Mediolanum, target al rialzo per le attese di sviluppo

Il crollo degli utili di Mediolanum non allontana gli investitori. Ultima seduta di settimana al rialzo per la banca del risparmio gestito e ammistrato del tandem Doris-Berlusconi, che all’indomani della pubblicazione dei conti, ha registrato un +4,37% pareggiando il calo di oltre il 4% della vigilia. La società giovedì 22 ha comunicato di avere chiuso il 2011 con un utile netto di 67 milioni di euro, in calo del 70% penalizzato da rettifiche per 85 milioni di euro sui titoli governativi greci e per 41 milioni sulla partecipazione in Mediobanca, mentre le masse amministrate sono salite dell’1% a 46.207 milioni di euro e la raccolta netta è stata positiva per 2,72 miliardi. Al netto delle componenti non ricorrenti l’utile è diminuito del 16% a 193 milioni. Se in prima battuta la Borsa ha reagito male al risultato netto della società, venerdì si è concentrata sulle prospettive future e ha scommesso su un miglioramento dei conti nell’esercizio in corso. Del resto di recente il patron dell’azienda, Ennio Doris, aveva dichiarato che, «il primo trimestre sarà esplosivo» e che il 2012, «sarà come mai nella storia a meno di eventi straordinari».
A sostenere il titolo hanno concorso anche i report degli analisti che hanno confermato la view sul titolo: per Centrosim, per esempio, Mediolanum è neutral con target price a 4 euro; sulla stessa scia Banca Akros, che invece consiglia accumulate, mentre Keefe si spinge a 4,2 euro con valutazione market perform, e Cheuvreux arriva a 4,4 euro con giudizio outperform, lo stesso di Mediobanca che tuttavia ritiene che il titolo possa arrivare fino a 4,5 euro. Intanto sul breve termine il consiglio di amministrazione si appresta a proporre agli azionisti un dividendo di 0,11 euro, in calo rispetto agli 0,155 euro dell’esercizio precedente. Considerando l’acconto sulla cedola distribuito a novembre 2011 di 0,07 euro, il board proporrà all’assemblea dei soci – che si terrà il prossimo 19 aprile in prima convocazione o il 20 aprile in seconda – la distribuzione di 0,04 euro. 
Tornando ai conti, escludendo le componenti non ricorrenti, l’utile 2011 risulta pari a 193 milioni di euro, in calo del 16% rispetto all’analogo risultato del 2010. Il risultato, inoltre, risente di minusvalenze per 44 milioni di euro dovute alla valutazione degli investimenti a fair value, ossia a valore di mercato. In Italia l’utile netto è stato di 75 milioni (-68% su base annua) e le masse sono salite dell’1% a 44,27 miliardi. La raccolta netta di Banca Mediolanum è stata positiva per 2,28 miliardi di euro, il numero dei promotori finanziari è di 4.507 unità, il totale clienti si è attestato oltre quota 1,066 milioni e i conti correnti e di deposito hanno raggiunto un totale di circa 627.400 unità, con un incremento annuo di 59.000 conti, pari al 10 per cento.
Quanto a Banca Esperia, controllata al 50% con Mediobanca, le masse amministrate sono cresciute dell’1% a 12,81 miliardi (6,408 miliardi la quota Mediolanum) e l’utile ante imposte è salito a 4,9 milioni di euro, contro i precedenti 2,1 milioni. Con riferimento ai mercati esteri, in Spagna le attività hanno chiuso l’esercizio in attivo per 3,9 milioni rispetto all’utile di 0,6 milioni registrato nel 2010; in Germania, il 2011 si è chiuso invece con una perdita di 11,5 milioni, praticamente in linea con il rosso di 11,4 milioni del 2010. Complessivamente, le masse amministrate delle controllate bancarie estere si sono attestate a 1,931 miliardi, in contrazione del 2% rispetto al 31 dicembre 2010.