Crediti ceduti, si valuta il bollino di autenticità

Cristina Bartelli
Crediti ceduti con il bollino dell’Agenzia delle entrate nel cassetto fiscale. È questa una delle ipotesi di lavoro su cui si stanno confrontando tecnici del ministero dell’economia e politici per tentare di superare l’effetto domino della cessione dei crediti che sebbene nato per un freno alle frodi sta generando effetti non secondari sull’economia reale. Le correzioni potrebbero essere anticipate con un decreto correttivo nella prossima settimana. Del bollino da apporre ai crediti ne ha parlato Martina Nardi, presidente delle attività produttive: «se la soluzione è quella del cosiddetto bollino» osserva Nardi, non posso che esserne contenta. Ieri in commissione finanze alla camera, il sottosegretario all’economia Federico Freni rispondendo a una interrogazione sulle frodi ha confermato che al momento Cassa depositi e prestiti ha sospeso il servizio. «Lo avevamo richiesto a più riprese e alla fine siamo stati ascoltati: il Governo sbloccherà con un nuovo decreto la cessione dei crediti derivanti dai bonus edilizi. Una scelta inevitabile dopo le richieste arrivate da un intero settore penalizzato gravemente da questa insensata decisione. Durante il question time in commissione è stato rilevato il tema delle frodi: sottolineiamo che solo una minima percentuale riguarda il Superbonus 110% e che per bloccare pochi truffatori non può rimetterci un’intera filiera che grazie alla nostra misura si è risollevata dopo anni di crisi e di mancanza di lavoro», scirvonon Giovanni Currò e Vita Martinciglio, rispettivamente vicepresidente e capogruppo in commissione Finanze alla Camera. Ed è proprio la certificazione della filiera che non siano intermediari finanziari a essere il nodo che si sta tentando di districare in queste ore. L’ipotesi è quella della certificazione dei crediti da parte delle Entrate o di consentire che le banche cedano i crediti ai propri clienti a cui fanno adeguata verifica. Intanto al senato Nicola Calandrini ha presentato una interrogazione sulla vicenda chiedendo che il governo faccia retromarcia sull’articolo 28 del dl sostegni ter (dl 4/22).

Cristina Bartelli
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