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La Nuova Era del software
gestionale assicurativo è iniziata
Nel mercato assicurativo l’Intelligenza Artificiale è diventata, nel giro di pochi anni, un argomento inevitabile. Se ne parla molto, spesso con toni enfatici, talvolta con preoccupazione, più spesso ancora con una certa stanchezza. È comprensibile: ogni nuova tecnologia che promette di “cambiare tutto” porta con sé aspettative, timori e – non di rado – una narrazione un po’ caricata.
Eppure, per chi opera nel settore da tempo, l’IA non è una novità improvvisa. Per noi, che lavoriamo su questi temi dal 1982, l’intelligenza artificiale non è mai stata una moda, ma una traiettoria. Un percorso fatto di evoluzione continua, di strumenti che migliorano progressivamente il lavoro quotidiano.
Negli ultimi due anni, è innegabile, l’accelerazione è stata notevole. I progressi tecnologici sono sotto gli occhi di tutti e stanno finalmente rendendo possibile ciò che per molto tempo era rimasto sulla carta: un supporto reale, concreto, affidabile alle attività operative di broker e compagnie. Ed è proprio qui che vale la pena cambiare leggermente prospettiva.
Il filosofo Søren Kierkegaard scriveva che «l’ironia è la disciplina che libera». Una frase che può sembrare lontana dal mondo assicurativo, ma che in realtà descrive bene il momento che stiamo vivendo. L’ironia, intesa non come superficialità ma come lucidità, è spesso il modo migliore per affrontare ciò che rischia di apparire complesso, minaccioso o semplicemente noioso. E forse è proprio questo il punto. Un po’ di ironia ci aiuta a ridimensionare l’idea che Intelligenza Artificiale sia un’entità da temere o venerare. Non è una divinità né un nemico: è uno strumento.
Molto efficiente, se usato bene. Perché, diciamolo con onestà: una parte del dibattito sull’IA è appesantita non tanto dalla paura, quanto dalla noia. L’IA che “farà tutto”, l’IA che “sostituirà tutti”, l’IA raccontata sempre con toni drammatici o salvifici. Una narrazione che finisce per allontanare proprio chi dovrebbe trarne beneficio.
La realtà, invece, è molto più semplice – e molto più interessante. L’ Intelligenza Artificiale, quando è progettata per il settore assicurativo e non adattata a posteriori, diventa uno strumento silenzioso ed efficace. È il caso di IAssicurGPT, la nostra intelligenza artificiale integrata nel gestionale IAssicur, che sta già affiancando con ottimi risultati numerose attività quotidiane: dal caricamento automatico delle polizze al quietanzamento mensile, dalla lettura intelligente dei documenti fino al supporto immediato su funzionalità del gestionale e sulla materia assicurativa in generale.
A questo punto, di solito, qualcuno chiede: “Sì, ma l’IA non rischia di prendere il controllo?”. È una domanda legittima, anche se spesso rivela più una suggestione cinematografica che una preoccupazione operativa. La verità è che l’IA non decide, non firma contratti, non gestisce relazioni e, soprattutto, non si assume responsabilità. Quelle restano, fortunatamente, umane.
Nessuna magia, nessun effetto speciale. Solo meno tempo speso in operazioni ripetitive, meno rischio di errore, più spazio per le attività a maggior valore. In altre parole, quelle attività di cui nessuno sentirà davvero la mancanza vengono affidate alla macchina, mentre le decisioni, le relazioni e la competenza restano saldamente nelle mani delle persone.
Forse è proprio qui che l’ironia torna utile. Perché l’IA non toglie la maschera all’uomo, non ne svuota il ruolo, non ne riduce la responsabilità. Semmai, toglie la maschera alle inefficienze, alle abitudini inutilmente complicate, a certi processi che “si sono sempre fatti così” più per inerzia che per scelta.
In un periodo dell’anno in cui le maschere fanno parte dell’immaginario collettivo, vale la pena ricordarlo: l’Intelligenza Artificiale non è un personaggio misterioso né un giudice implacabile. È uno strumento. Potente, sì. Ma soprattutto utile, se affrontato con competenza e, perché no, con un pizzico di sana autoironia.
Perché anche nel mondo assicurativo, ogni tanto, ridere e sorridere aiuta a capire meglio il cambiamento.
