Uber chiede nuovi standard europei per la gig economy

Uber Technologies ha chiesto l’introduzione di nuovi standard di settore per la gig-economy in Europa, invocando un modello legale più chiaro, ma opponendosi all’imposizione di requisiti per l’assunzione di conducenti e corrieri.

L’azienda ha pubblicato un Libro Bianco che invita le autorità di regolamentazione e le altre app che si fondano sulla gig-economy a creare dei framework per garantire “opportunità di guadagno flessibili”, consentendo allo staff di mantenere lo status di lavoratore indipendente. Secondo l’azienda, tali normative dovrebbero essere stabilite dalle singole nazioni europee.

“Ciò potrebbe includere l’introduzione di nuove leggi come quelle recentemente adottate dalla California. O un modello più europeo di dialogo sociale, dove i lavoratori delle piattaforme, i responsabili delle politiche e le parti sociali lavorano insieme per stabilire principi di guadagno”, ha detto Uber.

L’azienda ha dichiarato che potrebbe supportare misure a favore dei lavoratori, tra cui garantire un aiuto nel pagamento dei piani di previdenza sociale esistenti o lanciare un fondo di benefit finanziati a livello di settore, collaborando con la società di assicurazioni francese Axa.

L’appello arriva dopo una serie di sentenze legali emanate in Europa che si oppongono al modello del lavoro indipendente. Nel Regno Unito, Uber ha fatto ricorso alla Corte Suprema per ribaltare una sentenza in base alla quale conducenti che utilizzano la sua app vengono considerati lavoratori dipendenti.

I tribunali svizzeri hanno invece negato a Uber Eats la possibilità di ricorrere ad appaltatori indipendenti nell’area di Ginevra, a favore di lavoratori di terze parti, una novità assoluta per l’azienda.