Nel 2025 le denunce di infortunio con esito mortale presentate all’Inail sono state complessivamente 1.093, di cui 1.085 riferite a lavoratori e 8 a studenti. Si tratta di tre casi in più rispetto al 2024, un livello che riporta il fenomeno sostanzialmente in linea con il 2019 (1.084 decessi) e che conferma la persistenza di un quadro di rischio grave e strutturale. Il quadro provvisorio è stato fornito dal nuovo numero di Dati Inail.

Per i lavoratori si registra un aumento di otto casi mortali rispetto al 2024 (da 1.077 a 1.085), ma con un andamento molto diverso tra infortuni in itinere e in occasione di lavoro. I decessi avvenuti durante il tragitto casa-lavoro-casa crescono infatti da 280 a 293 casi, con un incremento che riguarda soprattutto le lavoratrici (+19), mentre per i lavoratori maschi si osserva una riduzione di 6 casi. Al contrario, gli infortuni mortali in occasione di lavoro scendono da 797 a 792, con un calo che interessa sia le donne (-4) sia gli uomini (-1). Per gli studenti, tra gennaio e dicembre 2025 le denunce con esito mortale sono 8, in netto miglioramento rispetto alle 13 del 2024.

 

Molto marcata è la differenza tra uomini e donne nelle modalità di accadimento degli eventi mortali. Per gli uomini, la stragrande maggioranza degli infortuni con esito letale (75,6%) avviene direttamente in occasione di lavoro, a conferma di una più forte concentrazione maschile in settori a elevato rischio operativo, come l’edilizia o l’industria pesante. Per le donne, invece, il quadro si ribalta: oltre la metà dei casi (54,3%) si verifica in itinere, durante il tragitto casa-lavoro-casa, superando la quota degli eventi occorsi sul luogo di lavoro (45,7%). Ne deriva uno scarto di quasi 30 punti percentuali tra i due generi nella categoria “itinere”, che suggerisce come per le lavoratrici il rischio stradale rappresenti, in termini relativi, un pericolo maggiore dello stesso ambiente di lavoro, anche in relazione alla cosiddetta “mobilità della cura” e alla complessa gestione dei tempi di vita e di lavoro.

Il 2025 è stato segnato anche da diversi incidenti plurimi, in cui più lavoratori hanno perso la vita a causa di un unico evento disastroso. Tra gennaio e dicembre si contano 14 incidenti di questo tipo, con 33 decessi complessivi; nel 2024 gli incidenti plurimi erano stati 12, ma con un numero maggiore di vittime, pari a 39. Nel confronto tra i due anni, nel 2025 assume un peso molto più rilevante la componente degli incidenti dovuti a scontro tra veicoli, che passano da 12 a 23 denunce mortali. Tra questi rientra, ad esempio, il tragico incidente avvenuto in provincia di Parma, nel quale hanno perso la vita due piloti e un passeggero a bordo di un elicottero precipitato.

Accanto agli eventi stradali, la cronaca del 2025 riporta anche gravi incidenti non connessi alla circolazione. È il caso dei due lavoratori caduti in una cisterna per la raccolta di residui biologici e morti per asfissia in provincia di Venezia; dei tre operai uccisi da un’esplosione in un’azienda di trattamento rifiuti in provincia di Caserta; e dei tre lavoratori precipitati da un montacarichi in un cantiere a Napoli. Guardando al 2024, restano nella memoria collettiva alcune tragedie particolarmente gravi: le cinque vittime per vapori tossici in ambienti confinati a Casteldaccia (Sicilia), i cinque operai morti nel crollo di un cantiere a Firenze, i sette deceduti per l’esplosione in una centrale idroelettrica vicino Bologna, oltre alle esplosioni in fabbriche di fuochi d’artificio che hanno provocato tre vittime a Casalbordino, tre a Borgorose e altri tre decessi a Ercolano.

Il quadro complessivo che emerge da questi dati è quello di una sostanziale stabilità nel numero totale di morti sul lavoro, ma con una composizione che si sposta sempre più verso il rischio stradale e gli eventi in itinere, in particolare per le lavoratrici. Allo stesso tempo, la presenza ricorrente di incidenti plurimi, spesso con dinamiche simili negli anni, evidenzia come permangano criticità sistemiche in termini di prevenzione, organizzazione del lavoro, gestione della sicurezza negli spostamenti e controllo dei rischi in attività ad alta pericolosità.

© Riproduzione riservata