Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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La clausola sugli eventi catastrofali cambia faccia e da clausola di stile diventa un elemento da valutare attentamente. È uno dei dati più importanti emersi durante il webinar «Sanità e professione legale – Il rischio pandemico nei contratti, nei rapporti tra paziente e medico, nelle assicurazioni. Come si sta orientando il legale?», svoltosi ieri nell’ambito della MF Italian Legal Week 2021 organizzata da Class Editori.
L’emergenza sanitaria da Covid-19 in corso, sta causando conseguenze significative sulle vite di tutti noi e sul personale medico. Ma non solo. Anche sul piano contrattuale si sono aperte le strade a nuove considerazioni. Ad esempio proprio sulla clausola contrattuale per eventi catastrofali, «da clausola di stile oggi, la clausola per eventi catastrofali è diventato elemento che le parti devono valutare attentamente», ha sottolineato Giovanni Facci, professore associato dell’Università degli Studi di Bologna, intervenuto al webinar.
Lo studio legale del futuro è più grande e tecnologico, non ha necessariamente una sede fisica e gli avvocati interagiscono nella loro quotidianità grazie alle soluzioni dell’Ai, l’intelligenza artificiale. Uno scenario messo in luce dalla pandemia di Covid-19, che ha però solo accelerato una tendenza già in atto verso la digitalizzazione della professione. È quanto emerso durante l’evento Milano-New York, la pandemia e le richieste dei clienti, conferenza di apertura della seconda giornata della MF Italian Legal Week 2021 di Class Editori, trasmessa dal canale Class Cnbc. «Quello che è emerso nell’anno appena concluso», ha detto George Psiharis, direttore operativo di Clio, «è che alcuni studi hanno messo a segno un 40% dei ricavi per avvocato in più rispetto ai competitor». Le ragioni sono essenzialmente tre, tutte intrecciate con l’universo della digitalizzazione. «Primo», ha ricordato l’esperto, «il rafforzamento del customer relationship management. Secondo, la creazione di portali di collaborazione col cliente, per un’interazione sicura ed elettronica di comunicazioni e scambio dei documenti. E terzo, la possibilità di effettuare i pagamenti online».
Oggi, nel mondo degli investimenti, quasi tutto (i tassi, ma anche i corsi azionari e il destino dei circa 18.000 miliardi di debito sovrano con tasso negativo) dipende da come si evolverà l’inflazione. E, per la prima volta da oltre dieci anni, questo suscita preoccupazione. L’ultima volta che gli investitori hanno provato un timore simile risale al 2009, quando le banche centrali per la prima volta hanno adottato la politica del Quantitative easing, che consisteva nel sostenere l’attività economica riducendo i tassi di riferimento e stampando moneta per acquistare i titoli di stato detenuti dalle banche. Questa massiccia creazione di moneta ha ricordato l’avvertimento lanciato da Milton Friedman, secondo cui stampare moneta alimenta la domanda, determinando un aumento dei prezzi al consumo.
Quasi 8 miliardi di euro di asset in gestione sono già passati da Cattolica a Generali Italia e da metà febbraio saranno disponibili i primi servizi Iot alla clientela di Cattolica. Se sul fronte finanziario le questioni aperte tra le assicurazioni restano ancora numerose (dalla seconda tranche di aumento di 200 milioni alla necessità di rivedere il cda di Verona, per cui sembra vicina la scelta dell’head hunter), i cantieri industriali tra i due partner, secondo quanto risulta a MF-MilanoFinanza, stanno procedendo spediti. L’operazione che, lo scorso ottobre, ha portato Generali a sottoscrivere la prima tranche di aumento di capitale da 300 milioni, diventando azionista di Cattolica con circa il 27% dopo esercizio diritto di recesso, ha comportato, come noto, l’ingresso nel cda di Verona di tre rappresentanti di Trieste (Stefano Gentili, Roberto Lancellotti e Elena Vasco) e soprattutto ha incluso l’avvio di sinergie industriali in quattro ambiti di attività: salute, riassicurazione, Internet of things e appunto asset management, con lo scopo di trarne benefici reciproci. Il passaggio degli 8 miliardi di asset in gestione da Cattolica a Generali va proprio in questa direzione, perché se da una parte consente a Trieste di incrementare ulteriormente le masse da gestire, dall’altra ha l’obiettivo di ridurre la volatilità del Solvency II della compagnia guidata da Carlo Ferraresi, a gennaio 2020 finita nel mirino dell’Ivass che ha chiesto una ricapitalizzazione complessiva di 500 milioni.

