Banche, così finisce il doppio ruolo sulle polizze

ROSA SERRANO

Stop al ruolo simultaneo di distributori e beneficiari di polizze. Dal 2 aprile di quest’anno, infatti, diventa operativo il provvedimento dell’Isvap che vieta alle banche e agli intermediari finanziari di assumere contemporaneamente la qualifica di “intermediari assicurativi” di polizze abbinate a prestiti e mutui e di beneficiari delle stesse. 
In sostanza, le banche dovranno scegliere fra la posizione di “venditore” delle polizze (in questo caso, la compagnia assicurativa pagherà l’indennizzo non più alle banche/intermediari ma direttamente al debitore o ai suoi eredi) o di “beneficiarie” dell’indennizzo in caso di sinistro. In quest’ultimo caso, la nuova regolamentazione prevede che i clienti si procurino le polizze rivolgendosi direttamente alle compagnie assicurative. 
L’intervento regolamentare riguarda le coperture assicurative relative a prestiti personali e finalizzati, alla cessione del quinto dello stipendio e della pensione, a mutui e a contratti di leasing. Isvap ha evidenziato che il suo intervento trae origine dalle criticità osservate nel mercato delle polizze abbinate a prestiti e mutui distribuite dalle banche e da altri enti erogatori. Fra l’altro, queste coperture assicurative pur non essendo, nella maggior parte dei casi, obbligatorie per legge o per contratto, sono di fatto imposte al cliente come condizione per accedere al finanziamento. Le polizze, inoltre, sono vendute quasi esclusivamente in forma di premio unico, da pagare anticipatamente all’atto dell’accensione del finanziamento. Il premio viene di norma aggiunto all’importo finanziato e le relative rate di restituzione vengono incluse in quelle complessive, producendo ulteriori interessi a beneficio della banca o dell’intermediario finanziario. 
Isvap segnala che il mercato delle polizze connesse a prestiti e mutui da parte di banche e intermediari finanziari ha raccolto 2,4 miliardi di euro nel 2010. Il provvedimento Isvap risulta rafforzato dalla norma contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni approvato dal Parlamento che prevede l’obbligo per le banche e gli intermediari finanziari che “condizionano” l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita a sottoporre al cliente “almeno” due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari. Il cliente è, comunque, libero di scegliere sul mercato la polizza sulla vita più conveniente che la banca è obbligata ad accettare senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del finanziamento. 
«Gli operatori del comparto del credito alla famiglia — spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin — vedono con favore l’allargamento dell’offerta ai clienti di polizze assicurative abbinate ai finanziamenti. Tuttavia, il quadro normativo che è andato definendosi negli ultimi mesi in materia, se applicato in maniera rigida, rende oggettivamente assai complessa l’offerta di prodotti assicurativi in occasione della stipula di un contratto di finanziamento da parte degli intermediari finanziari». A suo avviso, le maggiori criticità si verificheranno nei segmenti del mercato del credito dove le polizze sono obbligatorie per legge come, ad esempio, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione a causa delle complessità burocratiche ed operative indotte dai nuovi adempimenti. 
Infine, una notazione: entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento d’urgenza, l’Isvap definirà i contenuti minimi del contratto di assicurazione vita che le banche devono far esaminare al cliente.