RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 13/02/2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Le banche e i gestori patrimoniali hanno appena pubblicato i conti del 2020. E nella maggior parte dei casi si è trattato di bilanci solidi, che hanno evidenziato miliardi di liquidità accantonata per motivi prudenziali. Anche perché lo scorso anno la Bce ha congelato cedole e buyback. Però il 2021 sarà diverso, inizia già con la possibilità di remunerare un minimo gli azionisti, per ora con un limite. Infatti non bisogna superare il livello più basso tra il 15% degli utili cumulati 2019-20 e i 20 punti base in termini di Cet1. Il mercato ha già cominciato ad annusare il cambio di passo e lo Stoxx bank dividend index future, che era a 1,83 lo scorso dicembre, oggi si trova a 2,8 e nella scadenza di dicembre 2022 scambia a 3,2. Le attese sono quindi di un ritorno alla cedola da parte del settore finanziario europeo. Non ancora però ai livelli di pre-pandemia, che erano a quota 4. Intermonte, facendo il punto sulle cedole di Piazza Affari con MF-Milano Finanza, ha calcolato che nel 2020 sono stati staccati 13,889 miliardi, di cui buona parte da banche & C, e si attende 18,193 miliardi nel 2021, ovvero il 30% in più, e 22,04 miliardi nel 2022.
Poco meno di 1,5 miliardi euro investiti in poco più di un anno. È la potenza di fuoco messa in campo da Intesa Sanpaolo per far crescere velocemente le attività assicurative della banca con una raffica di operazioni che si sono susseguite da dicembre 2019 ai giorni scorsi. Quattro per la precisione, una dopo l’altra. La prima occasione di crescita si è presentata a dicembre di due anni fa, quando la banca ha annunciato l’intenzione di rilevare il 50% più un’azione di Rbm Assicurazione, il terzo operatore in Italia nel mercato assicurativo salute, con un investimento di 500 milioni, dopo che il fondatore della società, Roberto Favaretto, si era deciso ad un passo indietro. Una mossa per accelerare la crescita nel comparto danni non auto della banca visto che, tra i pilastri portanti del piano industriale 2019-2021 presentato al mercato dal ceo Carlo Messina, c’erano proprio le polizze. Non tanto quelle Vita, in cui la banca, con il polo assicurativo guidato da Nicola Maria Fioravanti, già da anni gode di una posizione di leadership in Italia (con premi per oltre 17 miliardi), quanto piuttosto nel danni, in particolare non auto, con l’ambizione di raggiungere il primato anche in questo settore, e l’obiettivo di arrivare a 2,5 miliardi di premi entro il 2021.
Generali ha in canna cedole per circa 2 miliardi l’anno per il biennio, impegnata a mantenere la promessa di 4,5-5 miliardi di dividendi cumulati nel piano triennale 2019-2021. Mentre la UnipolSai di Carlo Cimbri è pronta a superare gli obiettivi che prevedeva di raggiungere 1,3 miliardi nel triennio 2019-2021. Ma resta da capire quanto di queste cifre arriveranno effettivamente nelle tasche degli azionisti. Se da una parte il business assicurativo va bene e pure gli indici patrimoniali di Solvency II sono in ottima salute, con le compagnie pronte a dare soddisfazione agli investitori anche in tempo di pandemia, dall’altra l’invito alla prudenza che arriva dall’Ivass non può passare inosservato. Nel caso delle assicurazioni, a differenza delle banche, non ci sono le formule matematiche che fissano la cedola massima ma è stato riservato un ruolo determinante all’autorità di controllo assicurativa con cui le imprese sono chiamate a confrontarsi per avere il via libera.
In testa alla classifica dell’indice globale Msci ci sono Enel e Intesa Sanpaolo, uniche due a conquistare il giudizio AAA, mentre per Standard Ethics le prime della classe fra le società del Ftse Mib sono Eni, Fineco, Prysmian, Unicredit e UnipolSai, che si meritano tutte un rating EE+. Per una volta non si parla di valutazioni fatte basandosi sul conto economico o sui profitti, ma di classifiche stilate in base alla sostenibilità delle aziende, e se ci fosse qualcuno che ancora pensasse che il rispetto dell’ambiente o la trasparenza nella governance non abbiano nulla a che fare con gli utili è venuto il momento di ricredersi. «Il punto di queste classifiche non è stabilire chi è più bravo di altri, sono strumenti che servono per investire», spiega Andrea Di Segni, managing director di Morrow Sodali, società che si occupa di proxy advisory per le società quotate.
