Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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L’intelligenza artificiale è da mesi sulla bocca di tutti e più volte il terrore di una «bolla» ha abbattuto i mercati (e soprattutto i titoli tech), ma nelle scorse settimane si è andati oltre. La paura ha fatto cadere uno dopo l’altro settori finora considerati solidi come software-as-a-service, servizi legali, real estate e risparmio gestito (al riguardo si veda anche Orsi&Tori alle pagine 1-4). Lo scossone è arrivato con il lancio del modello di AI Claude Opus 4.6 di Anthropic, il 5 febbraio scorso, e dei servizi della startup Altruist. Il motivo dell’effetto domino va cercato nelle capacità di coding dei nuovi modelli. La piattaforma Altruist automatizza la pianificazione fiscale, mentre l’ultimo aggiornamento di Claude è in grado di eseguire operazioni di management aziendale, analisi finanziaria e immobiliare. L’impatto sui mercati è stato immediato, a partire dai titoli del mondo software. L’iShares Expanded Tech-Software Sector Etf, che riunisce titoli legati agli applicativi aziendali, ha perso circa il 21% rispetto al mese scorso. La paura si è così propagata di settore in settore, fino alla consulenza finanziaria. In un futuro non troppo lontano – è il timore che aleggia – Claude gestirà i risparmi?
Altruist, il software di intelligenza artificiale che tanto ha scosso il mondo delle banche reti in Italia, è pensato squisitamente per i consulenti indipendenti. Una categoria che non sembra temere più di tanto i pericoli dell’AI, spiega Nicola Benini, fondatore e partner di Ifa Consulting Scf. «Nell’ambito della consulenza indipendente, clienti più tradizionali e spesso facoltosi non si fiderebbero di interloquire direttamente con l’AI, diversamente dalla clientela più giovane e meno patrimonializzata», sottolinea il consulente, che ammette di utilizzare in forma sperimentale vari chatbot per vedere come si approcciano alla costruzione di portafoglio. «Il tema vero non è giudicare lo strumento in sé, ma la capacità di saperlo utilizzare in maniera efficace e critica: se a monte non conosci bene la materia non solo non puoi comprendere l’output offerto dalla macchina, ma non puoi neppure intuire quando sta sbagliando», continua Benini.
La minaccia dell’AI nella gestione del risparmio è da tempo ben presente tra gli asset manager, ma periodicamente, come un fiume carsico, torna alla ribalta del mercato. Questa volta il terremoto è stato provocato dalla notizia del lancio negli Usa di un nuovo servizio di pianificazione fiscale automatizzato da parte di Altruist. Il sisma causato da questa applicazione AI ha avuto forte enfasi soprattutto in Italia, con il crollo dei titoli dell’asset management mercoledì 11 febbraio, perché qui il modello delle reti di consulenti finanziari è ben radicato, molto più che in altri Paesi europei. Ed è anche il segmento che cresce di più nella gestione del risparmio. L’Italia rimane «un ecosistema economico e sociale unico» in cui la cura dei patrimoni è «un affare di famiglia, i nostri clienti cercano consiglio umano, non l’interazione con una macchina, l’intelligenza artificiale come advisor finanziario in Italia non ha alcun senso», come ha ricordato l’ad di Banca Generali, Gian Maria Mossa (intervista a pagina 12), commentando il nuovo servizio basato sull’AI di Altruist che ha fatto di nuovo tornare sul mercato preoccupazioni circa la tenuta della redditività delle società di wealth management. Un mercato già sotto pressione per via dell’avanzata di altri strumenti, come gli Etf passivi a basso costo che stanno sempre più conquistando spazi nei portafogli dei risparmiatori a discapito di strumenti come i fondi, che sono più cari, in quanto impegnati a offrire una gestione attiva. Non a caso la risposta delle sgr a queste nuove dinamiche è quella di puntare sempre più sulla consulenza finanziaria. La consulenza evoluta la chiamano.
