Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Non è cosa di tutti i giorni che il capo della Procura più influente d’Italia e il suo braccio destro riferiscano in Parlamento su un’inchiesta in corso su una scalata bancaria, tanto clamorosa poi come quella di Mps su Mediobanca. La Procura di Milano appare determinata a dimostrare l’ipotesi di un concerto tra Francesco Milleri, ceo della holding della famiglia Del Vecchio, Delfin, e Francesco Gaetano Caltagirone per il controllo della merchant bank e, indirettamente, di Generali. La banca guidata da Andrea Orcel – da venerdì 27, data di deposito del progetto di bilancio, ha ricevuto 16,2 milioni di compensi tra fisso e variabile per il 2025 – ha aperto molti fronti negli ultimi 18 mesi: dalla scalata a Commerz all’ops su Banco Bpm, dalla salita nella greca Alpha Bank all’ingresso in Generali (di cui ha il 2%), senza contare le speculazioni su potenziali dossier come Bper, Mps e Mediobanca. L’offerta su Piazza Meda è saltata per il muro alzato dal governo italiano con il golden power poi bocciato da Tar e Ue. Altre partite sono rimaste aperte in una logica attendista, come Generali e Commerz. E sono proprio questi due i fronti sui quali Orcel potrebbe muoversi nei prossimi mesi.
L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, prenota la riconferma per un altro triennio alla guida della banca più antica del mondo mettendo sul piatto per gli azionisti 16 miliardi di dividendi per i prossimi cinque anni. «È circa il 60% della nostra attuale market cap, sarà il più alto rendimento da dividendo nel settore bancario europeo», ha precisato venerdì 27 il cfo Andrea Maffezzoni nella call con gli analisti sul piano industriale al 2030 della nuova era Mps-Mediobanca.
Un mercato dei capitali più liquido ed efficiente, affiancato da un sistema bancario capace di competere ad armi pari con i grandi istituti americani. L’Ue cerca dentro di sé le forze per rilanciare la crescita del Vecchio Continente. Stretti tra la concorrenza sleale cinese e l’imprevedibilità americana, alla Commissione e agli Stati membri non resta che accelerare sulle riforme, pena l’irrilevanza internazionale. «Dobbiamo passare da un sistema finanziario del XX secolo, troppo incentrato sul credito tradizionale, a uno del XXI secolo, in grado di incentivare gli investimenti produttivi, innovativi e green. Oggi le startup non cercano solo debito, vogliono equity. E le banche da sole non possono aiutarle», spiega John Berrigan, direttore generale della Dg Fisma, venuto a Roma per confrontarsi sul tema con l’Abi e le altre associazioni italiane di categoria. «Con l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti (Siu, ndr) vogliamo convogliare più risorse sui mercati dei capitali», precisa il funzionario irlandese. «E nella più rosea delle ipotesi, al netto dei risparmi re-investiti, faremo crescere il valore degli asset fino a 1,2 trilioni di euro in dieci anni».
Il rincaro c’è e a rilevarlo è stata l’Ivass. Nella sua ultima fotografia scattata al settore l’istituto di vigilanza delle compagnie assicurative ha calcolato che il pezzo medio delle polizze Rc Auto registrato nel terso trimestre 2025 è stato di 437 euro. L’importo rappresenta un incremento dei 5% in termini nominali su base annua, che viene calcolato da Ivass guardando ai prezzi effettivamente pagati dagli assicurati, comprese le tasse e gli eventuali sconti che riescono a ottenere rispetto al listino. Ma anche in termini reali, considerando cioè l’inflazione, l’aumento c’è ed è pari al +3,4%.
La previdenza complementare si prepara a una nuova fase dal prossimo luglio alla luce delle novità introdotte dalla Legge di bilancio. MF Milano finanza ne ha parlato con Alberto Cauzzi, amministratore delegato di Epheso, società che si occupa di motori di calcolo che ripercorrono tutto il processo di pianificazione previdenziale
Il sistema italiano di previdenza complementare e di previdenza obbligatoria si arricchisce di una rilevante innovazione. E’ stato infatti introdotto dal decreto Pnrr pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio, un nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie cui dovranno aderire fondi pensione, pip (piani individuali di previdenza) e casse di previdenza dei liberi professionisti. Si intende così rafforzare la tutela del risparmio previdenziale, la cui disciplina è demandata alla Covip, con un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie, come in Banca d’Italia, in Consob e in Ivass, dove sono rispettivamente in essere l’Abf (Arbitro Bancario e Finanziario), l’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) nonché l’Aas (Arbitro Assicurativo). Lo scopo è quello di dirimere in modo semplice, rapido ed efficace le controversie. Va sottolineato come l’Arbitro previdenziale svolge in autonomia le proprie funzioni, delle quali ha la piena ed esclusiva titolarità
  • La stabilità di Nuova Azimut Protezione
Athora Nuova Azimut Protezione è una polizza di Ramo I, che ha come obiettivo la protezione del capitale, garantendo al contempo un controllato incremento delle somme versate, grazie all’investimento nella gestione separata denominata Athora Risparmio
Protetto. Si tratta di un contratto di assicurazione sulla vita nella forma vita intera rivalutabile, con durata coincidente con la vita dell’assicurato. La polizza prevede che il contraente versi un premio unico (minimo 20 mila euro, massimo 2 milioni di euro) alla stipula del contratto, con l’opportunità di effettuare versamenti integrativi (minimo 5000 euro). La polizza è intermediata dal Gruppo Azimut e ha la caratteristica di garantire la protezione del capitale in determinati contesti: il capitale è garantito in caso di premorienza,
ovvero in caso di decesso dell’assicurato i beneficiari riceveranno una somma che è pari al maggior valore tra il capitale investito e il capitale rivalutato a quella data o, comunque,
un importo pari almeno al capitale assicurato iniziale comprensivo di eventuali versamenti integrativi e riproporzionato a seguito di eventuali pagamenti parziali

