L’intervento di Maddalena Rabitti (IVASS) alla Sapienza: il FGV nasce sull’esperienza Eurovita, si ispira al Fondo interbancario e può diventare modello per la futura armonizzazione UE

Nel corso del convegno alla Sapienza (tenutosi giovedì scorso) sul “Nuovo Fondo di garanzia rami vita”, Maddalena Rabitti, consigliere IVASS, ha ricordato come la legge di Bilancio 2024 abbia inserito nel Codice delle assicurazioni private il nuovo Capo VI-bis, istituendo il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (FGV). Un “innesto” in un Codice ormai maturo, che mira a garantire in modo stabile e prevedibile la tutela di assicurati e beneficiari in caso di dissesto di un’impresa vita, rafforzando al tempo stesso la stabilità sistemica in linea con i principi dell’Unione europea.

Rabitti ha richiamato il caso Eurovita come momento di forte discontinuità per il mercato assicurativo, che avrebbe potuto mettere a rischio i risparmi di centinaia di migliaia di assicurati in assenza di strumenti strutturati di intervento. Nonostante gli elevati standard prudenziali del settore, il rischio di default non può essere azzerato e la gestione emergenziale di Eurovita ha mostrato la complessità operativa derivante dal vuoto normativo. Da qui la richiesta, avanzata da IVASS, di un intervento legislativo e la risposta del legislatore con la creazione del Fondo di garanzia vita.

Le funzioni del Fondo

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