Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Via libera Ivass a Vittoria Assicurazioni per salire al 20% del capitale di Revo, la compagnia specializzata nelle coperture alle pmi su rischi speciali e polizze parametriche. L’assicurazione della famiglia Acutis potrà quindi raddoppiare il suo investimento nell’insurtech che è stata lanciata da Alberto Minali nel 2021 utilizzando lo strumento della spac (special-purpose acquisition company) che l’anno successivo rilevò Elba Assicurazioni.

Più semplice controllare i bilanci di banche e di assicurazioni grazie alle nuove check-list di controllo predisposte dall’associazione italiana delle società di revisione (ASSIREVI). Le nuove liste sono destinate, oltre che alle compagnie di assicurazione e alle banche, anche agli intermediari finanziari, alle società di gestione del risparmio e alle società di intermediazione mobiliare. Il documento fa riferimento sia ai bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali elaborati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e denominati IAS/IFRS sia, relativamente alle imprese di assicurazione, a quelli predisposti secondo i principi contabili nazionali.
L’azienda paga la sanzione pecuniaria per la responsabilità amministrativa sottesa al reato di lesioni personali colpose: l’infortunio all’operaio avviene perché si vogliono evitare tempi morti nella lavorazione; sono rimosse le protezioni antinfortunistiche per intervenire più facilmente sulla macchina che s’inceppa: a ordinarlo è il capo reparto, ma i vertici aziendali lo sanno e il problema sussiste da giorni. Insomma: i preposti agiscono con l’obiettivo di far conseguire all’ente un potenziale vantaggio, cioè scongiurare fermi produttivi e costi per l’intervento dei manutentori. Così la Cassazione penale, sez. quarta, nella sentenza n. 5357 del 10/02/2026.
La capacità delle imprese di attrarre e fidelizzare i lavoratori dipende sempre più dalla regolazione sistemica ed equilibrata di quattro elementi fondamentali: il corrispettivo, il luogo di lavoro, l’orario di lavoro e la conciliazione vita-lavoro. In questo quadro, strumenti come la premialità di produttività, il welfare aziendale, le forme di lavoro agile e le misure di supporto alla genitorialità assumono un ruolo strategico non solo sul piano sociale, ma anche sotto il profilo economico e organizzativo. Le recenti novità normative confermano questa direzione, rafforzando leve che, se correttamente progettate, consentono alle imprese di intercettare esigenze differenti e di costruire modelli di gestione del personale più flessibili, sostenibili e orientati alla permanenza nel tempo dei lavoratori.
Gli amministratori chiamati a svolgere funzioni gestionali nei comuni di piccole dimensioni sono tenuti a sottoscrivere la polizza obbligatoriamente prevista dall’articolo 1, comma 4-bis, della legge 20/1994, come modificata dalla legge 1/2026. Nonostante parte della dottrina e degli operatori muovano ancora qualche dubbio in merito all’operatività della disposizione anche per gli amministratori, non vi sono persuasive ragioni che possano sostenere il contrario
Rispondere alle calamità naturali e, in particolare, a fenomeni valanghivi e frane con livello alto di rischio, è uno degli obiettivi prioritari nell’assegnazione dei fondi previsti dall’otto per mille per il 2026. Scadrà il 30 settembre 2026 il termine per richiedere i fondi dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2026. I fondi sono destinati a finanziare progetti per contrastare la fame nel mondo e le calamità naturali, per l’assistenza ai rifugiati e la conservazione di beni culturali, nonché per interventi riguardanti immobili destinati all’istruzione scolastica, esclusivamente di proprietà dello Stato e degli enti locali, e diretti alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, all’adeguamento antisismico ed all’efficientamento energetico degli edifici scolastici. Una delle priorità per il 2026 è, appunto, quella finalizzata ad agevolare la realizzazione di opere, lavori, studi, monitoraggi, relativi alla tutela della pubblica incolumità da fenomeni geomorfologici, idraulici, valanghivi, metereologici, di incendi boschivi e sismici, finanziando anche progetti di ripristino di beni pubblici, inclusi i beni culturali, danneggiati o distrutti dalle medesime tipologie di fenomeni.

La recente riforma della Corte dei conti (legge 1/2026) introduce l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per chiunque assuma incarichi che comportino la gestione di risorse pubbliche e quindi la possibilità di essere sottoposto alla giurisdizione contabile per danno erariale. La misura, entrata in vigore da meno di un mese, potrebbe già essere modificata con un emendamento al decreto Milleproroghe, volto a rinviarne l’applicazione di un anno per chiarire le numerose aree di incertezza. Il premio assicurativo dovrebbe gravare sul soggetto interessato, non sull’amministrazione, poiché la norma non prevede copertura della spesa pubblica. Si ipotizza inoltre di introdurre un obbligo a contrarre per le compagnie assicurative, a partire dal 1° gennaio 2027, per evitare esclusioni dal mercato. Un altro rinvio ponte che dovrebbe farsi largo nel Milleproroghe riguarda la portabilità dei fondi pensione. Anche questa regola è recentissima, introdotta com’è dall’ultima legge di bilancio.
Prendiamo un padre ed un figlio. Il primo è andato in pensione a 67 anni nel 2020, dopo 38 anni di carriera continuativa nel privato iniziata nel 1982: può contare su un tasso di sostituzione dell’81,5 per cento. Suo figlio che ha 33 anni ed ha iniziato a lavorare nel 2022, con una carriera continuativa di 38 anni, andrà in pensione di vecchiaia con un assegno pensionistico pari all’64,8% del reddito da lavoro. I numeri del divario generazionale che vede penalizzati i giovani anche sul trattamento previdenziale emerge in tutta chiarezza nel focus ”pensioni, ipoteca sul futuro?” di Censis e Confcooperative. A parità di anni lavorati e di continuità contributiva, i giovani avranno prestazioni pensionistiche molto più contenute delle attuali; la distanza tra ultima retribuzione e la prima pensione è destinata quasi a raddoppiare: dall’attuale 18,5% al 35,2%.