Il nuovo Ccnl dell’Area Sanità 2022‑2024 introduce un pacchetto di tutele rafforzate per i dirigenti sanitari vittime di aggressioni. La copertura totale delle spese legali in ogni grado di giudizio, la possibilità di rivolgersi a un avvocato di fiducia, il supporto psicologico dedicato e l’attivazione di polizze assicurative mirate sono i tasselli di un impianto pensato per rispondere all’aumento degli episodi di violenza nei luoghi di cura.
Uno scudo penale per i progettisti, che avranno responsabilità solo in caso di dolo o colpa grave. È quanto prevede un emendamento al disegno di legge delega di riforma degli ordinamenti professionali (Atto Senato 1663) presentato dai senatori Stefani e Potenti (Lega), accolto con pieno favore da Fondazione Inarcassa. «Abbiamo evidenziato in tutte le sedi istituzionali l’urgenza di intervenire per sanare una criticità profonda del nostro ordinamento, poiché un sistema di responsabilità così esteso finisce per creare incertezza operativa e un crescente disallineamento tra obblighi formali e il ruolo effettivamente esercitato dal professionista», le parole del presidente della Fondazione, Andrea De Maio.
Il testo (emendamento 2.68) punta a «ridefinire la disciplina civilistica in materia di responsabilità civile professionale per garantire una più equa ripartizione degli obblighi tra i diversi operatori economici coinvolti».

I contributi versati ai fondi sanitari sono deducibili entro limiti normativamente stabiliti; la spesa sanitaria sostenuta dai cittadini è detraibile. Si tratta di strumenti che incidono in modo diretto sulla finanza pubblica e che, nel tempo, hanno sostenuto la crescita del secondo pilastro sanitario. La legittimazione di questo regime fiscale risiede nella funzione complementare rispetto al Servizio sanitario nazionale. La sanità integrativa non è chiamata a sostituire il primo pilastro, ma a rafforzarlo, ampliando le coperture e migliorando l’accesso alle prestazioni. In questo quadro assume particolare rilievo anche il tema della Long Term Care. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento della non autosufficienza pongono una sfida strutturale al welfare italiano. La copertura dei rischi legati alla perdita di autonomia non può essere affrontata in modo frammentato o esclusivamente individuale. Un ulteriore elemento di criticità riguarda il quadro informativo: i dati ufficiali sulle deduzioni e detrazioni relative alla spesa sanitaria risultano fermi al 2017.
La parte di contributi corrisposti dagli aderenti dei fondi pensione negoziali, per la copertura di oneri amministrativi che eccede quelli sostenuti dal fondo nell’esercizio corrente e viene pertanto rinviata, nel rendiconto del fondo pensione, all’esercizio successivo contabilizzata nella voce del bilancio del fondo denominata «risconto contributi per copertura oneri amministrativi» mantiene l’originaria natura di «contributo associativo» e quindi non concorre alla formazione del risultato di gestione del fondo assoggettato all’imposta sostitutiva del 20% di cui all’articolo 17 del dlgs. 252/2005. Questo importante principio è confermato dalla risposta a consulenza giuridica numero 3/2026.

Rallenta la domanda di surroghe. Si tratta di una contrazione importante per un prodotto che, nel corso degli anni precedenti, ha fatto registrare dei livelli di crescita sempre molto sostenuti. L’ultimo trimestre del 2025, secondo la Bussola Mutui Crif – MutuiSupermarket.it, si chiude con una contrazione al 22 per cento del totale delle richieste di sostituzione del mutuo raccolte dal canale online. Il 91% di queste interessa la componente a tasso fisso. Una tendenza che trova conferma nell’andamento dei primi mesi dell’anno in corso, con una quota che resta sotto il 20% tra gennaio e febbraio. Nel primo trimestre 2025 rappresentavano il 40 per cento delle domande di finanziamento presentate attraverso la piattaforma digitale. La ragione principale è da ricercare nell’aumento degli indici Irs nella seconda parte del 2025, che ha reso meno conveniente il passaggio del mutuo da un istituto all’altro.
Dall’estate sarà possibile esercitare il ripensamento e il diritto di recesso su un contratto assicurativo sottoscritto online con un semplice click e senza aggravi di alcun tipo. Il D.Lgs. 209/2025 del 31 dicembre 2025 (attuativo della Direttiva Ue 2023/2673) riscrive infatti integralmente la disciplina dei contratti di servizi finanziari (quindi anche assicurativi) conclusi a distanza nel Codice del Consumo con un rafforzamento dei diritti del consumatore. L’entrata in vigore delle nuove regole è fissata per il 19 giugno 2026. Cambiano radicalmente le cose per le polizze vendute online (senza cioè l’intervento di agenti o broker): le compagnie non potranno più trattenere nemmeno la quota di premio maturata in caso di recesso e dovranno introdurre una funzione digitale di recesso visibile e accessibile con un pulsante “Recedi qui” (o simile) per sciogliere il contratto direttamente dall’interfaccia digitale, in modo tracciabile e immediato, eliminando la necessità di Pec o raccomandate.