Pnrr, istruzioni per le verifiche

I CONTENUTI DELLA GUIDA OPERATIVA PER VALUTARE IL PRINCIPIO DI NON ARRECARE DANNI SIGNIFICATIVI

di Milena Prisco
Investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza al banco di prova del rispetto del cosiddetto principio di «non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali» (Do no significant harm, Dnsh). Ma come verificare la conformità dei progetti e delle riforme del Pnrr al principio stabilito all’articolo 17 del Regolamento (Ue) 2020/852? In soccorso di amministrazioni e imprese arriva la Guida operativa per il rispetto del principio, elaborata dal Mef – Dipartimento della ragioneria dello Stato.

In cosa consiste il principio. Il principio Dnsh, declinato sui sei obiettivi ambientali definito dalla tassonomia, ha lo scopo di valutare se misure e investimenti del Pnrr, possano o meno arrecare un danno:

alla mitigazione dei cambiamenti climatici, se portano a significative emissioni di gas serra (Ghg);

all’adattamento ai cambiamenti climatici, se determinano un maggiore impatto negativo del clima attuale e futuro, sull’attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni;

all’uso sostenibile o alla protezione delle risorse idriche e marine;

all’economia circolare, inclusa la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, se portano a significative inefficienze nell’utilizzo di materiali recuperati o riciclati, a incrementi nell’uso diretto o indiretto di risorse naturali, all’incremento significativo di rifiuti, al loro incenerimento o smaltimento, causando danni ambientali significativi a lungo termine;

alla prevenzione e riduzione dell’inquinamento, se determinano un aumento delle emissioni di inquinanti nell’aria, nell’acqua o nel suolo;

alla protezione e al ripristino di biodiversità e degli ecosistemi.

La guida operativa. Il Mef ha pubblicato la guida operativa per assistere le amministrazioni nel rispetto del principio del Dnsh che coinvolge oltre 150 interventi del Pnrr, con una diversa graduazione a seconda che l’attività economica destinataria dell’investimento o della riforma oltre al non arrecare un danno significativo all’ambiente è volta a contribuire al conseguimento di uno specifico obiettivo ecosostenibile, come stabilito per il caso di ben 70 tra investimenti e riforme.

I settori coinvolti sono fra i più disparati dal manifatturiero alle infrastrutture, energia, digitale, con esclusione di 18 settori industriali, per i quali saranno destinati investimenti del Fondo complementare nazionale, quali per esempio: fabbricazione di auto e rimorchi, estrazione di minerali, fabbricazione di carta, trasporto aereo, terrestre e marittimo, metallurgia, smaltimento rifiuti.

La conformità con il principio del Dnsh è stata illustrata per ogni singola misura tramite delle schede di auto-valutazione standardizzate.

Quanto stabilito nella fase di auto-valutazione determina una serie di impegni che dovranno essere tradotti in precise avvertenze e monitorati dalle amministrazioni dai primi atti di programmazione di ciascuna misura, fino al completamento della realizzazione degli interventi finanziati con il piano.

I decreti di finanziamento delle amministrazioni e i documenti tecnici di gara dovranno esplicitare gli elementi essenziali necessari all’assolvimento del Dnsh con eventuali meccanismi amministrativi automatici, ammessi dalla guida, che possano comportare la sospensione dei pagamenti fino all’avocazione del procedimento in caso di mancato rispetto del Dnsh.

La guida raccomanda, una volta attivate le gare di appalto, che i documenti d’indirizzo alla progettazione forniscano indicazioni tecniche per l’applicazione progettuale delle prescrizioni finalizzate al rispetto del Dnsh, mentre stabilisce l’obbligo che i documenti di progettazione, capitolato e disciplinare riportino indicazioni finalizzate al rispetto del principio e questo con il fine di poter indicare anche negli stati di avanzamento dei lavori una descrizione dettagliata delle condizioni imposte dal rispetto del principio Dnsh.

Tutto ciò deve consentire a ciascuna amministrazione di poter dimostrare nella fase di attuazione del Pnrr se ciascuna misura sia stata effettivamente realizzata senza arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali e ove previsto se abbia realmente contribuito alla realizzazione di uno degli obietti ecosostenibili della tassonomia green.

* Studio CBA

Fonte:
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