Il gap di protezione nei confronti delle catastrofi naturali in Europa rappresenta una sfida urgente per i responsabili politici, le autorità di regolamentazione, gli assicuratori e i riassicuratori. La crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi, aggravata dai cambiamenti climatici, insieme alla crescente urbanizzazione e alla concentrazione dei beni, rischia di contribuire all’aumento delle perdite economiche derivanti dagli eventi cat nat. Questa tendenza non solo ha implicazioni finanziarie significative, ma pone anche notevoli sfide sociali che richiedono un’attenta riflessione e un’azione concreta. L’adozione di misure preventive rimane la leva più efficace per ridurre in modo strutturale e sostenibile l’onere dei costi a lungo termine.

Closing the Gap. Not the market: A Reinsurer’s Blueprint for NatCat Resilience in Europe, redatto dal Comitato consultivo sulla riassicurazione (RAB) di Insurance Europe, sottolinea il ruolo essenziale che i riassicuratori svolgono nell’attenuare gli impatti degli eventi naturali catastrofici. In sostanza, il report sostiene che il tema centrale non è “inventare” nuovi schemi pubblici per il rischio catastrofale, ma chiudere il gap di protezione lavorando con – e non contro – il mercato riassicurativo privato.

Il documento parte da un dato di fatto: in Europa il cat nat protection gap (la quota di danni da catastrofi naturali non coperta da assicurazione) resta intorno al 65%, pur in presenza di perdite economiche in forte crescita (+250% circa negli ultimi decenni) a causa di urbanizzazione, aumento dei valori esposti, inflazione dei costi e intensificazione degli eventi estremi. Il vero problema non è – secondo il RAB – l’offerta di coperture, ma la domanda insufficiente e, in parte, l’accessibilità per alcuni assicurati.

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