Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Il gruppo Unipol ha chiuso il bilancio 2025 con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro, in aumento del 36,8% rispetto agli 1,119 miliardi del 2024, e un risultato netto del gruppo assicurativo pari a 1,208 miliardi (+40,5%), grazie in particolare al positivo andamento tecnico del core business assicurativo, ai risultati della gestione finanziaria e al contributo delle banche collegate. Con il titolo che, a Piazza Affari, venerdì 20 febbraio ha chiuso in crescita dell’8,7% a 21,13 euro.
Venerdì 27 febbraio il mercato conoscerà nel dettaglio struttura e tempistiche dell’integrazione di Mediobanca in Mps. L’annuncio rappresenterà il perno del nuovo piano industriale che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio illustrerà alla comunità finanziaria e avrà un peso particolare anche dal punto di vista della governance, poiché arriverà a pochi giorni dal deposito delle liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Il business plan ha già ricevuto l’ok della Bce. La partita delle nomine è al centro di un confronto serrato, sia all’interno del board sia tra i principali azionisti, a partire da Francesco Gaetano Caltagirone (11%) e da Delfin (17,5%). Un eventuale cambio di vertice, tuttavia, appare complesso.
Lifenet Healthcare fondata dall’imprenditore Nicola Bedin e divenuta in pochi anni la quinta società in Italia nel settore della sanità privata, seconda nell’oftalmologia è stata acquistata dalla mutua torinese Reale che, come già fatto da altri gruppi assicurativi, ha deciso di puntare sulle sinergie tra le polizze sanitarie e le cure mediche offerte ai propri clienti (e non solo). La sanità privata, dopo gli anni difficili della pandemia, ha ripreso a incrementare il suo fatturato, a far guadagnare i suoi investitori, e le prospettive sono di un ulteriore sviluppo. Un comparto in cui sono entrate con forza le compagnie di assicurazione, con l’intenzione di creare un sistema integrato tra sanità e servizi assicurativi. Con questo obiettivo l’Unipol, già proprietaria di sei poliambulatori a marchio Dyadea, nel dicembre 2022 ha rilevato la Società e Salute, titolare del Centro Medico Santagostino: dalla fusione nel 2024 tra le due controllate è nata una realtà con 45 centri medici e 90,7 milioni di ricavi e la crescita è evidente. Anche il gruppo Generali ha pianificato importanti investimenti nel settore della sanità, stipulando un accordo con il gruppo San Donato per la realizzazione, entro il 2030, di un network di 100 strutture sanitarie Smart Clinic sull’intero territorio italiano. In questi mesi ne sono state aperte una ventina e a novembre, è stata inaugurata la prima struttura a Roma, frutto del progetto con il gruppo San Donato che non è l’unico accordo di Generali per crescere nella sanità.
«Supporteremo qualsiasi progetto che salvaguardi l’identità dello Ieo e ne garantisca le prospettive di sviluppo». A sostenerlo è stato il presidente dello Ieo e di Unipol, Carlo Cimbri, venerdì 20, in occasione della presentazione dei bilancio 2025 del gruppo assicurativo chiuso con un utile balzato a 1,5 miliardi. Sui progetti di crescita del polo di eccellenza delle sanità, partecipato tra gli altri da Mediobanca (25%), Fondazione del Vecchio (18,46%), da Unipol (14,37%) e Intesa Sanpaolo (6,06%) si era aperto in passato lo scontro intorno al piano immaginato da Leonardo Del Vecchio, che avrebbe sostenuto il progetto con una donazione da oltre 500 milioni con la sua Fondazione. Un disegno che aveva scatenato un duro confronto con Mediobanca che non voleva perdere il controllo e aprire al contempo all’ipotesi di trasformare lo Ieo-Monzino in una fondazione. E che è stata la causa prima della guerra mossa contro l’ex ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel.
- Le proprietà di Orizzonte by Credemvita
Orizzonte by Credemvita è un prodotto d’investimento assicurativo di tipo multiramo, a premio unico, che consente di investire il capitale in un fondo interno e in una gestione separata. Il contratto è a vita intera e non ha scadenza prefissata, di riflesso la durata del contratto coincide con la vita dell’assicurato e Credemvita non ha il diritto di recedere unilateralmente dal contratto. Orizzonte by Credemvita è adatto anche per chi ha una bassa
tolleranza al rischio finanziario, in quanto tutela da eventuali perdite. Si ha infatti la garanzia del capitale offerta da Credemvita, senza rinunciare al potenziale di crescita offerto dal fondo interno Credemvita Orizzonte.

