UN’INDAGINE CONSOB EVIDENZIA IL CALO DI INTERESSE VERSO I PRODOTTI ESG: LA CAUSA PRINCIPALE È IL PERICOLO DI GREENWASHING
di Luca Mancini
La finanza green inizia a perdere il suo appeal. Cala infatti nel 2022 l’interesse degli italiani verso gli investimenti sostenibili, anche se in prospettiva la finanza verde mantiene la sua forza di attrazione, con buona parte degli investitori che è disposta a valutare nei prossimi due anni un riorientamento del proprio portafoglio titoli in favore dei prodotti sostenibili. Ma tra i fattori che più inducono alla prudenza c’è il rischio del greenwashing, fenomeno ormai al centro dell’attenzione dei regolatori.

Sono questi i principali risultati emersi nel corso del convegno Consob di ieri a Roma sul tema Investimenti sostenibili. Conoscenze, attitudini e scelte degli investitori italiani, che ha approfondito i temi della sostenibilità nell’ottavo Rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. In un contesto di incertezza economica e geopolitica, caratterizzato da una brusca impennata dell’inflazione e dalla guerra in Ucraina, il 15% degli italiani, secondo un sondaggio condotto tra giugno e luglio 2022 su un campione di 1.436 intervistati, si è detto interessato a investire in prodotti finanziari sostenibili (quelli che si contraddistinguono per l’impegno verso l’ambiente, i diritti dei lavoratori e il buon governo societario) anche a costo di accettare rendimenti più bassi rispetto a quelli prospettati da altre forme di investimento. Il dato fa però segnare un calo rispetto al 2021, quando era stato il 17% degli intervistati a dichiararsi interessato agli investimenti green.

Il 48% degli intervistati nel 2022 (era il 57% nel 2021) si dichiara disposto a investire in prodotti finanziari Esg solo a condizione che i rendimenti siano pari o addirittura superiori a quelli offerti da investimenti non sostenibili. Il 17% dichiara, invece, di non avere alcun interesse per la finanza sostenibile contro il 13% di un anno prima. L’attenzione risulta maggiore tra le donne, i giovani e gli investitori abbienti e alfabetizzati dal punto di vista finanziario. Dal sondaggio risulta anche che le conoscenze degli italiani sulla finanza sostenibile sono ancora limitate.

Malgrado la flessione registrata nel 2022 il green prova però a mantenere un certo appeal. Il 57% degli intervistati è infatti propenso a modificare nei prossimi due anni le proprie scelte di investimento, rafforzando la componente della sostenibilità. «I dati rivelano che il greenwashing, inteso come affermazioni fuorvianti sulle effettive caratteristiche di sostenibilità dei prodotti, è fra i timori e i rischi percepiti dagli investitori», ha osservato Chiara Mosca, commissario Consob. È un fenomeno che «può minare la fiducia». Per questo «il contrasto del greenwashing è una priorità globale». (riproduzione riservata)
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