Il monitoraggio 2025 del Forum per la Finanza Sostenibile e di Assofondipensione, condotto con 13 investitori capofila su 23 società quotate coinvolte nell’Euronext Sustainability Week tramite un questionario di oltre 50 domande, mostra un quadro in cui le politiche ESG si rafforzano soprattutto su clima e transizione, mentre rimane margine di miglioramento sul fronte sociale e, in particolare, sulla governance dell’intelligenza artificiale e sulla riduzione del gender pay gap.

Sul piano ambientale, le aziende appaiono molto attive sui cambiamenti climatici: la grande maggioranza aderisce al CDP, molte hanno adottato strategie di adattamento e piani di transizione con obiettivi di decarbonizzazione, e cresce il numero di emittenti con target validati o allineati alla Science Based Targets initiative. Anche su acqua, biodiversità ed economia circolare emergono strategie strutturate per la gestione sostenibile delle risorse idriche, la protezione degli ecosistemi e la gestione dei rifiuti, pur con una forte eterogeneità di allineamento alla Tassonomia europea a seconda dei settori.

Negli aspetti sociali, tutte le società hanno strategie per salute e sicurezza sul lavoro e includono criteri ESG nella selezione dei fornitori, oltre a offrire formazione differenziata per ruolo. La maggioranza comunica i dati su assunzioni e cessazioni dei giovani, monitora l’equità salariale e porta avanti iniziative di dialogo e coinvolgimento con le comunità locali, a conferma di una crescente strutturazione delle politiche sociali.

Sul versante della governance, tutti gli emittenti collegano la remunerazione variabile al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, segno che l’ESG entra nei meccanismi di incentivo del top management. Aumenta il numero di aziende che pubblicano dati sul gender pay gap, ma non sempre a questa trasparenza corrisponde una strategia con target misurabili di riduzione; la quota di dirigenti donne resta spesso concentrata tra il 15% e il 25%. Migliora anche la trasparenza fiscale, con molte società dotate di una politica fiscale formalizzata, e più della metà rende pubblica la strategia di lobbying o risulta iscritta a registri di trasparenza.

Infine, l’uso dell’intelligenza artificiale è già molto diffuso, con la grande maggioranza delle aziende che ha integrato tecnologie IA nei processi aziendali. Tuttavia, la governance specifica dell’IA è ancora in ritardo rispetto all’adozione tecnologica: solo circa metà delle società ha già definito un codice etico o policy dedicate per un utilizzo responsabile, mentre le altre si appoggiano a principi generali o stanno ancora lavorando a regole ad hoc.

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