Carla De Lellis
Buone notizie per chi è vicino alla pensione. Dal prossimo 1° gennaio non ci saranno aumenti all’età di pensionamento. Per la seconda volta consecutiva, la «speranza di vita» non punisce i lavoratori allontanando il momento d’incrociare le braccia: è risultata negativa a causa Covid, (e non è una buona notizia) e, quindi, non modifica il requisito anagrafico per il diritto a una pensione. Dopo cinque anni di continuo allontanamento dell’età di pensione per il totale di 11 mesi (2 dal 2013, 4 dal 2016 e 2 dal 2019), prosegue la tregua portando a sei, 2019-2024, gli anni durante i quali è stabile a 67 anni l’età per la pensione di vecchiaia. La novità, illustrata dall’Inps con la circolare n. 28/2022, va soprattutto a favore di quanti spegneranno 67 candeline tra il 2023 e il 2024: non devono lavorare «qualche mese in più», come avranno immaginato nelle simulazioni degli anni passati, valutando proprio l’effetto della speranza di vita.

Pensione di vecchiaia. Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, spiega l’Inps, resta a 67 anni fino al 31 dicembre 2024. L’età è pari a 66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti che hanno svolto una o più delle attività considerate gravose o se sono stati addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, per il periodo previsto, e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. I lavoratori con primo accredito di contributi dal 1° gennaio 1996 possono ottenere la pensione di vecchiaia con un’anzianità minima effettiva di cinque anni, al raggiungimento dei 71 anni.

Pensione anticipata. L’Inps ricorda che il requisito contributivo per il diritto alla pensione anticipata, dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2026, è fissato a 42 anni e 10 mesi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne, per effetto della disapplicazione, nel periodo, degli adeguamenti alla speranza di vita. E ricorsa, inoltre, che il diritto alla decorrenza della pensione si perfeziona dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti (la «finestra»). I lavoratori con primo accredito di contributi dal 1° gennaio 1996 possono ottenere la pensione anticipata con un’anzianità minima effettiva di 20 anni, al raggiungimento dei 64 anni se soddisfano il c.d. «importo soglia mensile».

Pensione anticipata «precoci». Il requisito per la pensione anticipata per i lavoratori «precoci», ricorda ancora l’Inps, è di 41 anni. Si tratta dei lavoratori, dipendenti o autonomi, con almeno un anno di contribuzione per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età. Anche in tal caso, inoltre, la decorrenza della pensione si perfeziona dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti (la «finestra»).

Carla De Lellis
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