La ricerca 2026 dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, promosso da Gruppo Credem e Università Cattolica, mostra come la finanza personale sia ormai un tema centrale: il 60% degli italiani dichiara di cercare informazioni su argomenti finanziari, con un interesse maggiore tra gli uomini (65%) rispetto alle donne (56%). In questo scenario, la fiducia resta fortemente ancorata ai canali tradizionali che garantiscono un contatto diretto: il 28% degli intervistati indica la banca come riferimento principale e il 25% si affida al proprio consulente finanziario di fiducia, mentre anche online si cerca comunque una relazione personalizzata, con il 21% che segue profili e video di professionisti (esperti, giornalisti, content creator, studiosi, youtuber).

Un ruolo importante è riconosciuto anche all’informazione specialistica: testate e siti finanziari sono ritenuti fonti affidabili dal 20% del campione, a conferma del bisogno di contenuti qualificati in un contesto percepito come complesso. Accanto a questi canali consolidati emerge l’intelligenza artificiale, ancora minoritaria ma in crescita: il 4% degli italiani la utilizza già per informarsi su temi finanziari, quota che sale al 7% tra gli under 45, segnalando un’apertura generazionale verso strumenti digitali avanzati.

Le differenze per età e genere delineano due mondi informativi diversi. Gli over 65 continuano a privilegiare la relazione umana: il 31% indica la banca come canale principale e il 27% il consulente, mentre solo il 9% si rivolge a esperti via web o social, contro il 28% degli under 45; questi ultimi, al contrario, si orientano maggiormente verso testate e siti finanziari (23% rispetto al 17% dei senior) e fanno un uso più intenso delle risorse online, pur cercando anch’essi un interlocutore di fiducia. L’AI, in questo quadro, è praticamente assente tra gli over 65 (1% la considera fonte informativa), mentre si affaccia come opzione interessante tra i più giovani.

Sul fronte delle differenze di genere, il comunicato evidenzia che le donne, pur attribuendo alla banca lo stesso livello di fiducia degli uomini (28%), sono più restie a rivolgersi a consulenti e canali digitali e tendono invece a fare maggior affidamento sulla rete informale di amici e familiari: il 19% delle donne usa questo canale rispetto al 12% degli uomini. Questa minore propensione ad attivare fonti specialistiche e professionali si traduce, secondo la coordinatrice dell’Osservatorio Sara Sampietro, in una più bassa alfabetizzazione finanziaria, con ricadute negative sia sull’autonomia economica delle donne sia sullo sviluppo complessivo del Paese; da qui l’esigenza di rafforzare programmi mirati di educazione finanziaria.

Nel complesso, il lavoro dell’Osservatorio – giunto al sesto anno di attività – conferma un sistema informativo dove la relazione personale (banca, consulente, esperto riconosciuto) rimane il perno della fiducia, mentre i canali digitali, specializzati e basati su intelligenza artificiale si affermano progressivamente come complemento, soprattutto tra le generazioni più giovani e più alfabetizzate sul piano finanziario.

© Riproduzione riservata