L’identità tra importo dei lavori asseverati e massimale assicurativo prevista dal dm 6 agosto 2020 a causa del suo sovradimensionamento risulta essere eccessivamente gravosa per i professionisti tecnici (ingegneri, geometri, architetti), rischiando di lasciarli, raggiunta una certa soglia (oltre i 3 milioni di euro), senza coperture assicurative nell’ambito delle loro attività di asseverazione. La questione è quanto mai centrale nella fase di avvio del Superbonus 110%.
Just Eat riconoscerà un trattamento non inferiore alle tabelle previste da contratti collettivi esistenti per profili ed attività analoghe, garantendo un compenso orario del valore medio di circa 9 euro. Si tratta di un valore indicativo, precisa Just Eat, «che si ottiene applicando su una paga base di 7.50 euro l’ora, indipendentemente dalle consegne effettuate, il pacchetto di maggiorazioni previste dalla normativa in vigore. A tale somma si aggiungerà un ulteriore sistema di bonus legato al numero di consegne. Tale importo potrà essere aggiornato e rivisto, nella sua composizione e funzionamento, in funzione dell’esito del confronto sindacale in corso». Sono previste inoltre indennità per l’utilizzo del proprio mezzo, assicurazione di responsabilità civile verso terzi e assicurazione sulla vita; indennità integrative per lavoro notturno, festività e lavoro straordinario; ferie, malattia, maternità/paternità; dotazioni di sicurezza gratuite e percorsi formativi relativi all’azienda, all’utilizzo dell’app Scoober, ai temi della salute e della sicurezza per il trasporto degli alimenti e sicurezza stradale.
  • Generali.
L’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone prosegue gli acquisti sulla compagnia, comprando tra l’1 e il 2 febbraio altri 500 mila titoli e portandosi al 5,55% del capitale.
  • Fineco.
Nel mese di gennaio la raccolta netta ha raggiunto 891 milioni di euro, in crescita del 175% su base annua.
  • Azimut
ha registrato in di gennaio una raccolta netta positiva per 676 milioni. Il totale delle masse si è attestato a 61,4 miliardi.

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  • Fineco, vola la raccolta (+175%)
Fineco ha chiuso gennaio con una raccolta pari a 891 milioni di euro, in crescita del 175% rispetto allo stesso periodo del 2020, conseguita «senza fare ricorso a politiche commerciali di breve periodo», si legge in una nota della società.

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  • La svolta di Just Eat I suoi tremila rider saranno dipendenti
La multinazionale britannica del food delivery trasformerà entro il 2021 i suoi 3 mila rider italiani in lavoratori dipendenti. Si comincia con 50 a Monza in marzo, poi altri mille a Brescia, Verona, Parma e Reggio Emilia. Dal cottimo alla paga oraria, più bonus consegne, ferie, malattia, festivi, straordinari, maternità, notturni, assicurazione, dispositivi di protezione. Però, nota il sindacato, Just Eat ha scelto di inserire in un regolamento aziendale il livello retributivo più basso che ha trovato – 7,5 euro lordi all’ora, quello del multiservizi (pulizie) senza applicare alcun contratto nazionale. Dovrebbe farlo. E quello della logistica prevede 13 euro lordi all’ora.