La decisione assunta a fine ottobre 2019 dal cda di Cattolica di revocare le deleghe all’ex amministratore delegato Alberto Minali, rappresenta soltanto l’ultimo atto di un percorso che era stato avviato due mesi prima, in settembre. È quanto ha ricostruito la Consob al termine di un’ispezione svolta presso la compagnia veronese. La Commissione ha così contestato a Cattolica la violazione dell’articolo 17 (obblighi di comunicazione di informazioni privilegiate) del Regolamento Ue 596/2014.
Bper Banca sarà ancora protagonista del consolidamento, ma non subito. «Come azionisti di Bper siamo aperti a qualunque ipotesi che crei valore e che corrisponda agli interessi industriali del nostro gruppo», ha spiegato Carlo Cimbri, ceo di Unipol, compagnia assicurativa socia dell’istituto emiliano al 18,3%. Bper, ha proseguito, «è il nostro partner, insieme a Popolare di Sondrio, nel settore della bancassicurazione, una modifica del perimetro o qualsiasi ipotesi di fusione che riguardi Bper, noi lo valuteremo anche in funzione di quale tipo di interesse potremmo avere con un diverso canale di bancassicurazione».
Cattolica&Investimento Piani Futuri 3.0 è un prodotto assicurativo a vita intera a premio unico ricorrente e eventuali premi aggiuntivi, le cui prestazioni sono legate al valore delle quote di fondi interni e ad una gestione separata. Si ripresenta quindi il connubio tra una componente eventualmente idonea a generare un rendimento più elevato, a fronte di maggiore volatilità, abbinata ad un mattone più solido e decorrelato dai saliscendi dei mercati finanziari. La quota investibile nella gestione separata RiSpeVi oscilla tra il massimo del 50% e il minimo del 10%; e su questo elemento è attiva la garanzia di ricevere almeno il capitale netto investito in caso di decesso dell’assicurato o di riscatto alle ricorrenze annuali predeterminate. I fondi interni a disposizione sono rappresentati da CP Unico Prudente, CP Unico Bilanciato e CP Unico Aggressivo, e partecipano all’andamento dei mercati finanziari secondo esposizioni di rischio crescenti. Il contratto non prevede attività di ribilanciamento o di riallocazione ma è consentito al contraente di modificare la ripartizione tra le componenti prima indicate.
  • Il team di Daniele Franco
Daniele Franco arriva alla poltrona che fu di Quintino Sella dopo una lunga esperienza nei gangli dello Stato. Già Ragioniere Generale dello Stato e dg di Bankitalia e Ivass, il nuovo ministro dell’Economia, uomo di fiducia del premier, può contare in Via Nazionale su uno staff di fedelissimi d’assoluto livello. Da Alessandra Staderini, economista, allieva di Federico Caffè, padre putativo del nuovo Presidente del Consiglio, a Franco Momigliani, esperto di finanza pubblica, a Stefania Zotteri e Piero Tommasino. Tutte persone che hanno collaborato negli anni con Franco, sotto l’occhio attento del governatore Ignazio Visco e ben conosciute da Mario Draghi. A Franco il compito di portare avanti le politiche di riduzione del debito, arrivato ormai a oltre il 160%.
