INAIL ha pubblicato i dati relativi a dicembre 2025, dai quale emerge per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+0,5%) e un calo dei decessi (-0,6%), per la componente in itinere invece un incremento delle denunce di infortunio (+3,2%) e dei casi mortali (+4,6%). L’incidenza infortunistica passa dalle 2.005 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. Rispetto a dicembre 2024 si registra un incremento dello 0,2% (da 1.723 a 1.727). In aumento dell’11,3% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 98.463.
DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024 e in riduzione dell’1,4% rispetto al 2023, del 23,8% sul 2022, del 4,1% sul 2021, dell’11,0% sul 2020 e del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica.
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,4% del 2019 all’80,7% del 2025 (è stata dell’81,1% nel 2024).
Con riferimento al genere, la componente femminile è passata da 131.819 a 134.448
denunce (+1,99%), mentre la componente maschile è passata da 283.034 a 282.452 denunce (-0,21%). L’analisi per classi di età mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6%) e aumenti per i 20-39enni (+1,3%) e 55-69enni (+3,6%).
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi i Servizi di supporto alle imprese (-1,4%), il Trasporto e magazzinaggio (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,5%) e per gli incrementi le Costruzioni (+3,1%), il Commercio (+2,1%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,4%).
L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,4%) e al Sud (-0,03%) e un aumento al Centro (+2,9%), nelle Isole (+2,5%) e nel Nord-Est (+0,5%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-2,7%), la Toscana (-2,3%) e la Campania (-1,7%), mentre per gli incrementi il Lazio (+11,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,6%), la Sicilia (+4,2%) e il Molise (+2,9%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale sono state 792, cinque in meno rispetto alle 797 registrate nel 2024, due in più sul 2023, cinque in più sul 2022 e 13 in più sul 2019, 181 in meno sul 2021 e 261 in meno rispetto al 2020. L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 71,9% del 2019 al 73,0% del 2025 (è stata del 74,0% nel 2024).
Tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e il Commercio (da 58 a 68), per i decrementi le Costruzioni (da 156 a 148), il Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), le Attività di alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10).
Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a 81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) e le province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna).
La diminuzione rilevata nel confronto dei periodi gennaio-dicembre 2024 e 2025 è legata sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 750 a 749, sia a quella femminile (da 47 a 43). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli italiani (da 621 a 610).
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64 anni (da 279 a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a 128) e tra gli over 64 (da 103 a 85).
DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE
Gli infortuni in itinere (al netto degli studenti) sono stati 99.939, in aumento del 3,2% rispetto ai 96.835 del 2024, dell’8,3% rispetto al 2023, del 13,5% sul 2022, del 26,6% sul 2021, del 62,6% sul 2020 e dell’1,5% rispetto al 2019. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2025 (è stata del 18,9% nel 2024).
Gli infortuni in itinere sono aumentati del 3,2% nella gestione Industria e servizi (dagli 86.649 casi del 2024 agli 89.437 del 2025), dell’8,9% in Agricoltura (da 1.618 a 1.762) e del 2,0% nel Conto Stato (da 8.568 a 8.740).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+5,3%), al Sud (+4,7%), nelle Isole (+4,1%), nel Nord-Ovest (+2,2%) e al Centro (+1,3%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (+17,3%), la Campania (+14,2%), la Sardegna (+9,8%) e l’Emilia Romagna (+9,7%), mentre i decrementi si registrano solo in Umbria (-10,2%), provincia autonoma di Trento (-5,5%), Valle d’Aosta (-1,5%), Basilicata (-1,4%), Molise (-1,0%) e Lazio (-0,1%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile, che registra un +3,5% (da 46.508 a 48.154 casi), sia a quella maschile con un +2,9% (da 50.327 a 51.785). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,4%). L’analisi per classi di età mostra incrementi per gli under 45 anni (+3,4%) e tra gli over 49 (+5,0%) e un calo per i 45-49enni (-3,3%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 293, 13 in più rispetto alle 280 del 2024. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 28,1% del 2019 al 27,0% del 2025 (è stata del 26,0% nel 2024).
L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 238 a 269 denunce mortali, mentre l’Agricoltura scende da 29 a 22 e il Conto Stato da 13 a due. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 77 a 81 denunce), nel Nord-Est (da 57 a 74) e nelle Isole (da 22 a 40), e cali al Sud (da 61 a 46) e al Centro (da 63 a 52).
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 32 a 51, mentre quelle dei lavoratori sono scese da 248 a 242. Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 50 a 69), in calo quelle degli italiani (da 230 a 224).
DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono state 80.871, in aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024. Delle circa 81mila denunce di infortunio, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,2% rispetto al 2024.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,5% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+4,2% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+3,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +5,9% sul 2024), seguita da Veneto (12%; +8,7%), Emilia Romagna (12%; +5,0%) e Piemonte (10%; +6,7%).
Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 risultano essere otto contro i 13 del 2024.
DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2025 sono state 98.463, circa 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+11,3%). L’aumento è del 35,3% sul 2023, del 62,0% sul 2022, del 78,1% sul 2021, del 118,7% sul 2020 e del 60,6% sul 2019.
I dati rilevati a dicembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+11,7%, da 73.723 a 82.371 casi) e Agricoltura (+9,4%, da 14.026 a 15.346) e un calo nel Conto Stato (-0,5%, da 750 a 746).
L’aumento interessa il Sud (+21,1%), il Nord-Ovest (+14,3%), il Centro (+8,9%) e il Nord-Est (+7,6%). In calo le Isole (-2,7%).
INAIL rileva 7.840 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 65.377 a 73.217 (+12,0%), e 2.124 in più per le lavoratrici, da 23.122 a 25.246 (+9,2%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 80.847 a 89.388 (+10,6%), sia quelle degli stranieri, da 7.652 a 9.075 (+18,6%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
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