà di assoluta minoranza”.
“E’ previsto che si dimettano tutti i consiglieri di FonSai”, ha concluso Cimbri, “e non è previsto un ruolo per la famiglia Ligresti nella nuova compagnia”.

Riguardo ad altre offerte ha così commentato: “Posto che esistano offerte migliorative, e io non ne ho viste, non ha senso dover andare a pareggiare tali offerte. Di chi? Con Premafin abbiamo stipulato un contratto e i contratti si eseguono. Questo stiamo facendo”.
Nel contratto non sono previste “delle penali del tipo che se una paga un milione si può svincolare. C’è un contratto da realizzare”.  “Se non si adempie ai contratti”, ha detto Cimbri, “si può arrecare un danno a una delle due parti. In caso di inadempimento, in un senso o nell’altro, valgono le tutele del Codice Civile”.

Unipol non proporrà “azioni giudiziarie” nei confronti dei vertici di Premafin e delle società della galassia Ligresti, ha dunque ribadito l’ad. “Il gruppo Unipol tutela i suoi interessi, i suoi azionisti e si approccia guardando al futuro. Il passato riguarda azionisti che non sono del gruppo Unipol”, ha concluso Cimbri.

A margine dell’assemblea, rispondendo a chi gli chiedeva se Unipol avesse mai pensato a un’operazione che riguardasse soltanto FonSai, ha detto: “Noi proponiamo operazioni possibili. E’ inutile perdere tempo e studiare operazioni su carta che non hanno possibilità. Per entrare in FonSai ci vuole il consenso di Premafin. Tutto il resto è teoria”. L’a.d. ha ribadito che “non c’è logica economica” in un’eventuale Opa su Premafin e FonSai qualora la Consob non dovesse concedere l’esenzione, e pertanto il progetto di fusione non verrebbe più realizzato.

Cimbri ha anche spiegato che dopo la fusione tra Unipol e le società della galassia Ligresti la “testa” del nuovo gruppo sarà a Bologna.
Il nuovo gruppo sarà articolato ed avrà “diversi poli direzionali a Milano, Bologna, Roma, Firenze e Torino. Però è chiaro che ci sarà un assetto azionario di controllo”.
Dato che “l’azionista di controllo è Unipol”, ha concluso Cimbri, immagino che sia “abbastanza intuitivo dove potrà essere la testa”.

 

Unipol rilancia sul prestito convertendo di Premafin mettendo sul piatto altri 75 milioni. Cimbri ha infatti annunciato che Unipol chiederà « alle banche creditrici di Premafin di trasformare nel convertendo 225 milioni di euro di crediti anziché 150, dichiarandoci disponibili al momento dell’emissione del prestito a rilevarne i 75 milioni in più».

 

L’operazione sarebbe stata sollecitata dalla Consob nell’ottica di diminuire il carico di debito che, con la fusione tra la holding dei Ligresti e la controllata al 36% prevista dal piano bolognese, andrebbe a pesare sulle spalle della società nascente.