Le coperture parametriche non rappresentano più una nicchia, ma una opzione sempre più competitiva e ormai integrata nelle strategie di protezione dalla volatilità, secondo Gallagher Re: l’interesse degli investitori dei mercati dei capitali è in aumento e sta alimentando nuova capacità dedicata a queste soluzioni.
Negli ultimi rinnovi 1/1/2026, molti acquirenti hanno privilegiato riduzioni di prezzo sulle coperture tradizionali, con cali medi del 10–20% dei tassi risk-adjusted e ampia capacità disponibile. Tuttavia, i riassicuratori restano selettivi sui prodotti esposti alla frequenza, lasciando gli assicuratori vulnerabili a eventi come grandinate, alluvioni, incendi boschivi in Europa e in altre aree. In questo contesto, le soluzioni parametriche continuano a rappresentare un’alternativa o complemento utile dove la capacità riassicurativa in eccesso su base evento non è sempre acquistabile a condizioni economiche.
Secondo la società siamo in una fase di forte innovazione: cresce la disponibilità degli underwriter a costruire coperture parametriche basate su perdite modellizzate, combinando trigger parametrici con logiche più vicine all’indennitario. L’uso dei modelli (di vendor o proprietari) permette di allineare meglio le liquidazioni parametriche alle perdite attese dell’assicuratore, integrando gli stessi strumenti già utilizzati per definire l’appetito al rischio, il capitale e la struttura di riassicurazione. Proprio per questo, diventa cruciale la fiducia dei riassicuratori nel modello utilizzato: di fatto si riassicura l’output del modello, non il danno effettivo, quindi servono broker parametrici con forti capacità analitiche.
Uno dei principali punti di forza della riassicurazione parametrica è la predeterminazione dell’importo rimborsato: i portatori di rischio conoscono quasi subito la loro perdita netta quando si verifica l’evento, senza incertezze liquidative né capitale “intrappolato”. La rapidità e la chiarezza nella valutazione rendono queste strutture molto appetibili per capacity provider e investitori, che apprezzano trasparenza e tempi di regolazione brevi, con ricadute positive anche sull’interesse dei mercati dei capitali verso il rischio parametrico.
Gallagher Re evidenzia inoltre che il calo dei tassi e l’allentamento di alcune esclusioni nei mercati property diretto e facoltativo ha spinto alcuni assicuratori parametrici a riallocare capacità verso la riassicurazione. Portafogli parametrici primari sempre più ampi generano domanda di trattati e strutture back-to-back, portando la capacità riassicurativa parametrica ai massimi storici. Questo ha favorito la crescita di MGA e carrier specialistici e una maggiore specializzazione anche all’interno dei grandi riassicuratori globali.
Nonostante il crescente appeal, molte compagnie continueranno a preferire prodotti indennitari tradizionali, testati nel tempo. Gallagher Re propone quindi una chiave di lettura: nella scelta tra soluzioni parametriche e tradizionali, i cedenti dovrebbero valutare quanto contano per loro la protezione rispetto a specifici rischi, la riduzione della volatilità degli utili a breve, la liquidità immediata dopo un grande sinistro e la certezza del quadro riassicurativo post-evento.
In conclusione, la domanda di riassicurazione parametrica continua a crescere, anche se il ritmo è smorzato dal calo dei prezzi della riassicurazione convenzionale. Per Gallagher Re, esplorare il mercato parametrico è ormai un punto fisso nell’agenda dei rinnovi: dalla periferia del mercato, queste soluzioni sono entrate a pieno titolo nel “toolkit” standard di protezione dalla volatilità.
© Riproduzione riservata