  • Assoreti, masse record a 667,4 miliardi
Il 2020 si conferma l’anno dei record per raccolta e masse in gestione delle reti di consulenza, che hanno concluso il mese di dicembre con una valorizzazione dei prodotti distribuiti dagli intermediari associati pari a 667,4 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto ai 619,8 di fine 2019. Tra questi, la componente investita in strumenti finanziari e strumenti assicurativi e previdenziali rappresenta l’83,7% del totale, pari a 558,9 miliardi. Domina il risparmio gestito: 470,3 miliardi, seppur in lieve flessione relativa sul totale del portafoglio (dal 71% al 70,5%), comunque in forte crescita dai 440,1 miliardi di fine 2019. Sono invece 88,6 i miliardi investiti nel risparmio amministrato. Tra le sotto-componenti del comparto diminuiscono solo fondi aperti italiani e fondi speculativi, mentre aumentano su base annua tutte le altre voci. In particolare, le gestioni aperte collettive domiciliate all’estero raggiungono 191,8 miliardi, con un incremento del 6,3% rispetto al dicembre del 2019. A livello assicurativo il comparto vale 182,8 miliardi: un incremento annuo del 7,6% e un’incidenza sul totale del 27,4%. La crescita maggiore la mettono a segno i prodotti multi-ramo: +15,5% a 28,9 miliardi. In valore assoluto, il peso maggiore è invece quello delle unit-linked: 94,4 miliardi (+7,5%). La valorizzazioni delle gestioni individuali cresce del 9% a 70 miliardi (10,5% del portafoglio): un incremento trainato dalle Gpf, +19,1% a 32,9 miliardi.

I professionisti che hanno maturato il requisito degli anni di contribuzione per la pensione di vecchiaia presso la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei ragionieri (Cnpr), ma che non hanno ancora staccato il traguardo della soglia anagrafica richiesta (68 anni) per conseguire il diritto alla pensione, dal 2021 possono chiedere di godere di una «sforbiciata» sui versamenti. È uno dei tasselli del Regolamento della previdenza dell’Ente pensionistico presieduto da Luigi Pagliuca, entrato in vigore il 1° gennaio di quest’anno, che stabilisce un «pacchetto» di novità per gli associati: per i tirocinanti, in particolare, è stata definita «la natura delle somme versate» ed introdotto anche un limite d’età, «pari a 50 anni», per coloro che vogliono effettuare la pre-iscrizione, pertanto, «a partire dal 2021, tali somme saranno considerate definitivamente contribuzione».
«Idividendi che proporremo all’assemblea, sia per quanto riguarda Unipol che UnipolSai, sono già stati vagliati dal regolatore e verranno distribuiti quando il regolatore stabilirà che vi siano le condizioni generali e di gruppo per farlo»: lo ha annunciato l’a.d. della compagnia bolognese, Carlo Cimbri, aggiungendo che con l’Ivass «abbiamo avuto un confronto in via preventiva, illustrando quali erano i nostri risultati attesi, la nostra solvibilità e tutta un’altra serie di componenti che rendono il nostro bilancio particolarmente forte e prudente».
Unipol è favorevole a eventuali aggregazioni per Bper, di cui detiene il 18,9% del capitale, ma non subito. «Come azionisti siamo aperti a qualunque ipotesi che crei valore e che corrisponda agli interessi industriali del gruppo Unipol: non siamo solo un socio finanziario ma anche industriale», ha affermato Cimbri. «Qualsiasi ipotesi che crei un gruppo bancario più forte, più radicato e con sinergie ed economie di scala importanti ci vede favorevoli. Eventuali ipotesi e proposte avanzate dal management di Bper saranno valutate sia in ottica di bontà, come investitore finanziario, sia in ottica dei riflessi industriali che qualsiasi operazione può portare al gruppo Unipol»
In linea con la strategia 2021 Partner di vita, Generali Italia accelera sul fronte Salute, business strategico in forte crescita, e vara un modello organizzativo che integra le componenti commerciali, tecniche e liquidative nella struttura Health & welfare. Quest’ultima dal 1° marzo verrà affidata a Paolo De Santis, che ricoprirà il ruolo di chief Health & welfare officer. Il manager, già consigliere delegato di Generali Welion, riporterà direttamente al country manager e a.d. di Generali Italia, Marco Sesana. Al tempo stesso Cesare Lai sarà nominato a.d. di Generali Welion, la società specializzata in programmi di welfare integrato e servizi dedicati alla salute. La struttura Health & welfare avrà la responsabilità della gestione assicurativa degli affari employee benefits riguardanti i rischi di malattia e di invalidità permanente da malattia di Generali Italia. Si occuperà anche del coordinamento a livello di country (Generali Italia, Genertel, Alleanza) delle attività del business salute e dei servizi relativi erogati tramite Generali Welion, che diventa il polo di riferimento employee benefit sui temi salute e benessere (malattia, infortuni) e protezione della vita in generale.

