Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Dopo il crollo del 2023 e la ripresa del 2024, il mercato vita chiude il 2025 con un forte incremento della raccolta (+11% a settembre, flussi netti +177%), trainato dai consulenti finanziari e dai prodotti multiramo. La solidità patrimoniale delle compagnie italiane resta elevata (indice di solvibilità 266%), ma i casi Eurovita e Fwu Life hanno messo in evidenza la necessità di rafforzare la tutela dei risparmiatori. L’intervento di Ivass nel salvataggio di Eurovita e l’istituzione, con la Legge di Bilancio 2024, del nuovo Fondo di garanzia per le polizze vita — che assicurerà fino a 100.000 euro per ciascun avente diritto — rappresentano passaggi cruciali verso un sistema più stabile e protetto. Il fondo, interamente finanziato dal settore, sarà pienamente operativo nei primi mesi del 2026, allineando l’Italia alle best practice europee.
Mps chiude l’anno dell’acquisto di Mediobanca con utili a 2,75 miliardi di euro (+17,7%) e con un contributo particolarmente rilevante del quarto trimestre, trainato dal ricorso alle Dta, cioè i benefici fiscali liberati proprio dalla presa di controllo su Piazzetta Cuccia, che era uno degli obiettivi dell’opas. E sono state proprio queste poste straordinarie insieme con la crescita delle commissioni (+8,2%) a compensare il calo del margine di interesse, sceso del 7,7% nell’anno. Gli utili consentiranno a Siena di distribuire oltre 2,6 miliardi di dividendi, pari a 0,86 euro per azione. Lo stesso valore era stato staccato l’anno scorso sul bilancio 2024. Il dividend yield è fissato attorno al 10%, tra i più elevati del settore. Il primo socio Delfin incasserà 455 milioni, a Caltagirone (all’11%) ne andranno circa 280 milioni.
Iniziata a fine novembre, non si è ancora conclusa l’estrazione tecnica dei contenuti rilevanti, passaggio necessario prima dell’analisi vera e propria. I ritardi sono legati ai numerosi impegni dei legali delle parti, ammessi a partecipare alle operazioni peritali. L’indagine ipotizza un concerto tra il costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Delfin Francesco Milleri e il ceo di Mps Luigi Lovaglio in relazione alle mosse che avrebbero accompagnato l’offerta di Mps per Mediobanca, nel cui portafoglio c’è il 13,2% di Generali. La Procura ha indicato una lista di parole chiave e nominativi su cui concentrare le ricerche all’interno dei telefoni e dei supporti informatici, con particolare attenzione alle conversazioni via chat delle persone fisiche coinvolte in cui trovare tracce del patto occulto
Un nuovo fondo di private equity, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, potrebbe presto prendere il posto di Pollen Street nel capitale di Wide Group per sostenere la crescita della società all’estero. Le discussioni sono ancora a una fase iniziale ma l’interesse di grandi investitori internazionali nei confronti della società di brokeraggio fondata nel 2016 dal ceo Gianluca Melani, insieme ai due managing partner Matteo Barbini e Gerardo di Francesco, sarebbe molto alto. A guardare il dossier sarebbero in particolare nuovi investitori inglesi, ma altri potrebbero aggiungersi.
Generali, tramite Generali Employee Benefits, firma un’alleanza con Swiss Life Global Solutions, società del gruppo Swiss Life quotato a Zurigo, e dà vita alla prima rete globale nel settore degli employee benefit, con oltre 3 miliardi di euro di premi gestiti. La partnership, annunciata ieri dal gruppo assicurativo guidato da Philippe Donnet, prevede un accordo commerciale di lungo periodo tra le due società, ma anche un impegno vincolante per l’acquisizione di Swiss Life Network (Sln) da parte di Generali Employee Benefits (Geb), società controllata di Generali. Quest’ultima apporterà in particolare poco più della metà dei 3 miliardi di premi che saranno raggiunti con l’accordo. Con una presenza in oltre 130 Paesi e quasi 200 partner di rete, l’alleanza darà vita a un nuovo leader mondiale nel settore degli employee benefit, «fondato su partnership locali best-in-class, un’offerta completa che copre tutte le principali linee di business, protezione (vita, invalidità, infortuni, salute) e previdenza e un team globale diversificato, capace di valorizzare l’expertise locale e la portata internazionale»
Axa Italia punta alla crescita nel settore Salute ridisegnando l’offerta del ramo Infortuni e Malattia. L’intenzione della compagnia è rispondere alla domanda di protezione e di servizi conseguenza del crescente invecchiamento della popolazione in un Paese che conta oltre 7 milioni di caregiver familiari, di cui circa il 60% donne. «Protezione su misura» è pensata in particolare per offrire un sostegno economico concreto, sotto forma di capitale, rendita vitalizia o indennità giornaliere, per far fronte a eventi più o meno gravi legati a un infortunio o a una malattia che possono intaccare il tenore di vita.
Fineco accelera sul nuovo piano industriale e guarda all’Europa, mentre nel settore bancario si continua a ragionare sul futuro del consolidamento. «Se dovesse arrivare un’offerta, saranno gli azionisti a decidere», ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Foti a ClassCNBC. «Il nuovo piano punterà su consulenza e tecnologia. Il vero bacino di crescita saranno le nuove generazioni che stanno ereditando una ricchezza enorme».
