Mediolanum guadagna 434 milioni e prepara cedola da 0,781 euro

di Sara de Pinto
«Ci aspettiamo un 2021 buono e puntiamo a migliorare la raccolta netta gestita dello scorso anno che si è attestata sui 4,1 miliardi. Quest’anno vogliamo fare di più e puntiamo a 5 miliardi». A lanciare il messaggio di ottimismo è Massimo Doris, ad di Banca Mediolanum, durante la conference call riportata da MF Dow Jones per la presentazione dei risultati del 2020, che si è chiuso con un utile netto pari a 434,5 milioni, in calo rispetto ai 565,4 milioni del 2019, principalmente per minori performance fees, particolarmente elevate nell’esercizio precedente. Mediolanum ha inoltre proposto un dividendo di 0,781 euro per azione che, al prezzo di chiusura del 10 febbraio, rappresenta un dividend yield del 10,2%. «Sono molto soddisfatto dell’investment banking, ad oggi abbiamo fatto 9 operazioni, 4 di equity sull’Aim, 3 di m&a e 2 emissioni di minibond. Ne abbiamo circa una decina in pipeline, tra quotazioni piuttosto che vendite», ha aggiunto. Doris ha annunciato il lancio a breve di un fondo Pir alternativo, «prodotto illiquido per definizione. C’è molta attenzione su questa asset class, dovuta anche al fatto che è quasi scomparsa una delle asset class tradizionali, quella dell’obbligazionario, che con i tassi attuali non può dare soddisfazioni». «Per quanto riguarda i Pir tradizionali, io penso che quest’anno potrebbero finalmente ripartire», ha proseguito Doris, sottolineando che la sua convinzione è legata al fatto che i Pir investono in Italia, e «l’anno scorso leggevamo del crollo dell’economia, di aziende che chiudevano e di licenziamenti, tutte notizie che certo non ispiravano i clienti a investire in un Paese con tutte queste notizie negative». Invece ora, ha spiegato grazie «all’avvio della distribuzione dei vaccini, che un po’ alla volta ci porterà fuori dalla pandemia, e in più con l’arrivo di Draghi – visto come hanno reagito i mercati – abbiamo notizie più positive rispetto all’anno scorso. Quindi avere queste prospettive di un futuro più roseo e avere migliori performance di mercato porterà le persone a tornare su questo tipo di investimento, anche se ci vorrà un po’ per rivedere volumi importanti». Sul tema di possibili m&a, Doris ha ribadito di «non essere interessati» a unirsi con nessuno. Riguardo Mario Draghi Doris ha spiegato di avere «molta fiducia, penso che sia la persona più adatta a guidare il nostro paese in questo momento» ha detto. (riproduzione riservata)

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