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  • La Consob picchia ancora sul tasto Cattolica
Nuova tegola per Cattolica. La Consob infatti ha avviato un processo sanzionatorio (avviato, può sempre concludersi con un’archiviazione, per carità) per possibili violazioni sul regolamento Mar sugli abusi di mercato. I rilievi riguardano le modalità di gestione del ritiro delle deleghe all’allora amministratore delegato Alberto Minali. Rilievi sulla procedura l’apertura di un registro delle persone informate delle crescenti critiche a Minali e la gestione dello strumento del “ritardo” nelle comunicazioni di informazioni sensibili, pur previsto in certe forme e vertono sul fatto che il processo di sfiducia nei confronti dell’allora ad abbia cominciato a prender corpo già all’inizio di settembre e sia diventato praticamente una certezza almeno il 25 ottobre. Le sanzioni, se il processo arriverà fino in fondo, variano da un minimo di diecimila euro a un massimo di 3,5 milioni. La compagnia è seguita con grande attenzione dalle autorità di vigilanza, sia dall’Ivass che ha già fatto pesantissimi rilievi, sia dalla Consob, la quale ha chiesto a Cattolica e Generali informazioni su chi fosse al corrente dell’operazione e anche maggiori dettagli sul Prospetto di aumento di capitale, tanto che ora l’operazione è stata spostata a luglio.
  • Unipol, maxi cedola ma frena su Bper
Le operazioni straordinarie per la controllata Bper non sono certo questione di questi mesi: la banca è troppo occupata a gestire la fusione con gli sportelli ex Ubi per impegnarsi ora su altri fronti. E ancora: il capitale in eccesso del gruppo – Unipol – non verrà distribuito ai soci ma tenuto a disposizione per «opportunità strategiche», ove dovessero presentarsi. Sono questi i passaggi chiave di Carlo Cimbri, amministratore delegato del gruppo, nel commentare i risultati preliminari di Unipol con gli analisti. Un bilancio che, per il 2020, vede la conferma degli obiettivi del piano al 2021 (in alcuni casi anche in anticipo) e una cedola ricca per il gruppo. La compagnia ha chiuso il 2020 con un utile di 864 milioni di euro, in calo del 20,5% sul 2019, che tuttavia beneficiava di una posta di 421 milioni legata alla contabilizzazione della quota in Bper. Il risultato di gruppo è stato spinto dal forte calo dei sinistri, che ha permesso al settore danni di chiudere con un utile ante imposte normalizzato di 1.124 milioni, dagli 810 milioni del 2019, e compensare così il risultato del vita, che ha realizzato utili pre-tasse scesi da 236 a 71 milioni, «per via del minor contributo della gestione finanziaria caratterizzata, nel 2020, da maggiori perdite da realizzo ». La compagnia ha ridotto dal 50,1 al 42,2% l’incidenza dei Btp in portafoglio e fatto scendere del 30% gli investimenti in azioni, per ridurre la volatilità del Solvency, salito dal 187% di fine 2019 all’attuale 214.

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  • Contagi tra i medici ridotti del 64% 
Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, sulla base dei dati dell’Istituto superiore di Sanità, ha evidenziato che i nuovi casi di infezione di Sars-CoV-2 nella popolazione generale sono stabili, ma i contagi tra gli operatori sanitari si sono ridotti del 64,2 per cento: dai 4.382 rilevati nella settimana 13-19 gennaio, quando è stata avviata la somministrazione delle seconde dosi, ai 1.570 di quattro settimane dopo (3-9 febbraio), registrando una decrescita costante ogni sette giorni.
