Di Leandro Giacobbi
La settimana scorsa i principali broker assicurativi statunitensi hanno registrato una delle peggiori performance degli ultimi anni, con ribassi a doppia cifra per alcuni dei player più rilevanti. Il movimento non è stato isolato: ha coinvolto l’intero comparto e ha immediatamente attirato l’attenzione degli analisti, che hanno collegato la correzione a un fattore preciso e crescente nel settore: la disintermediazione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale.
COSA È SUCCESSO
In realtà non è accaduto nulla di dirompente sul piano operativo. Nessuna nuova normativa, nessun cambio di modello distributivo, nessuna rivoluzione tecnologica già in produzione. È bastato un annuncio. Infatti, OpenAI ha approvato l’app assicurativa di Tuio all’interno dell’ecosistema ChatGPT, rendendola una delle prime applicazioni del settore disponibili come “GPT” personalizzata. Un’integrazione semplice, quasi simbolica: l’utente può chiedere informazioni e ottenere preventivi direttamente in conversazione. Una nota ordinaria, potremmo definire di routine comunicativa.
Il 9 febbraio 2026, dopo il comunicato, sono partiti i ribassi: Willis Towers Watson −11/−12%, Arthur J. Gallagher −9–9.9%, Aon −8–9%, Marsh & McLennan −7%, Ryan Specialty −7–8%, Brown & Brown −6–8% (I valori variano leggermente a seconda della fonte).
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