Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Nella polizza contro gli infortuni la somma assicurata nel contratto non costituisce
affatto il tetto massimo dell’obbligazione in capo alla compagnia, ma soltanto il valore di riferimento su cui applicare la percentuale dell’invalidità permanente dell’infortunato per determinare l’indennizzo in favore dell’assicurato. L’indicazione della somma, dunque, assolve una funzione diversa da quella svolta dal massimale nell’assicurazione di responsabilità civile, ad esempio la Rc auto. Se dunque il contratto prevede un moltiplicatore dell’indennizzo collegato a determinate patologie, il risultato non può essere contenuto entro il limite della somma assicurata, a meno che non vi sia un patto espresso che indica un
tetto per l’obbligazione della compagnia. Nella medicina legale, poi, i concetti di “lesione” e “menomazione” sono fra loro in rapporto di causa ed effetto: la clausola della polizza infortuni che di fronte a determinati postumi prevede l’aumento dell’indennizzo-base previsto
dal contratto “per la lesione” invece che per la menomazione è ambigua deve essere interpretata in senso sfavorevole all’assicurazione che l’ha predisposta. È quanto emerge dall’ordinanza n. 788 del 14/1/2026, depositata dalla terza sezione ci vile della Cassazione
Il condominio risponde per la caduta sulle scale anche se causata dalla polvere di lavori edili svolti in una unità immobiliare privata. La responsabilità da custodia dei beni comuni obbliga quindi l’amministratore ad adottare tutte le cautele necessarie per evitare che si creino situazioni di pericolo. Questa la severa decisione della Corte di appello di Bari, che si è
pronunciata con la sentenza n. 127 del 30 gennaio 2026. La responsabilità da custodia ha natura oggettiva, sicché non rileva l’accertamento di una colpa in capo al custode, essendo sufficiente che il danneggiato provi il fatto storico e il nesso di causalità tra quest’ultimo e
l’evento dannoso. Sul custode grava quindi l’onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso di causalità tra cosa e danno, ed è comprensivo dell’eventuale condotta incauta della vittima
Il lavoro nero non fa più sconti alla sanzione della decurtazione di punti dalla patente a crediti. Per la violazione relativa all’impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione d’instaurazione del rapporto di lavoro, infatti, dal 1° gennaio non si applica più il correttivo generale in base al quale, qualora nell’ambito dello stesso accertamento ispettivo risultino contestate più violazioni, i crediti sono decurtati in misura non eccedente il doppio di quella prevista per la violazione più grave. La novità è arrivata dal decreto legge n. 159/2025, convertito dalla legge n. 198/2025) ed è stata illustrata dall’Ispettorato nazionale del lavoro con nota n. 609/2026.
I giovani e le donne nelle libere professioni: i primi appaiono come «punte di diamante» (essenziali per il ricambio generazionale, in un mercato in cui è sempre più arduo trovare praticanti e nel quale quasi ogni categoria registra flessioni nelle iscrizioni), le seconde faticano ad affrancarsi da un persistente «tallone di Achille» formato da carriere discontinue (a causa degli impegni di madri prima, e di figlie di genitori che invecchiano poi) e di redditi inferiori (in media pari a circa il 46% in meno, rispetto a quelli dei colleghi). È per cercare di venire incontro alle necessità degli under35 e della componente femminile che le Casse di previdenza private e privatizzate stanno presentando alle proprie platee di assicurati con maggiore frequenza un «menù» assistenziale in grado da un lato di incoraggiare l’ingresso negli studi di nuove (e fresche) risorse umane e, dall’altro, di sostenere finanziariamente la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura familiare, anche erogando contributi in occasione della nascita, dell’adozione, o dell’arrivo in affidamento di figli.
