Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Un’acquisizione Groupama Assicurazioni l’ha appena conclusa. Nei giorni scorsi è salita al 100% di Ara 1857, storica compagnia nata a metà dell‘800 specializzata nei rischi agricoli e in particolare in quelli legati alla grandine, di cui aveva già una quota di minoranza. Il nome di Groupama, guidata dal 2019 in Italia da Pierre Cordier, viene però tirato in ballo praticamente in tutte le partite riguardanti compravendite assicurative aperte in questi mesi in Italia. Da Banco Desio (su cui sembra però averla spuntata Reale) a Banca Popolare di Puglia e Basilica che cerca una nuova alleanza assicurativa, fino alla Banca di Asti che starebbe sondando partnership nelle polizze. Cordier (che Milano Finanza ha incontrato nella sede ristrutturata nel quartiere Eur a Roma, dominata da decorazioni verde e arancio, colori distintivi del brand del gruppo) non commenta le indiscrezioni di mercato ma conferma «la voglia di Groupama di crescere in Italia anche tramite acquisizioni»
«Gli Usa restano l’economia più forte del mondo, ma non possono scherzare con debito e deficit. L’Europa ha bisogno di riforme e di leader che prendano decisioni. L’Italia migliora. Tutti dovranno fare i conti con la rivoluzione dell’AI, che ridurrà posti di lavoro ma aprirà nuove opportunità per tutti I business pronti a ripensarsi». Oliver Bäte, amministratore delegato del gruppo Allianz, è arrivato in Italia per l’inaugurazione delle Olimpiadi. In questa intervista a ClassCNBC ha affrontato I temi più caldi per finanza ed economia e spiegato l’importanza di «distinguere il segnale dal rumore» (video.milanofinanza.it). Partendo dallo spirito dei Giochi
Allianz è global insurance partner dei Movimenti Olimpico e Paralimpico Internazionali dal 2021 e fino al 2032 ed è l’assicuratore ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, anno che segna anche il ventennale della partnership tra Allianz e il Movimento Paralimpico Internazionale. Da ben prima dei Giochi Allianz collabora con il Comitato Organizzatore Nazionale per creare soluzioni assicurative su misura che affrontano le sfide uniche di ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali in sedi diverse e geograficamente dislocate tra Milano, le Dolomiti e le Alpi italiane. Questo include la protezione contro i rischi nell’ecosistema sportivo più ampio, legati a proprietà, responsabilità, minacce informatiche e interruzioni di viaggio, coordinando gli sforzi con il Comitato Olimpico Internazionale e il mercato assicurativo più ampio. Allianz Partners fornisce l’assicurazione per la cancellazione dei biglietti ai fan e la copertura per assistenza medica ai membri della famiglia Olimpica sul campo. In qualità di assicuratore e risk manager, Allianz è anche fondamentale nel migliorare la sicurezza, sia nell’ecosistema del business sportivo che nelle arene sportive, sulle discese e sulle piste. Il Team Allianz ora include 120 atleti e para-atleti provenienti da 33 paesi
Dopo le misure introdotte dalla legge di Bilancio in tema di previdenza integrativa, Fon.Te ha diverse novità in arrivo. Come racconta Maurizio Grifoni, presidente del fondo pensione negoziale per i dipendenti da aziende del terziario (commercio, turismo e servizi). Una lacuna della legge di bilancio: proprio chi ha più bisogno della previdenza complementare, perché avrà pensioni pubbliche più basse e più tempo per beneficiare della capitalizzazione composta, resta escluso da ogni incentivo specifico. Il mio suggerimento al legislatore è semplice: rendere fiscalmente vantaggioso per le famiglie aprire posizioni previdenziali per i figli minorenni, con un meccanismo che premi la costanza nel tempo. Come Fon.Te non abbiamo atteso il legislatore. Stiamo sviluppando Fon.Te Kids, un progetto che permette di convertire il cashback derivante dagli acquisti presso retailer convenzionati in versamenti sulla posizione previdenziale dei figli