«Niente paura. L’intelligenza artificiale servirà a migliorare il lavoro dei banker e non sostituirà il servizio dei consulenti. Anzi, ci farà crescere. Dopo il record dell’anno scorso puntiamo sulle nuove sinergie con Generali, che valgono più di un’acquisizione, e sulla spinta di Intermonte verso i clienti imprenditori». Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, ha fatto il punto con ClassCNBC sulla strategia per il nuovo anno e sull’impatto della tecnologia sul settore del risparmio gestito (intervista su video.milanofinanza.it).
Altroché algoritmo. A guardare i dati di bilancio 2025 presentati dalle reti di consulenti finanziari nei giorni scorsi non c’è proprio nulla che lasci presagire un settore messo in difficoltà dalla concorrenza dell’intelligenza artificiale. L’anno che si è chiuso è stato il migliore di sempre in termini di raccolta netta per le società del settore, con i volumi complessivi che hanno raggiunto 60,8 miliardi di euro, in crescita del 17,8% rispetto al 2024 quando erano stati pari a 51,6 miliardi
È stato completamente immotivato il crollo delle azioni di broker e assicurazioni all’indomani della notizia che l’insurtech spagnolo Tuio è pronto a portare le sue polizze (per ora quelle sulla casa) dentro ChatGpt. Ne è convinto il presidente dell’Italian Insurtech Association, Simone Ranucci Brandimarte, che rincara la dose: «Quella notizia avrebbe piuttosto dovuto provocare una crescita delle azioni di compagnie e broker». Come mai? «Il primo elemento da considerare è che l’utilizzo delle nuove tecnologie farà crescere il mercato delle assicurazioni con prodotti sempre più su misura per il cliente», risponde, «e lo spazio di sviluppo è molto ampio considerando la storica carenza di coperture danni che caratterizza il mercato italiano»
Con il decreto legislativo 209/2025 attuativo della direttiva 2023/2673 novità applicabili a tutto tondo, inerenti al settore dei servizi bancari e assicurativi nonché a quello generalista della vendita di beni o servizi. Quanto ai servizi bancari, la Sezione IV-bis del Codice del Consumo è stata abrogata in favore della nuova Sezione II-bis, che ora disciplina la materia. Questa razionalizzazione normativa non limita le tutele già operative per i consumatori, ma si registrano nuove regole che affrontano applicazioni digitali sempre più avanzate. Ecco quelle più rilevanti. Tra le informazioni da rendere prima della conclusione del contratto compare l’obbligo di dichiarare se il prezzo del servizio viene personalizzato sulla base di processi decisionali automatizzati, cioè tecnologie algoritmiche e di intelligenza artificiale che mirano a adeguare il prezzo del servizio in tempo reale sulla base di parametri variabili che tengono conto, tra l’altro, del profilo del cliente e degli accessi eseguiti alla piattaforma. Pratica in generale ammessa ma per sua stessa natura sottoposta a specifici obblighi di trasparenza e, in ogni caso, di correttezza. Altra novità di rilievo è l’obbligo di garantire nella fase precontrattuale la possibilità di accedere a un canale informativo che garantisca l’interlocuzione con un addetto-persona fisica per ottenere informazioni e chiarimenti. La previsione rivela come insufficienti i sistemi di dialogo esclusivo con chatbot e/o assistenti virtuali
Le novità introdotte dalla manovra finanziaria in materia di previdenza complementare determinano significativi effetti anche sui fondi pensione aperti. MF-Milano Finanza ne ha parlato con Filippo Correnti, responsabile commerciale del fondo Aureo di Bcc Risparmio&Previdenza (Iccrea)
La Covip con una specifica risposta a quesito pubblicata ha fornito nuovi chiarimenti sull’importante fenomeno delle adesioni contrattuali che assume crescente rilevanza come soluzione innovativa nel panorama previdenziale italiano. È interessante riportare a tal proposito che, secondo i dati statistici della Commissione di Vigilanza riferiti a dicembre 2025, nei fondi pensione negoziali le posizioni sono cresciute di circa 269.800 unità (+6,4 % rispetto al dicembre 2024) per un totale di 4,514 milioni. All’aumento hanno contribuito in misura maggiore il fondo pensione negoziale del pubblico impiego Perseo Sirio (+42.500 posizioni) e quello rivolto al settore edile Prevedi (+58.900 posizioni), entrambi destinatari di adesioni contrattuali. Ma in che cosa consiste l’adesione contrattuale e come funziona in dettaglio?