Il mercato italiano del risparmio gestito ha archiviato il 2025 con un patrimonio record di 2.636 miliardi di euro, in aumento dai 2.600 mld di fine settembre e dai 2.505 mld del 2024: è quanto emerge dai dati definitivi di Assogestioni, che tracciano un bilancio positivo anche sul fronte della raccolta netta, pari a 38,2 miliardi nell’anno e a 8 mld negli ultimi tre mesi. A livello di categoria viene confermato il successo dei fondi obbligazionari, che nel quarto trimestre hanno raccolto altri 5,6 miliardi, per un totale di +24,4 miliardi nell’anno, in analogia con il trend del 2024. Azionari e flessibili hanno visto deflussi rispettivamente per 3,5 e 3,4 miliardi a livello trimestrale e per 5 e 6,6 miliardi nel 2025. I bilanciati hanno raccolto 44 milioni fra ottobre e dicembre.
E-commerce, biglietterie automatiche, servizi bancari ed e-book accessibili da tutti, ma senza tracciatura degli interessati. È il principale richiamo, contenuto nel provvedimento n. 33 del 29/1/2026, con cui il Garante della privacy ha dato il suo via libera allo schema di Linee Guida dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) sull’accessibilità di prodotti e servizi. Le prescrizioni riguardano alcuni prodotti (tra cui sistemi hardware e sistemi operativi informatici, terminali self-service di pagamento, bancomat e biglietterie automatiche, apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori, e-reader, ecc.) e alcuni servizi (tra cui servizi di comunicazione elettronica, quelli che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi, quelli relativi al trasporto passeggeri, servizi bancari per consumatori, e-book e software dedicati, servizi di commercio elettronico, ecc.).
La responsabilità professionale dell’avvocato si valuta in base al momento in cui risulta posta in essere la condotta: non conta che la norma in base alla quale è stata ritenuta la colpa del legale sia stata poi dichiarata incostituzionale perché, una volta formatosi il giudicato, l’espunzione della disposizione dall’ordinamento non può avere effetto sul rapporto esaurito. Così la Cassazione civile, terza sezione, nell’ordinanza n. 3671 del 18/02/2026.

La Costituzione Usa affida al Congresso il potere di tassare e imporre dazi. Alcune norme consentono, però, al governo di intervenire direttamente in casi limitati, di particolare urgenza, davanti a emergenze che mettono in pericolo la sicurezza nazionale. Trump ha ritenuto di poter usare questi poteri straordinari dichiarando una serie di emergenze. Inesistenti secondo i tanti — 12 Stati dell’Unione, associazioni imprenditoriali e singole aziende — che l’hanno subito denunciato. A maggio e ad agosto sono arrivate le prime sentenze delle corti d’Appello che hanno dichiarato illegali gran parte dei dazi di Trump, sospendendo, però, l’effetto dei loro provvedimenti fino al pronunciamento della Corte Suprema. Con molti dazi (non tutti) dichiarati illegali il governo dovrebbe rimborsare almeno 120 miliardi di dollari di entrate aggiuntive registrate da maggio a oggi. E verrebbe meno un gettito che, a regime, dovrebbe essere di 35 miliardi al mese. Trump aveva accusato la Corte Suprema di causare un danno da tremila miliardi. Il presidente ama esagerare: nel suo calcolo ha fatto rientrare anche gli investimenti negli Stati Uniti promessi da altri Paesi nei negoziati commerciali. Senza più la minaccia dei dazi, questi investimenti rischiano di evaporare. Ma si trattava comunque di promesse generiche. Non è chiaro se e come arriveranno i rimborsi. A incassarli, poi, sarebbero imprese e importatori, non i consumatori finali che hanno già pagato di più per l’acquisto di prodotti gravati da dazi.
Zurich chiude il 2025 con un utile operativo di 8,9 miliardi di dollari (7,54 miliardi di euro), in crescita del 14% e un utile netto pari a 6,8 miliardi di dollari (5,76 miliardi di euro), in aumento del 17%. La capitalizzazione ha toccato i 107 miliardi di dollari. le organizzazioni hanno attivato un Fondo di solidarietà destinato a raccogliere contributi volontari pari a un’ora di lavoro da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, cui si aggiungerà un contributo equivalente da parte delle imprese. Il Fondo, spiegano i promotori, è aperto anche a tutte le cittadine e i cittadini che intendano partecipare alla raccolta
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