La previdenza complementare può essere immaginata come un vero e proprio salvadanaio. I contributi versati nel fondo pensione vengono investiti nei mercati finanziari generando rendimenti che vengono a loro volta investiti. Il capitale e i rendimenti investiti contribuiscono così alla maturazione di nuovi interessi, secondo il meccanismo del tasso di interesse composto. E’ utile ancora ricordare come è possibile dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi versati per se e a favore dei famigliari fiscalmente a carico (esempio i figli) fino a un massimo, dal 1° gennaio 2026, di 5.300 euro all’anno, riducendo così le imposte sui redditi pagate annualmente. Nel limite di deducibilità rientra anche l’eventuale contributo versato dal datore di lavoro mentre non sono comprese le quote di tfr (se si è un lavoratore in regime forfettario non si possono dedurre i contributi versati ma si avrà comunque un vantaggio fiscale perché non saranno tassati in fase di erogazione della prestazione finale)
L’educazione finanziaria e previdenziale può svolgere un ruolo importante per aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’indipendenza economica e della resilienza finanziaria delle donne. Lo ha evidenziato il presidente della Covip (Commissione di vigilanza dei fondi pensione), Mario Pepe, intervenendo di recente in una specifica audizione parlamentare in cui ha sottolineato come le donne spesso ricevono meno stimoli su temi economico-finanziari rispetto ai coetanei maschi, sviluppando minor interesse e competenze nella gestione delle proprie risorse finanziarie (e di quelle della propria famiglia). Questo può portare a una dipendenza economica dal partner, limitando di fatto la loro libertà. In termini previdenziali, questa condizione può riflettersi sulla possibilità di effettuare versamenti dei contributi previdenziali, aumentando anche il rischio di povertà in età avanzata.
Sì è incrinato qualcosa in quel blocco di attori istituzionali delle casse previdenziali che, con il 5,5% complessivo di Mediobanca, nella prima fase del risiko bancario ha marciato all’unisono risultando determinante nel successo della scalata di Mps a Piazzetta Cuccia. Un’operazione che ha ribaltato gli assetti di potere nell’ex galassia finanziaria del Nord che arriva fino alle Generali e su cui anche la procura di Milano ha acceso un faro. Fondazione Enasarco, l’ente che cura la previdenza per 200 mila commercianti e che gestisce circa 10 miliardi di euro di patrimonio, ha avviato l’iter per uscire dall’Adepp, la potente confindustria degli enti pensionistici dei professionisti presieduta dal numero uno dell’Enpam Alberto Oliveti e seduta su un attivo di oltre 125 miliardi (erano 75 i miliardi 10 anni fa), con quasi 1,7 milioni di iscritti. Un attore finanziario poderoso. Due terzi dei 125 miliardi complessivi da gestire, che servono per erogare gli assegni pensionistici ed assicurare la stabilità del sistema previdenziale non-Inps, fa capo alle prime cinque casse di questo colosso: l’Enpam dei medici (29,5 miliardi), la Cassa Forense (avvocati; 23,1 miliardi), Inarcassa (ingegneri e architetti; 16,9 miliardi), Cnpadc (commercialisti; 14,7 miliardi) e l’Enasarco. Il motivo della rottura è legato ad equilibri di potere, fondamentali in giganti della previdenza ma anche del patrimonio immobiliare.
Il risiko bancario è davvero finito? È la domanda che il mercato si pone osservando i robusti risultati messi a segno dal settore nel 2025. Il calo dei tassi e la compressione del margine di interesse non hanno invertito la rotta dei profitti come dimostrano i 9,3 miliardi incassati da Intesa Sanpaolo. Lunedì 9 toccherà a Unicredit alzare il velo sul bilancio e le attese degli analisti sono positive. Il consensus prevede ricavi in crescita da 24,2 a 24,8 miliardi (di cui 8,7 miliardi da commissioni) e utili per quasi 10,5 miliardi, 1,2 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Anche la posizione patrimoniale dovrebbe restare forte, nonostante gli investimenti fatti in azioni Commerzbank e Alpha Bank nel corso del 2025: considerando un target di Cet1 al 13%, l’eccesso di capitale potrebbe attestarsi attorno a 5 miliardi di euro. E poi c’è il titolo: nelle ultime settimane le azioni Unicredit hanno toccato nuovi massimi sfiorando quota 77 euro per una capitalizzazione complessiva di oltre 115 miliardi. Con questi numeri la banca guidata da Andrea Orcel può permettersi di riaprire il consolidamento e, nonostante le ripetute smentite, è questa la scommessa del mercato.