Imprese (marketing, energia e Telco) e Pa (scuole, sanità, dogane) nel mirino del Garante della privacy: sono questi i settori inseriti nel piano delle ispezioni da eseguire nel semestre gennaio/luglio 2026, anche per mezzo della Guardia di Finanza (deliberazione n. 797 del 30 dicembre 2025)
Le istruzioni per imprese e P.a. per gestire i canali di segnalazione dei reati e degli illeciti nelle aziende nel rispetto del trattamento dati. Imprese e pubbliche amministrazioni sono nel mirino del Garante della privacy a riguardo dell’applicazione della disciplina del whistleblowing. Il piano ispettivo del Garante per il periodo gennaio/luglio 2026, approvato con la deliberazione del 30 dicembre 2025, comprende, infatti, azioni di verifica sull’utilizzo degli applicativi maggiormente diffusi per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni dette “whistleblowing”.

I risparmiatori le preferiscono nonostante rendimenti più bassi (3,63% in media) rispetto alle azionarie (8,36%), rappresentando il 43% del patrimonio gestito totale secondo dati ANIA. L’analisi
La storia del car sharing in Italia può essere vicina al fallimento. Le città in cui il servizio è presente in modo significativo sono solamente due – Milano e Roma – e il suo utilizzo è tendenzialmente in calo. Molti operatori hanno deciso di interrompere le attività nel nostro Paese e, ad oggi, non non si registrano investimenti nel settore. Nel 2024 (ultimi dati disponibili) i noleggi di auto effettuati sono stati 4,2 milioni, in deciso calo rispetto ai 5 milioni del 2023 (a loro volta un valore dimezzato rispetto ai 10 milioni del pre-pandemia)
Immatricolazioni in crescita e accelerazione della domanda anche da parte dei privati. Nel 2025 il noleggio a lungo termine ha mostrato un andamento solido, anche se per il settore non mancano le sfide legate al quadro normativo e fiscale. Secondo i dati di Aniasa e Dataforce, l’anno da poco trascorso è andato in soffitta con 409.920 immatricolazioni, con un incremento del 9,41% rispetto al 2024.
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Nel caso dell’industria dell’asset management ha creato forte interesse, e altrettanta preoccupazione, il lancio di Altruist. Di che cosa si tratta? Di un’applicazione — ma non è la sola, ve ne sono diverse, come per esempio la spagnola Tuio — che consente di gestire direttamente, senza alcun intermediario fisico, i propri risparmi, di ottimizzare i piani fiscali e di accumulo e via di seguito. In sostanza un consulente privato tanto artificiale quanto efficiente oltre che a buon mercato. Un articolo apparso sul Financial Times, prima dello scossone di Borsa, dava conto della caduta del titolo britannico St James’Place come dell’americano Schwab, in uno scenario disruptive per l’intero settore. Come ha notato opportunamente Lucilla Incorvati su Il Sole 24Ore, quasi tutti i grandi operatori italiani dispongono di una vasta rete di consulenti e di banker e fanno del contatto personale con la clientela il loro punto di forza. Il fai-da-te è più diffuso altrove ma non è detto che non sarà prevalente in futuro anche dalle nostre parti.