La Covip ha fornito un chiarimento sulla tipologia di prestazione alla quale può accedere un aderente che, raggiunti i requisiti previsti dal regime pensionistico obbligatorio di appartenenza, cessi l’attività lavorativa. La richiesta di parere all’autorità di vigilanza era stata posta da un fondo pensione negoziale sulla possibilità di esercitare il riscatto per cessazione dei requisiti di partecipazione da parte di aderenti, appartenenti a determinati profili professionali, che al raggiungimento dell’età di 60 anni perdono il titolo abilitante allo svolgimento della loro specifica attività lavorativa in base alla normativa di settore e maturano, in presenza di un’anzianità contributiva di 20 anni, il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia. Per quel che riguarda l’erogazione della pensione di base veniva specificato nel quesito che essa avrebbe avuto decorso alcuni mesi dopo la data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, in base al meccanismo delle finestre
- Pianificare con Alleanza Orizzonte Smart
Alleanza Orizzonte Smart è un piano di risparmio (lanciato nell’estate del 2025) con una durata di 10 o 15 anni, che si concretizza attraverso un versamento mensile che può partire da cifre molto piccole, ovvero da 70 euro. Si tratta di un prodotto d’investimento assicurativo a premi ricorrenti e a premi unici aggiuntivi, a vita intera. E’ comunque data la possibilità al
cliente di modificare l’importo della rata, a partire dal terzo anno, e il motore finanziario è rappresentato dal connubio tra la gestione separata Euro San Giorgio e il fondo interno Allocazione Dinamica: sono 3 le possibili combinazioni di investimento a disposizione:
30%-70%, 50%-50% e 70%-30%. In questa sede si considerano i valori relativi alla combinazione 50%-50%. La durata del piano di versamento dei premi è pari a 10 anni e la finalità del prodotto è generare un rendimento in linea con il profilo di rischio grazie alla costruzione di un piano di versamenti.

Gli allenatori rischiano una sanzione pecuniaria se non sorvegliano i piccoli atleti, che commettono gravi violenze durante gli allenamenti. È quanto potrebbe derivare dalle norme del dl Sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri del 5 febbraio 2026, che, intervenendo sul dl Caivano n. 123/2023, ridefinisce le ipotesi in cui si applicano sanzioni amministrative nel caso in cui un minorenne commetta alcuni reati. Tra queste ipotesi c’è quella prevista dall’articolo 5, comma 5, del dl 123/2023: riguarda i minorenni, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, che commettono un delitto punito nel massimo con non meno di 5 anni di reclusione. Quando capita un fatto del genere, il dl 123/2023 prevede che il minore sia convocato e ufficialmente ammonito dal questore. Sempre per questa ipotesi, il dl 123/2023 (articolo 5, comma 8) prevede, fin dalla sua versione originaria, una sanzione amministrativa da 200 a 1000 euro: il destinatario della sanzione è individuato nel «soggetto che era tenuto alla sorveglianza del minore o all’assolvimento degli obblighi educativi nei suoi confronti, salvo che non provi di non aver potuto impedire il fatto».
Generali ha lanciato Generali Core Tech, la nuova software factory di gruppo che accelera la trasformazione tecnologica in linea con il piano strategico. E questo attraverso la creazione di piattaforme scalabili, condivise e innovative a supporto della crescita del business e della capacità di creare maggior valore a servizio di clienti e partner.
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