Va verso la conclusione la causa civile che contrappone Google a Vincenzo Morabito, professore associato del Dipartimento di Management e Tecnologia dell’Università Bocconi e presidente dell’Associazione Algopolio. L’udienza conclusiva, fissata per il 10 febbraio al Tribunale di Milano, darà esito alla richiesta di risarcimento da 40 milioni di euro avanzata da Morabito per danni patrimoniali e morali. Il giudizio potrebbe avere rilevanti implicazioni sul piano della responsabilità delle big tech nella gestione dei diritti della persona e della reputazione online
Secondo il Kiel Institute l’effetto delle tariffe imposte dagli Usa finisce al 96% sulle spalle dei consumatori americani. Intanto cambiano i flussi commerciali e cresce l’export italiano verso il Sud-Est asiatico. In appena un anno, il pedaggio sulle merci dirette negli Stati Uniti è quadruplicato, passando dai 7 miliardi del dicembre precedente a una cifra che certifica l’aumento più rapido delle barriere commerciali nella storia recente del Paese. Il prelievo medio sui beni importati è letteralmente decollato: se nel 2024 si attestava su un modesto 2,5%, nell’autunno del 2025 ha sfiorato il 17%.
A gennaio Banca Mediolanum ha registrato 18 mila nuovi clienti tra Italia e Spagna. A sostenere la raccolta ha contribuito in particolare la componente amministrata, con 437 milioni di euro, legata alla liquidità sui conti correnti e alla campagna sui depositi vincolati al 3% lanciata a inizio anno. Il totale netto si è attestato a 721 milioni di euro, di cui 283 milioni nel risparmio gestito. Anima Holding nel primo mese dall’anno ha visto una raccolta netta negativa per 139 milioni di euro nel risparmio gestito, penalizzata soprattutto dai deflussi nel segmento retail e nel B2b2c. Le masse in gestione totali hanno raggiunto 212,7 miliardi di euro. Flussi positivi invece nel settore istituzionale, per 15 milioni, e nel Ramo I, per 36 milioni; la raccolta netta complessiva del periodo si attesta a -114 milioni di euro, portando il totale dei patrimoni gestiti e amministrati a 214,1 miliardi. Fineco ha chiuso il mese con una raccolta netta di 1,07 miliardi di euro e masse gestite per 261,8 milioni di euro. Quanto ai risultati 2025, i ricavi si sono attestati a 1,316 miliardi per 647 milioni di utile netto. Il dividendo per azione proposto è di 0,79 euro.
- Focus su UniBonus Business Future
UniBonus Business Future è un prodotto di investimento assicurativo a premio ricorrente di tipo unit linked, realizzato da UniCredit Life Insurance e distribuito da UniCredit. Si tratta di una soluzione assicurativa pensata per le aziende, per investire e diversificare tra più fondi e usufruire di elementi assicurativi. E’ infatti dedicata ai soggetti intestatari di Partita Iva o a persone giuridiche, costruita per tutelare la continuità aziendale preservando l’assicurazione del Key Person, la persona che garantisce un vantaggio competitivo all’impresa. Questo investimento permette di investire i risparmi nel tempo con versamenti ricorrenti annuali, mensili, trimestrali o semestrali, anche di importo contenuto. Si ha la possibilità di investire i premi versati, al netto dei costi di caricamento, scegliendo fra 10 fondi interni assicurativi messi a disposizione dalla compagnia.

L’obbligo di copertura assicurativa previsto dalla recente riforma della responsabilità erariale grava anche sugli amministratori che svolgono funzioni gestionali. È uno dei chiarimenti forniti dall’ANCI nella nota di lettura della legge n. 1/2026, che reca significative novità in materia, oltre a modificare tipologia e modalità dei controlli effettuati dalla Corte dei Conti ed a prevedere un’ampia delega al Governo per la revisione della relativa organizzazione. Fra i punti più innovativi della nuova disciplina vi è certamente la previsione per cui chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche dalla quale discenda la sua sottoposizione alla giurisdizione contabile è tenuto a stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati dallo stesso all’amministrazione per colpa grave. Nei procedimenti per i danni patrimoniali, l’impresa di assicurazione è litisconsorte necessario. Tale disposizione è preordinata a garantire il risarcimento del danno patrimoniale subito dall’amministrazione a prescindere dalle condizioni economiche dell’agente.