Se l’attenzione di tutti gli osservatori del mondo bancario in queste settimane è attratta dai risultati estremamente positivi delle maggiori banche italiane, nei corridoi ovattati che conducono alle sale dove si riuniscono i consigli di amministrazione si guarda avanti, alle assemblee di primavera, alle liste da presentare ai soci azionisti, alle possibili strategie aggregative. Tre le partite aperte. A Siena si giocherà tutta all’interno di Rocca Salimbeni e sono ore molto lunghe quelle che si stanno vivendo: nelle prossime due settimane molto verrà risolto. Il 27 febbraio sarà presentato il piano industriale che disegnerà il ruolo di Mediobanca all’interno del gruppo senese, attraverso un modello operativo specializzato. Mentre il 5 marzo verrà presentata la cosiddetta lista del cda uscente a cui il presidente Nicola Maione sta lavorando interfacciandosi con i soci pubblici e privati. Tra questi ultimi un ruolo importante è del gruppo Caltagirone e di Delfin, poi ci sono i fondi di BlackRock, nel loro insieme sono il terzo azionista di Siena, mentre il quarto è il governo italiano che, attraverso il Mef controlla circa il 4 per cento del capitale. Sarà una partita interna a questi quattro poli: i due grandi azionisti privati, il governo, i fondi
Mercati in trasformazione: scenari, opportunità e rischi nel nuovo contesto globale». Il titolo scelto per la prima giornata del 32° Congresso Assiom Forex, in programma il 20 e 21 febbraio al Palazzo del Casinò del Lido di Venezia, fotografa una fase in cui gli equilibri internazionali si ridefiniscono tra frammentazione geopolitica e rivoluzione tecnologica. Il 2026 si apre con un quadro favorevole ma complesso: inflazione prossima ai target delle banche centrali, prezzi energetici in lieve calo e crescita globale intorno al 3%, sostenuta dall’intelligenza artificiale (Ai). L’economia degli Stati Uniti dovrebbero espandersi oltre il 2%, mentre l’Europa resta più vicina all’1%, alle prese con crisi di competitività e produttività debole rispetto al trend pre-Covid. Sul fronte europeo, oltre alle dinamiche macro, pesa la necessità di rafforzare l’Unione dei risparmi e degli investimenti e di rendere più profondi i mercati dei capitali. In Italia, il 2025 ha visto un miglioramento del profilo di rischio del debito pubblico: con lo spread Btp-Bund intorno ai 60 punti base — un livello che non si vedeva da decenni — e domanda elevata anche da parte degli investitori esteri. Il primo collocamento dual-tranche del 2026 ha raccolto richieste per 265 miliardi a fronte di 20 miliardi offerti, mentre il Tesoro prevede emissioni a medio-lungo termine per circa 360 miliardi, di cui 100 miliardi nette
La novità introdotta dall’ultima legge di Bilancio, che rende il life cycle l’opzione standard per chi non esprime una preferenza esplicita in fase di adesione alla previdenza complementare «farà sì che questa scelta riprenda slancio», dice Nadia Vavassori, responsabile fondi pensione aperti di Amundi. Oggi sui nostri 120mila clienti — spiega — solo il 15% ha scelto l’opzione ciclo di vita, spesso privilegiando la linea garantita, la più difensiva, inadatta a valorizzare le potenzialità di rendimento a lungo termine dei mercati finanziari. Un esempio (un po’ estremo)? Un biglietto verde investito sulla Borsa Americana nel 1900 oggi varrebbe 2.911 dollari in termini reali, cioè al netto dell’inflazione. Lo stesso importo investito in obbligazioni societarie o titoli di Stato a breve termine avrebbe generato un guadagno di, rispettivamente, poco più di sei dollari e solo 80 centesimi
Tre percorsi «life cycle», adatti a interpretare tre obiettivi differenti: crescita, equilibrio e stabilità. Il portafoglio «gira» con il passare del tempo, in base a una serie di parametri: ad esempio, l’età dell’investitore e la distanza che lo separa dal suo obiettivo. «Il modo in cui l’asset allocation evolve, di anno in anno, è definito da un algoritmo, gestito dal Risklab di Allianz Global Investors, il centro di competenza che analizza e misura i rischi di mercato per supportare le decisioni di investimento e la gestione dei portafogli. L’algoritmo viene impostato dal consulente finanziario o dall’agente assicurativo partendo dall’analisi di alcune variabili e dalle scelte condivise con il cliente» spiega Michele Scolletta, head of distribution Allianz Italy di Allianz Global Investors. Il livello di personalizzazione, assicura il manager, è molto ampio: nel caso dell’obiettivo crescita, ad esempio, l’esposizione azionaria può variare tra il 29% e il 90%. Per il portafoglio equilibrio, l’equity globale pesa tra il 20% e il 70%. Se l’obiettivo è la stabilità, il capitale di rischio si muove nella forbice tra il 15% e il 50% del paniere.
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