  • Cattolica, si muove la Consob «Irregolarità sul caso Minali»
Dopo l’Ivass, ora è la Consob a puntare il dito contro la gestione del presidente di Cattolica, Paolo Bedoni, già nel mirino della vigilanza assicurativa guidata da Daniele Franco (da ieri ministro dell’Economia) per una gestione personalistica del consiglio di amministrazione della coop veronese. Dalle carte dell’Ivass ha preso piede l’indagine Consob che ha portato all’avvio di un procedimento sanzionatorio dopo la scoperta di due presunte violazioni del regolamento sugli abusi di mercato da parte di Bedoni e di alcuni consiglieri, in relazione al ritiro delle deleghe all’allora amministratore delegato Alberto Minali, deciso al board del 31 ottobre 2019. Secondo quanto ha ricostruito Consob la defenestrazione di Minali sarebbe stata predisposta almeno due mesi prima rispetto a quando fu comunicata al mercato. Bedoni l’avrebbe preparata coinvolgendo gia a inizio settembre consulenti legali come l’avvocato Mario Cera, e poi i 13 consiglieri che hanno firmato la lettera di contestazione alla base del ritiro delle deleghe a Minali. In particolare Cattolica avrebbe attivato tardi con la Consob lo strumento del «ritardo» che consente di rinviare la comunicazione al mercato di un’informazione price sensitive con carattere di «precisione», avvenuta solo il giorno del consiglio mentre sarebbe dovuta partire prima e quantomeno il 25 ottobre quando erano già pronte le bozze di comunicato. Inoltre Cattolica non avrebbe iscritto i 13 consiglieri nel registro delle persone a conoscenza di informazioni privilegiate. L’Ivass ha imposto di rinnovare il board, rimuovendo di fatto Bedoni. La compagnia, che da 1 aprile diventerà spa ed è ora al 24,5% di Generali, deve varare la seconda tranche da 200 milioni di aumento di capitale, rinviata due giorni fa a luglio.
  • Unipol, il ritorno del dividendo Profitti 2020 a quota 864 milioni
Unipol chiude un 2020 insolito per una compagnia assicurativa — caratterizzato da un crollo dei sinistri per l’assenza del traffico automobilistico provocato dal lockdown — con 864 milioni di utili: il risultato è contabilmente in calo del 20,5% sul 2019 che però beneficiava di 421 milioni di euro legati alla contabilizzazione di Bper; senza poste straordinarie, l’utile sarebbe di in rialzo del 23,6% a 905 milioni. Sono numeri che consentono al gruppo guidato dal ceo Carlo Cimbri di staccare un maxi-dividendo di 0,28 euro in rialzo del 55%, pari a 205 milioni di euro. Per la controllata UnipolSai il monte dividendi è di 538 milioni, che per l’85% risalirà a Unipol. I migliori risultati dei danni compensano gli utili pre-tasse nel Vita scesi da 236 a 71 milioni, «per via del minor contributo della gestione finanziaria». Anche il patrimonio è in ascesa, con l’indice di solvibilità, salito al 214%. Una spinta all’anno in corso arriverà dai 70 milioni consolidati di plusvalenza dalla vendita della Torre Velasca a Milano.
  • Generali punta sul welfare
Nuovo assetto per le Assicurazioni Generali nell’area salute e welfare: Paolo De Santis sarà il nuovo chief health & welfare officer per l’Italia mentre Cesare Lai è stato nominato chief executive officer di Generali Welion. «Per migliorare la qualità e l’accessibilità delle coperture e dei servizi ai clienti — ha detto Marco Sesana, country manager & ceo Generali Italia — ridisegniamo la nostra struttura organizzativa con l’obiettivo di continuare a innovare e semplificare evolvendo in questi ambiti prioritari per la vita delle persone».

  • Unipol, target confermati e cedola «Bper? Fusione a certe condizioni»
Target di piano confermati, ritorno al dividendo, complice l’ascesa della solidità patrimoniale, e ben venga l’M&A per la partecipata Bper purché al momento opportuno e alle giuste condizioni. Sono questi alcuni dei passaggi chiave legati alla presentazione dei conti 2020 del Gruppo Unipol avvenuta ieri. Cruciale, per il mercato, è stato evidentemente il passaggio sulla cedola. In particolare, dopo il confronto con i regolatori, la holding ha deciso di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,28 euro per azione, mentre la controllata UnipolSai pagherà 0,19 euro a titolo, che non deve però rappresentare il nuovo floor che resta immutato a 0,16 euro.