Il 2026 parte col botto per Azimut, che archivia il mese di gennaio con una raccolta netta totale di 2 miliardi di euro. Il dato risulta il valore più alto mai registrato nel primo mese dell’anno nella storia del gruppo di risparmio gestito guidato dal presidente Pietro Giuliani. Al 31 gennaio le masse totali hanno raggiunto 144,8 miliardi riflettendo una crescita del 2,8% rispetto al dato di fine 2025.

«Sono le piccole imprese a pagare il prezzo più alto del cambiamento climatico. Senza investimenti per l’adattamento, l’agricoltura diffusa è destinata a scomparire». È questo il commento di Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (Uci), a un recente studio della Commissione europea. Serpillo lancia un appello affinché istituzioni europee e governo italiano, intervengano concretamente per tutelare e garantire la sopravvivenza delle produzioni agricole e delle piccole imprese. «I dati dello studio sono inequivocabili: servono almeno 70 miliardi di euro ogni anno fino al 2050 per adattare l’Unione europea alla crisi climatica. Se queste risorse non arriveranno rapidamente e in modo mirato all’agricoltura reale, quella fatta di piccole e micro imprese, il rischio è la desertificazione produttiva di interi territori». Per Serpillo «non basta stanziare fondi per tamponare i danni, si deve investire in modo serio e massiccio in un piano di mitigazione e di adattamento alla crisi climatica».
Il settore assicurativo europeo arriva al 2026 da una posizione di forza, ma con margini di
crescita che tenderanno a consolidarsi. È questo il quadro che emerge dal report di Morgan
Stanley dedicato alle prospettive del comparto, che invita il mercato a spostare l’attenzione
dalla dinamica ciclica dei prezzi a una lettura più selettiva dei modelli di crescita.
Dopo un 2025 chiuso con un’ulteriore sovraperformance rispetto allo Stoxx 600, il settore ha
beneficiato di bilanci solidi e di livelli di solvibilità prossimi ai massimi storici. Una condizione che, secondo gli analisti, consente alle compagnie di assorbire eventuali shock dei mercati finanziari. Allo stesso tempo, però, questa solidità risulta ormai ampiamente riflessa nelle valutazioni di Borsa: i titoli assicurativi europei scambiano intorno al novantanovesimo percentile delle valutazioni storiche relative, segnale di un contesto
che lascia meno spazio a rivalutazioni generalizzate. In questo scenario, Morgan
Stanley prevede che nel corso del 2026 gli investitori tenderanno a distinguere con maggiore
nettezza tra storie di crescita «structural» e dinamiche più «cyclical».
Il gruppo assicurativo ha infatti rafforzato la propria struttura finanziaria e consolidato il percorso di riduzione della leva, puntando su una maggiore stabilità dei risultati e su una gestione ordinata del debito. In questo contesto si è inserito il collocamento, completato a inizio anno, di una nuova emissione subordinata Tier2 da 650 milioni di euro, destinata a investitori istituzionali e con scadenza nel gennaio 2036, che ha registrato una domanda ampiamente superiore all’offerta. L’operazione, realizzata nell’ambito del la gestione proattiva del debito finanziario di gruppo da 15 miliardi di euro, si è chiusa con ordini superiori a 2,6 miliardi di euro, oltre quattro volte l’importo collocato, raccolti presso circa 135 investitori istituzionali internazionali.
Cade il compenso all’avvocato advisor anche se non s’intende di fisco. Il concordato preventivo è revocato e scatta il fallimento della società, ma il credito del professionista è escluso dal passivo perché non ha rilevato la condotta della debitrice: il legale deve provare l’esattezza del suo adempimento secondo il modello professionale richiesto dalla fattispecie concreta. E non può dedurre di essere estraneo alle materie fiscali e contabili: anzi, se svolge la sua prestazione nella procedura concorsuale, deve munirsi di competenze adeguate perché è inevitabile che l’opera richiesta attragga nella sua orbita questioni di natura economica. Così la Cassazione civile, prima sezione, nell’ordinanza n. 2664 del 06/02/2026.
L’Autorità europea antiriciclaggio (Amla) ridisegna le regole operative del nuovo sistema Ue contro il denaro sporco. Con l’avvio di tre consultazioni pubbliche, l’autorità mette a punto i criteri tecnici destinati a incidere su quando scattano gli obblighi di adeguata verifica, su come devono essere svolti i controlli sulla clientela e su come verranno valutate e sanzionate le violazioni antiriciclaggio nell’intera Unione
Via libera alla ricongiunzione, presso la gestione separata Inps, dei contributi versati in una cassa di previdenza dai liberi professionisti. La nuova facoltà può essere esercitata soltanto dai professionisti con contributi versati in una cassa successivamente al 31 marzo 1996, perché la gestione separata è operativa dal 1° aprile 1996. L’onere da pagare è pari alla differenza tra l’importo teorico dei contributi dovuti alla gestione separata – aliquota ordinaria del 33%, ridotta al 25% ai professionisti – e l’ammontare dei contributi oggetto di trasferimento (ciò, di fatto, rende la ricongiunzione una sorta di «riscatto» contributivo). A spiegarlo è l’Inps con la circolare n. 15/2025 che, a distanza di circa tre mesi dall’annuncio del ministero del lavoro (si veda ItaliaOggi del 22 novembre 2025), rende operativa la nuova ipotesi di ricongiunzione. La novità si applica alle domande e ai ricorsi presentati da ieri (9 febbraio), nonché alle domande e ai ricorsi non definiti e giacenti all’Inps.
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