Doppia verifica sull’obbligo di versamento del Tfr al Fondo tesoreria Inps. Quella introdotta dalla Manovra 2026 (requisito occupazionale sull’anno precedente), infatti, non sostituisce ma si aggiunge a quella già vigente (requisito occupazionale nell’anno di inizio attività). Lo spiega l’Inps nella circolare n. 12/2026, nel precisare che la mini riforma della previdenza integrativa prevista dalla Manovra 2026 si affianca alle norme vigenti sul trasferimento del Tfr all’Inps. Per questo primo appuntamento, allora, l’azienda che ha iniziato l’attività nel 2025 sarà tenuta a versare il Tfr all’Inps se, nello stesso 2025, ha raggiunto la soglia di 50 addetti; in tal caso dovrà conferire il Tfr maturato dai lavoratori fin dall’inizio dell’attività. Se la soglia non è stata raggiunta, nel 2026 non ci sarà alcun obbligo di versamento del Tfr e la verifica andrà ripetuta nel 2027 sugli occupati nel 2026: se risulta raggiunta la soglia di 60 addetti, il versamento scatterà dal 1° gennaio 2027. Diversamente, l’azienda già attiva nel 2025 sarà obbligata al conferimento del Tfr se, nel 2025, ha raggiunto la soglia di 60 addetti; in tal caso verserà il Tfr maturato dai lavoratori dal 1° gennaio 2026. Se la soglia non è stata raggiunta, nessun versamento è dovuto per il 2026 e la verifica andrà ripetuta nel 2027 sugli occupati 2026: qualora risulti raggiunta la soglia di 60 addetti, il versamento scatterà dal 1° gennaio 2027.
Polizza RC professionale Lapet: copertura gratuita e nuovi vantaggi. La polizza RC professionale Lapet conferma il suo successo tra gli associati anche per il 2026. Il sistema di copertura assicurativa resta automatico e gratuito all’atto dell’iscrizione o del rinnovo, beneficiando inoltre della riduzione della quota associativa già confermata negli anni precedenti. Il presidente nazionale Roberto Falcone ha sottolineato come il valore dei servizi offerti superi ampiamente il costo della quota associativa: “Un tributarista qualificato Lapet è un professionista protetto per il solo fatto di essere iscritto. Il valore della polizza, da solo, eccede la quota associativa”. Tra l’altro, l’associazione vanta una lunga esperienza in materia: già dagli anni ’80, anticipando l’obbligo normativo del 2013, aveva stipulato le prime polizze. Dal 2008, il progetto è diventato strutturale, garantendo a utenza e pubblica amministrazione che ogni tributarista Lapet sia costantemente assicurato.

«Dalle nostre evidenze il 90% degli incidenti avviene per cause imputabili a comportamenti umani, come la guida distratta, che vale oltre il 35% degli incidenti, a cui seguono la mancata precedenza (30%) e la guida a velocità oltre i limiti (20%). La sicurezza ha fatto passi da gigante sulle vetture, ma non può essere disgiunta dall’educazione stradale». Carlo Cimbri è stato il padrone di casa della Road Safety Leadership Roundtable all’Unipol Tower a Milano, l’evento promosso mercoledì dalla United Nations Economic Commission for Europe. L’incontro è stato organizzato da Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, e dall’attrice Michelle Yeoh, Goodwill Ambassador del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. Ogni anno gli incidenti stradali causano oltre un milione di vittime nel mondo. Strade non sicure comportano costi economici, sociali e sanitari rilevanti, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito. Per rispondere a questa emergenza, le Nazioni Unite hanno avviato la Seconda Decade of Action for Road Safety 2021–2030, con l’obiettivo di ridurre del 50% morti e feriti gravi entro il 2030. «Gli incidenti stradali colpiscono comunità in tutto il mondo e affrontarli richiede una cooperazione efficace tra settore pubblico e privato. Queste discussioni rappresentano un primo passo importante e incoraggio tutti i partner a trasformare questo dialogo in un’azione capace di salvare vite», ha commentato Todt.
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