  • Generali Italia vara il riassetto
Generali Italia accelera su Salute e Welfare «per rispondere più velocemente ai bisogni dei clienti, varando un nuovo assetto organizzativo commerciale, tecnico e liquidativo». In ragione di ciò Paolo De Santis è stato nominato Chief Health & Welfare Officer per la Country Italia e Cesare Lai è diventato ad di Generali Welion. Così facendo, dunque, – in linea con il piano strategico al 2021 – è stato varato un nuovo modello organizzativo che integra le componenti commerciali, tecniche e liquidative in una struttura dedicata, denominata appunto Health & Welfare. La struttura di Health & Welfare «avrà la responsabilità della gestione assicurativa degli affari employee benefits riguardanti i rischi di malattia e di invalidità permanente da malattia di Generali Italia oltre al coordinamento a livello di Country (Generali Italia, Genertel, Alleanza Assicurazioni) delle attività del business salute e dei servizi relativi erogati tramite Generali Welion, che diventa il polo di riferimento Employee Benefit sui temi Salute e Benessere (Malattia, Infortuni) e Protezione della Vita in generale».
  • Groupama, 464 milioni di credito
Groupama Asset Management Sgr rende noto che il proprio Supply Chain Fund, il primo fondo di direct lending specializzato nell’acquisto di crediti commerciali e primo fondo di credito ad aver ottenuto a febbraio 2016 il via libera di Banca d’Italia, ha chiuso il 2020 con 464 milioni di euro di erogato, in crescita rispetto ai 412 milioni del 2019. Complessivamente, il Fondo ha processato nell’ultimo anno 14.160 fatture (dalle 6.992 fatture del 2019), avendo rapporti con 125 Società cedenti fatture commerciali e con ben 230 Società debitrici cedute. In totale, dall’inizio dell’attività nel 2016 ad oggi, il Fondo Supply Chain di Groupama AM SGR ha così erogato 1,45 miliardi di euro ad aziende italiane, processando 29.887 fatture.
  • Cattolica, Consob: irregolarità sul caso Minali
La Consob avvia un procedimento sanzionatorio nei confronti di Cattolica, accusata di aver violato il regolamento Mar sugli abusi di mercato in occasione del ritiro delle deleghe all’ex ad Alberto Minali, decisa dal cda il 31 ottobre 2019, ma alla quale il presidente Paolo Bedoni, secondo quanto ricostruito dall’authority, lavorava già da due mesi, avvalendosi dei suoi consulenti legali e della comunicazione e coinvolgendo i 13 consiglieri che avrebbero poi sottoscritto la dura lettera di contestazioni posta alla base della sfiducia. Due sono i rilievi sollevati dalla Consob. In primo luogo Cattolica avrebbe attivato tardi con la Commissione lo strumento del ‘ritardo’, che consente di rinviare la comunicazione al mercato di un’informazione price sensitive con carattere di “precisione”.

  • Attenzione al riscatto facile
E non sono pochi coloro che hanno fatto tale scelta. Gli sportelli bancari e postali sono da anni il primo canale distributivo per il ramo vita, con una quota di mercato sulla nuova produzione realizzata nel 2020 del 65% per oltre 54 miliardi di premi. Masse elevatissime seppure in calo del 9% rispetto al 2019, causa Covid. Ora le banche puntano anche al ramo danni (con casa e salute in primo piano). Non è del resto un segreto che nei piani industriali degli istituti di credito la componente assicurativa sia caricata di grandi aspettative, vista l’elevata redditività, in uno scenario in cui i margini sono in calo sul business tradizionale. Per questo, in seguito alle operazioni di integrazione tra istituti di credito, il risiko nella bancassurance sarà ancora più vivace. Questo vale anche per i futuri matrimoni ipotizzati in questi giorni come quello tra UniCredit (che ha accordi storici con Aviva, Allianz e Unipol) e Mps (socia di Axa).
  • Fondi, il disagio c’è ma non è riconosciuto