  • Coima e Generali vendono asset in Bicocca
  • Del Vecchio prepara il round decisivo della partita Mediobanca-Generali
 La zampata su Mediobanca dell’altro ieri, che lo ha portato al 13,2% e a superare il patto di consultazione, ha riacceso i riflettori su Leonardo Del Vecchio. Con una strategia che lo ha visto in rari casi socio di minoranza e molto più spesso titolare di posizioni di spicco, mai come in questo momento, è diventato uno degli interlocutori chiave nella definizione di equilibri e governance dei principali gruppi finanziari e industriali del Paese. Mettendo in fila UniCredit, Mediobanca, Generali ed Essilor Luxottica, stiamo parlando di gruppi che in Borsa valgono più di 100 miliardi di euro. Questo tralasciando il patrimonio immobiliare concentrato in Covivio. Molte di queste partite sono in pieno svolgimento con esiti imprevedibili e il punto di caduta di ognuna di esse rischia di avere reazioni a catena sulle altre.
  • FinecoBank, raccolti 891 milioni a gennaio
Inizia bene in termini di raccolta l’anno per FinecoBank. Il gruppo ha chiuso gennaio con flussi netti positivi in entrata per 891 milioni di euro, in crescita del 175% rispetto allo stesso periodo del 2020. La componente gestita è più che raddoppiata a 470 milioni, quella amministrata si è attestata a 369 milioni mentre la raccolta diretta è stata di 51 milioni. Nel mese i ricavi stimati nel brokerage sono stati pari a 19 milioni, in crescita di oltre il 30 per cento.
  • Azimut, masse gestite a 61,4 miliardi
Azimut ha registrato a gennaio una raccolta netta positiva per 676 milioni di euro. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si è attestato a fine gennaio a 61,4 miliardi, di cui 47,6 miliardi fanno riferimento alle masse gestite. Il gruppo ha raggiunto oltre 2,2 miliardi in Private markets con il primo closing del fondo Infrastrutturale per la Crescita – Esg.
  • I fondi europei battono gli italiani nel 2020 e negli ultimi tre anni
  • «Per una svolta servono più educazione finanziaria e consulenza»
«Oggi gli investitori sentono ancora di più la necessità di una consulenza che sia davvero efficiente». Il 2020 caratterizzato da un andamento così complesso sui mercati offre a Dario Tosetti l’occasione per tornare ad affrontare una questione sempre attuale, ma che se possibile ha acquistato ancora maggiore importanza, vista la dispersione dei rendimenti ottenuti dai diversi operatori del risparmio gestito. I dati che ha di fronte il fondatore di Tosetti Value, uno dei principali Multi-Family office in Europa, non sono soltanto quelli che lasciano poche ombre di dubbio sui costi superiori praticati dalle Sgr italiane, ma riguardano anche e soprattutto i ritorni medi offerti dai portafogli di investimento: nell’anno così particolare di Covid e anche nell’intero ultimo triennio.

Handelsblatt

 

  • Hannover Re supera le previsioni e punta a tornare all’utile in miliardi nel 2021
La crisi pandemica potrebbe diventare un motore di crescita per i riassicuratori. La raccolta premi di Hannover Re è aumentata dell’8,5% nell’ultima tornata di rinnovi, ha annunciato  il terzo riassicuratore più grande del mondo. Anche il concorrente Munich Re aveva precedentemente riportato in autunno la più alta raccolta premi nei suoi 140 anni di storia. Dal punto di vista della compagnia di Hannover, è particolarmente positivo che la forte crescita non sia stata, come negli anni precedenti, limitata a singole linee o paesi che erano stati precedentemente colpiti in modo particolarmente duro da catastrofi naturali, incendi boschivi o esplosioni. “Siamo stati in grado di migliorare ulteriormente i prezzi e le condizioni in tutte le linee e in tutte le regioni”, ha detto l’amministratore delegato di Hannover Re, Jean-Jacques Henchoz. Con il Dax destinato a salire a 40 titoli a settembre, Hannover Re è vista come una delle favorite per i dieci posti extra sul principale indice tedesco. Ciononostante, i riassicuratori hanno una visione mista dell’anno di covidenza 2020: sebbene la loro raccolta premi sia salita a livelli record o molto vicini ad essi, i profitti sono crollati rapidamente.